Napoli, De Laurentiis: “Ronaldo? la Juve non ha già vinto. Sarri? pensava solo a se stesso”

Aurelio De Laurentiis

Suona la carica il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, in un’intervista concessa ai microfoni del quotidiano La Verità, in vista della prossima stagione. Ovviamente il primo attacco non poteva essere che alla Juventus ed al suo nuovo gioiello Cristiano Ronaldo: “Giochi chiusi con l’arrivo di Ronaldo alla Juve? (Ride ndr) Prenda carta e penna, ora le spiego: la Juve ha fatto una bella mossa propagandistica per tutto il gruppo Fca, diciamo così. Spero che possa aiutarla a mascherare il calo di entusiasmo che ci sarebbe stato tra i tifosi. Se fosse stato soltanto riconfermato Allegri senza un grosso colpo, dopo sette scudetti cosa si poteva promettere ai tifosi per affascinarli e scaldarli? E per fare la stessa cosa con gli sponsor, il mondo dell’industria e della politica? Riconosco che la società ha avuto la grande trovata di sceneggiatura che le ha consentito di rilanciare l’immagine della Juventus. Chapeau!”. 

“Però tra dire chapeau e vincere campionato e Champions ce ne passa – continua De Laurentiis – Ronaldo ha una certa età e in termini di equilibrio per un club è pericoloso spendere così tanti soldi per comprare il cartellino di un giocatore a fine carriera. Se inizi a pagare degli stipendi assurdi prima o poi questo ti si ritorce contro. Io preoccupato? Immagina male. Sono concentrato, carico ed entusiasta, piuttosto“.

Infine un commento su Sarri e sul nuovo ciclo di Ancelotti: “Io sono felice perché Ancelotti promuove tutto e tutti. Paragone polemico con Sarri? Se hai giocatori con 60 milioni di clausola e non li fai giocare danneggi te stesso e la squadra, non usi il potenziale e finisci fuori dalle coppe perché nessuno regge due competizioni con dodici/tredici giocatori titolari. Ho capito che era finita con Sarri quando mi disse: ‘Non so se con questi giocatori posso fare meglio’. Sarri era entrato nella fase in cui l’allenatore pensa a se stesso, gli ho chiesto cosa volesse fare quest’anno fino all’ultima partita, ma non ho avuto risposta. Ho notato una certa ineducazione in questo silenzio, ma non mi sono offeso. La sua genialità è monotematica, l’ho visto giocare in un solo modo. Vediamo cosa farà in Inghilterra. Cosa gli manca? Un allenatore completo non fa solo divertire, ma deve anche vincere“.

 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.