Napoli, Ancelotti: “Il distacco dal primo posto è merito della Juve. Cavani? Ci sarà tempo per valutare”

Carlo Ancelotti

E’ terminata poco fa la conferenza stampa di rito di Carlo Ancelotti, tecnico del Napoli che si è presentato in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti alla vigilia del match di campionato contro il Chievo

L’allenatore azzurro ha iniziato parlando del periodo senza soste che ci sarà da qui fino a Natale, dicendo che servirà per restare competitivi e accorciare le distanze dalla Juventus

A seguire, l’ex Milan ha parlato di tanti altri argomenti, come le condizioni dei calciatori dopo la sosta per le Nazionali, gli impegni che ci saranno nelle prossime settimane, le prestazioni della squadra e di un possibile arrivo di Edinson Cavani.

Ecco quanto dichiarato da Ancelotti:
 
Per lei cosa rappresenta questo ciclo che sta per iniziare? 
“La consideriamo un’opportunità per restare competitivi, più di quello che siamo, nella seconda parte della stagione. Dobbiamo sfruttare queste gare fino a Natale per accorciare la distanza dalla prima e provare passare il turno in Champions”.


Mese importante per Milik?
“Per tutti ci sono momenti buoni o meno buoni, Milik fa parte di una batteria di attaccanti che mi ha soddisfatto, lui compreso. Non abbiamo mai avuto problemi realizzativi, giochiamo un ottimo calcio offensivo e poi ci sono momenti. All’inizio era più avanti, ora forse Mertens è più avanti ma anche per lui è un’opportunità questo periodo”.

Quali sono le condizioni dei calciatori? 
“Non ci sono particolari problemi, sono tornati bene. Purtroppo abbiamo avuto dei problemi di poco conto per Verdi e Younes, per quest’ultimo soprattutto di poco conto, ma la squadra sta bene. Valutiamo un colpo preso da Mertens in allenamento, sarà difficile fare scelte di formazioni”.

Ora calendario più facile? 
“Non abbiamo mai pensato al calendario difficile all’inizio, come non pensiamo che sia facile adesso, prepariamo ogni gara senza pensare alla classifica. Il Chievo è fanalino di coda ma avrà tante motivazioni, ha cambiato allenatore, non abbiamo indicazioni e proporranno cose nuove. Pure a Genova poteva sembrare facile, poi s’è complicata. Per vincere devi giocare bene. Preferiremmo avere meno punti di distacco dal primo posto, ma è quello e deve darci motivazione. Più che demerito nostro è merito della Juve che ha fatto solo un pareggio”.

Domani ci saranno 50mila spettatori. L’atmosfera è cambiata? 
“Mi fa molto piacere avere 50mila tifosi sugli spalti, significa c’è sintonia ed è un segnale positivo anche per il futuro. C’è bisogno di tutti, anche di una tifoseria che ci ha sempre sostenuto e lo farà sempre di più perché i giocatori stanno facendo un grande sforzo, sono professionali e danno tutto in campo”.

Le piace questo Napoli?
“Sì, soprattutto perché ha sostanza, legge quello che accade, in tutte le situazioni cerca di giocare bene ma è pronta anche a soffrire. Mi piace il gioco collettivo, la solidità legata al sacrificio degli attaccanti, la qualità e la personalità mostrata, tanti aspetti positivi”.

Sui gol su palla inattiva? 
“Non ne abbiamo fatti tanti su palla inattiva, anche se l’ultimo è stato importante ed è arrivato proprio su palla inattiva, però abbiamo sofferto anche molto poco, trovando solidità dopo l’inizio”.

Cosa ne pensa di Allan e Fabian Ruiz in Nazionale?  
“Fabian è giovane, nel tempo ci arriverà se continua così. Allan è stato premiato per la volontà, la crescita, ma è anche lui abbastanza giovane, se uno ci crede davvero i risultati arrivano”.

Le piacerebbe un San Paolo senza pista? 
“Nell’ottica del tifoso mi piacerebbe andare in uno stadio col campo vicino, è normale. Mi auguro possano usufruire in futuro di uno stadio comodo e con una visione migliore, ma stadi come San Paolo, San Siro con una grande storia non devono essere cancellati, ma rimodernati col nome che deve restare perché è la storia”.

E’ più difficile motivare la squadra contro le piccole? 
“Sì, bisogna stare più vigili perché la gara di cartello ti dà più motivazioni e quella più semplice ti porta a cercare le motivazioni, però la squadra ha mostrato affidabilità su questo e sono sereno pur essendo attento”.

Cavani? 
“Ci sarà tempo per una valutazione complessiva sulla stagione e porre eventualmente dei rimedi. Su Cavani non mi nascondo, mi hanno chiesto “Ti piacerebbe allenarlo?” Ho detto mi piace allenare quelli bravi. Non l’ho allenato, ma potrei dirne altri: Messi non l’ho allenato e mi piacerebbe allenarlo, così come Mbappè e Neymar, ma non per questo saranno obiettivi del Napoli. Poi che Cavani sia amato è un merito per aver fatto bene qui”.



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