Direttamente dal ritiro di Dimaro il capitano del Napoli Marek Hamsik ha espresso, durante la consueta conferenza stampa, i propri pensieri relativi al suo decimo anno e all’undicesima stagione in maglia azzurra.

Ecco le parole del numero 17, secondo quanto riportato da Iamnaples.it:

“Vedendo la seconda parte di campionato che abbiamo disputato, ci crediamo. Da gennaio a maggio abbiamo realizzato un campionato incredibile, sappiamo che siamo forti ma ce la possiamo fare. Le milanesi si sono rafforzate tantissimo, non sarà facile ma, se riusciamo a ripetere quelle performance, possiamo farcela. Vincere le partite sporche? La Juventus è differente da noi, noi siamo strutturati sul bel gioco, con grande tattica, il Napoli è bello nel suo dna”.

“Sarri è il primo che ci crede ma per vincere dobbiamo sbagliare pochissimo. Abbiamo rinunciato alle ferie aggiuntive, ci hanno chiesto questo favore e da grandi professionisti l’abbiamo accettato. Questo è il Napoli più forte, mi diverte e fa un grande calcio.

 “E’ stata brava la società a tenere tutti, ci sentiamo più uniti, per adesso non è andato via nessuno. Mi sento orgoglioso di quanto hanno detto i tifosi del Milan. Sono rimasto a Napoli con grande piacere, sono soddisfatto di me stesso e voglio continuare così. Sarebbe bello raggiungere il record di Maradona, ma l’obiettivo più importante è quello di cui parliamo da tanti anni, sarebbe quella la cosa più bella. Avere la 10 o un giorno far ritirare la 17, cosa preferiresti? Che sia ritirata la 17, la 10 non si tocca. Ounas mi ha dato belle sensazioni, dobbiamo dargli il tempo d’adattarsi al calcio italiano. Milik e Mertens sono diversi, Arek è una prima punta classica, Dries ha disputato un grande campionato”.

Con la Juventus partiamo da zero a zero, non da -5. Reina è un giocatore straordinario, il numero 1 dello spogliatoio e ci auguriamo che resti. Seguiamo il calcio in vacanza, sapevamo già che a Napoli la gente ci credeva tanto, però, fa piacere avere tanto affetto sin dal primo giorno di ritiro. Il tuo erede? E’ difficile deciderlo, spero che Rog e Zielinski crescano sempre di più. Zielinski soprattutto può essere il mio erede”.

 “Già prenotato lo spazio per un tatuaggio a fine campionato? No, non ho prenotato nulla e nel caso sarebbe la prima cosa da fare il giorno dopo”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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