Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista per Il Corriere dello Sport, all’interno della quale ha parlato di svariati argomenti, partendo dall’approdo in panchina di Carlo Ancelotti fino al rapporto con Maurizio Sarri.

Queste le parole del proprietario del club azzurro, che ha anche rivelato alcune indiscrezioni in merito alle future mosse di mercato :

“Quando sono a Napoli, con Capri di fronte, mi sento me stesso, anzi più creativo, come nei giorni in cui vivo a Los Angeles. All’ultimo campionato però non riesco a ripensare a lungo. Questo club è in continua evoluzione e Ancelotti è la risposta più intrigante che potessimo dare a noi stessi: lui, come me che amo Londra, s’è voluto concedere la “libido” di vivere a Napoli. Cosa mi ha chiesto Ancelotti? Ci sentiamo tutti i giorni e non ha mai avanzato pretese. E’ un uomo sicuro di sé, che quando serve mostra pure il pugno duro. Ha padronanza del segno del comando. Se ci è chiaro dove intervenire? Due portieri, un esterno basso che sappia difendere, se vanno via Jorghinho e Hamsik anche due centrocampisti. E poi abbiamo già preso Verdi: vedrete, che da noi Simone sarà più sereno e farà grandissime cose. Fabian Ruiz? Stiamo aspettando soltanto il suo ok, che potrebbe arrivare a momenti. L’incontro con LainerNon la smentirò: è successo anche l’altro giorno, a Milano, e stiamo nel pieno della chiacchierata. Ossessione per il portiere?
Non nostra. Io voglio accontentare Ancelotti, innanzitutto. A me piace molto Meret, però quando vai dai Pozzo sai che i prezzi diventano illogici. Areola è bravissimo, come altri; Keylor Navas ha esperienza. Ma il Napoli non ha assolutamente fretta. L’addio di Hamsik?
E’ stato a cena a casa mia con Venglos e mi hanno detto che sarei stato contattato da un club cinese. Non si è ancora fatto vivo nessuno. Se stiamo cercando un sostituto? Ma io devo tutelarmi,  per non farmi trovare spiazzato nel caso in cui qualcuno seriamente si faccia avanti. Sono precauzioni indispensabili per un club. E comunque  è stato lui a mettersi in questa situazione, non io a spingerloJorginho al City? Ne ho riparlato giovedì con i dirigenti del Manchester e adesso i contatti li tiene Giuntoli. Dobbiamo metterci d’accordo, ho fornito le mie indicazioni e sono andato incontro ai dirigenti inglesi. In casi del genere, se uno fa un passo indietro, l’altro ne deve fare uno avanti. Ma esistono possibilità più che concrete che a breve si arrivi a definizione. Chiesa? Sono andato a pranzo con Diego Della Valle, ho offerto 50 milioni di euro e mi ha detto: non posso, è incedibile, sennò viene la rivoluzione a Firenze. Gli ho chiesto: tienimi presente se un giorno dovessi cederlo. Da Diego sono sicuro che non riceverei mai uno sgarbo, anche se capisco che tra le mille cose che fa potrebbe anche dimenticarsene. Se esistono uomini intoccabili? Mica uno solo! Koulibaly è inavvicinabile e con lui anche Zielinski e con loro anche Rog. A volte mi viene il sospetto che questi nostri ragazzi vengano sottovalutati; eppure, e lo dite voi giornalisti, per chiunque di loro ci sarebbero potenziali club di primissima fascia disposti a spendere. Il Napoli è una realtà, siamo forti anche noi, più di quanto si sospetti. E quei tre non si toccano. Se il Chelsea mi ha chiamato? Mai ricevuto telefonate, anche se mi vengono annunciate dai giornali. Dovesse accadere, starei educatamente ad ascoltare, rifletterei e poi risponderei per il meglio del Napoli. Vorrei fosse chiara una cosa: questa non è una città da depredare, questa non è una società da sottovalutare. Se ci sono le basi per trattare? Io sono qua e ho già sostenuto che, eventualmente, sarei ragionevole. Sarri? Non ci siamo più sentiti, non mi ha mai chiamato. Io dopo la partita con il Crotone lo ho salutato e poi ho aspettato ma né lui, né il suo manager Pellegrini si sono fatti più vivi. Ne ho preso atto e ho ripensato a una frase di mio padre: nella vita non ti deve mai meravigliare. Cosa gli rimprovero? Niente. Semmai sarei stato io a dover stabilire obiettivi e paletti a inizio campionato. Ma questo di essere gran signori è una caratteristica nei comportamenti della famiglia De Laurentiis”.

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