E’ un giorno molto importante in casa Napoli, è finalmente giunto il momento della presentazione del nuovo tecnico Carlo Ancelotti, il quale si è presentato in sala stampa a Dimaro affiancato dal presidente Aurelio De Laurentiis, pronto per parlare per la prima volta da nuovo allenatore del club azzurro.

Ecco di seguito la conferenza integrale, riportata da TuttoNapoli.net: “Il Napoli ha creduto nelle mie capacità, poi la voglia di tornare in italia e terzo un progetto interessante ed una società che ha voglia di crescere e migliorare. Tecnicamente una squadra che mi soddisfa per quello che ho visto in questi anni. Ha mostrato una filosofia di gioco interessante, vicina alle mie idee.

E’ una sfida per me e l’obiettivo è sempre quello, rendere competitiva la squadra in tutte le competizioni più a lungo possibile. Se siamo dentro le tre competizioni a marzo aprile e già importante, poi si vedrà cosa succede. Ronaldo? Beh, è un giocatore tra i migliori al mondo. Certamente il calcio italiano trae grande vantaggio e casualmente arrivo nell’anno in cui torna anche Ronaldo ma trae vantaggio la Juve ma anche gli altri perché sarà una motivazione in più confrontarsi con loro”.

Sul ruolo di Mertens: “Non credo possa fare l’ala, ma ha qualità per giocare anche tra le linee senza problemi”.

Su Hamsik: “Su Hamsik andremo a lavorare. Hamsik lo metteremo nella posizione di Jorginho, per me lo può fare perfettamente perché ha qualità straordinarie ed esperienza. Avrà un dispendio d’energie minore e questo può dargli dei vantaggi. E’ un ruolo che può fare, ma ha un giovane che ha dato grandi segni di solidità”.

Fare meglio dei 91 punti è una sfida? Difficoltà o vantaggio avere una fisionomia già definita? E’ un vantaggio, lo stile mi è piaciuto molto, non sono qui per cancellare ciò che è stato fatto che è stato importante per i giocatori. Stile e filosofia resteranno gli stessi, poi ho le mie idee.

Altre telefonate per convincere qualche top player? La stampa parla di top player ma è importante mantenere la squadra così com’è e l’ho chiesto subito al presidente perché ci sono valori importanti. I top player sono i giocatori per noi più bravi, non certamente quelli che guadagnano di più. Su una rosa già ben costruita abbiamo pensato di inserire giovani bravi, poi ho guardato molto le nuove leve e insieme alla società pensiamo di aver trovato i profili giusti per migliorare la rosa, ma non è semplice migliorarla. Con l’entusiasmo di questi giovani possiamo essere competitivi”.

Come si batte la dittatura juventina, se si può battere?  “La Juve non è il potere, ma una squadra forte, sarà un avversario fortissimo, difficilissimo, ma non c’è solo la Juve, ma anche l’Inter… il calcio italiano ha mostrato molta incertezza, s’è deciso nelle ultime gare. Noi dobbiamo fare la nostra strada, non c’è solo la Juve. Deve portarci lì il più a lungo possibile, non siamo qui per pettinare le bambole, siamo qui per vincere, si parte per vincere, a nessuno piace arrivare secondi, poi la stagione dirà cosa abbiamo meritato”.

Cambio anche di modulo? “Cos’è il modulo?”. 4-3-3 o 4-2-3-1? “Si gioca in un modo con la palla ed in un altro senza palla…”

Ci aiuta a capire la collocazione di Mertens? “E’ un attaccante completo, da prima punta ero perplesso ma poi ha fatto 30 gol. Può giocare da punta, dietro la punta, poi come esterno ma non da ala perché come Insigne gioca bene tra le linee e va sfruttato lì”.

Un giudizio sui due portieri, Fabian che avrà visto parecchio, Verdi e IngleseMeret è un talento, pensiamo questo, ha già fatto bene. Tecnicamente molto forte. Karnezis è esperto, lo aiuterà a crescere. Inglese ha fatto molto bene col Chievo, non è giovanissimo però ha potenzialità secondo me e Fabian è un giovane già completo, non può giocare davanti alla difesa ma gioca pure centro-destra essendo mancino.

Verdi come Mertens è bravo a giocare nella trequarti, da quel punto di vista ho varie possibilità perché Callejon è formidabile  da esterno, in profondità, meno tra le linee. Potrò variare l’atteggiamento tattico”.

Sarà il primo tecnico che vivrà in città. Napoli è una bella città, semplice (ride, ndr). Il panorama è magnifico, vivo in città ben volentieri”. 

Sulle scelte in difesa: “Siamo alla ricerca di un laterale destro, come sapete, poi dobbiamo valutare Ghoulam ma ci sono abbastanza certezze perchè il periodo di recupero è corto. Per il resto Albiol ha scelto di restare, Chiriches sta già abbastanza bene e poi c’è Tonelli, oltre a Luperto che ha fatto molto bene l’anno scorso e lo stiamo valutando”.

CR7 ha chiesto consigli anche a lei, è vero? “E’ stato scritto che ho parlato con lui, Benzema, Di Maria, Cavani, David Luiz. Ma io ho parlato solo con Giuntoli e ADL, ho stima ed affetto per tanti giocatori, ma questa è un’altra esperienza e si parla sempre col club delle soluzioni migliori. Non ho mai imposto giocatori e mai lo farò. Ogni club ha le sue possibilità e sono qui perché tecnicamente ho visto una squadra molto competitiva”.

91 punti e non vincere il campionato, come si può migliorare? “La squadra ha fatto 91 punti, un campionato straordinario, ma si può vincere pure a 85, non è detto… Il Napoli ha fatto il massimo ed è quello che vogliamo fare anche noi”.

Sulla crescita della squadra: “E’ già cresciuta, in Italia è stata al top. Parlerei di continuità, poi dove si può migliorare aiuterò con la mia esperienza e conoscenza”.

Il sopracciglio inarcato è un segnale positivo o negativo? “Non so, è incondizionato (ride, ndr)”

Mister, ha parlato di marzo-aprile in tutte le competizione, quindi l’obiettivo è di fare almeno gli ottavi di Champions? “Certo, è uno degli obiettivi. Siamo in seconda fascia come partenza…”.

Mister, come ha visto il VAR? Anche ADL è convinto che non abbia funzionato benissimo. “Mi è sembrata un’ottima innovazione, non ci sono molti episodi contestabili, poi va migliorata l’applicazione ma è positiva per il calcio. Evita polemiche e discussioni. Fiorentina-Juve? Inter-Juve? Non mi chiedete del VAR l’anno scorso, in Germania pure all’inizio non ha funzionato bene. Mi sono stupito due anni fa col Real quando andammo fuori e anche l’Uefa la metterà…”.

Col Milan strappò lo Scudetto al San Paolo, restituirà qualcosa“La soddisfazione di questo lavoro è dare gioia e far felici i napoletani è l’obiettivo per la passione che c’è intorno alla squadra. La prima in panchina in A era un Parma-Napoli, gli feci lo scherzetto, ma l’ambiente come entusiasmo e passione stimola e ci può aiutare”.

Mister, aspetta Milik per valutarlo anche fisicamente? E’ a posto l’attacco? “Milik ha cancellato l’infortunio, deve trovare continuità. Con Milik, Inglese e Mertens siamo a posto”.

Nel suo libro parla anche di rendere felice il presidente perché a cascata siamo felici tutti. Come si rende felice ADL? “Già ci consocevamo, intanto ha reso felice me a Capri in un posto bellissimo. La felicità si raggiunge insieme, per un tecnico per me è fondamentale il rapporto col club e poi è favorito anche il rapporto con la squadra. Richieste? L’ambizione di far bene, richieste comuni”. 

Meret è il portiere ideale per la sua idea di calcio? “Sì, il calcio sta cambiando molto e cambia anche le caratteristiche dei portieri. Ora si cerca uno bravo con i piedi, per costruire. Per me quello brava è quello che para. Poi se è bravo con i piedi o se sale sugli arbitri è meglio”.

Ha preferito il Napoli alla nazionale? “Ci ho parlato, ma il mio desiderio era di continuare con una squadra di club. Mi diverto ogni giorno sul campo ad allenare e parlare con i giocatori”.

Sui Mondiali in Russia: “Mi è piaciuto in generale, sono stato lì, organizzato, bell’ambiente e come qualità del gioco interessante. Tutti aspettavano il Brasile, i top-player, ma il calcio cambia. Un giocatore non fa più la differenza, ma serve un gruppo che lavora bene. Nessuno si aspettava una tra Croazia o Inghilterra in finale”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.