Ad un solo giorno dalla sfida contro la Roma, il Napoli continua ad intensificare il proprio lavoro in vista di tale sfida così importante.

Il centrocampista Allan, durante un’intervista concessa al Corriere Dello Sport, ha voluto esprimere la propria opinione sul sogno scudetto: “Io ci credo”.

Successivamente ha voluto analizzare il rapporto con il mister Maurizio Sarri: Sarri? Mi viene bene ma certe cose non vanno pubblicizzate. Aiutano a stemperare la tensione, quella che lui avverte in maniera visibile. Più si avvicina il fischio d’inizio, più l’adrenalina lo prende. Adesso ho più spazio? E’ una questione di condizione, va in campo chi sta meglio, chi dà maggiori garanzie. Io so che dietro le sue scelte c’è solo l’interesse collettivo, quindi quello del Napoli. Sarri.con Guardiola è tra i più bravi al mondo, dico di più: tra i primi cinque allenatori in circolazione. Il Napoli è uno spettacolo ed il merito è suo: come giochiamo noi, soltanto il Manchester City. Sono un consumatore di calcio, guardo tutto quello che c’è in tv e non ho trovato altro. Poi può darsi mi sbagli e che sia di parte, ma noi e il City siamo il divertimento”.

Sulle diverse sfide da affrontare in questa settimana: “Questa è una partita che non può consentire distrazioni, agli inglesi penseremo dopo. L’Olimpico aiuterà a capire un paio di cose e chi vincerà uscirà dallo stadio con maggior consapevolezza delle proprie forze. Chi rischia di più? Le gare non si possono prevedere. Ma noi stiamo bene, anche se riconosciamo il grande valore dell’avversario. Sarà un match bellissimo, ne sono convinto. Uno spot per il calcio. Juventus? Chi vince lo scudetto per sei anni di seguito è favorito. Lo sono ancora loro. Ma noi ci siamo avvicinati. E anche la Roma. Il Milan ha speso tanto: dunque rientra tra le favorite. E anche l’Inter ha investito. Noi siamo gli stessi dell’anno scorso, che vuol dire altro: per esempio che c’è la ducia cieca in questi uomini ed in questo progetto. E noi siamo grati per questa stima. Però la Juve ha il proprio curriculum che parla per sé. Io allenatore? Lo fanno i miei amici, con i quali ho giocato in passato, e mi chiedono tutto del mister: come organizza la settimana, cosa ci fa fare, come gestisce le situazioni esterne”.

Sul proprio ruolo: “Io cattivo.E perché?… Guardatemi, sembro cattivo?”. Il ruolo lo interpreto a modo mio: tanta lealtà, con animosità ma senza dosi di perfidia: contate i miei cartellini gialli ed anche quelli rossi in carriera. Sono frontale, diretto, sincero sempre, anche nelle giocate. Poi è chiaro che la partita a volte rischia di portarti allo scontro fisico. Ma questo è il gioco. Però io sono trasparente”.

Il proprio approccio alla città di Napoli: “Sono da sei anni in Italia, ho imparato discretamente l’italiano e anche il calcio. Qui a Napoli mi sento a casa mia, ma Udine mi ha aiutato ad esplorare questo Paese meraviglioso. Scudetto? Non sono scaramantico ma realista. Siamo all’ottava di campionato, c’è tutto ancora da giocare. A marzo si vedrà dove siamo arrivati e dove potremo arrivare. Il Napoli mi ha trascinato nell’elite del calcio, ho grande visibilità e sono cresciuto. Rispetto le scelte del Ct ma penso di aver raggiunto un livello tale che posso avere la legittima aspirazione della convocazione nel Brasile. E forse la merito anche. Tite ha cambiato il Brasile, i risultati sono stati straordinari, la quali cazione è avvenuta attraverso partite gustosissime. Spero di riuscire a convincerlo”.

In chiusura d’intervista Allan parla di Mertens: “E’ un fuoriclasse, ma in campo e fuori. Scherziamo tanto, ragazzo eccezionale. E poi quando ti punta…Io in giro mica ne vedo poi tanti bravi come lui…!”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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