Tra l’esame di Luis Suarez e la panchina di Edin Dzeko alla fine a Caselle è atterrato Alvaro Morata. “Tra i due litiganti, il terzo gode” verrebbe da pensare con lo spagnolo che torna dove tanto si era trovato bene nel biennio 2014-2016. Lo spagnolo ha lasciato bei ricordi ai tifosi bianconeri, un po’ meno a quelli delle squadre che hanno puntato sul ragazzo di Madrid nelle recenti annate. La domanda ora riguarda il presente: Alvaro Morata è l’attaccante giusto per la Juventus?

Come arriva Morata

Una domanda dalla doppia interpretazione e nel dubbio forniamo entrambe le risposte: la prima sulla formula dell’acquisto, l’altra sul recente stato di forma di Morata.

Alvaro è tornato a Torino con la formula del prestito oneroso a 10 milioni, con ulteriori 10 per un ipotetico secondo anno di prestito e infine un diritto di riscatto a 35. Se invece la Juventus non vuole rischiare di perderlo al terzo anno dopo un altro biennio in prestito, può offrirne 45 al secondo anno (stagione 2021/2022) e aggiudicarsi definitivamente il madridista.

Nota più dolente circa il recente stato di forma di Morata. Alvaro, dopo aver lasciato la Vecchia Signora, ha sempre avuto diversi problemi che si porta avanti da tempo. Prima di tutto la costanza: Morata è andato solamente una volta a quota 20 gol in stagione (Real Madrid 2016/2017), per il resto numeri lontani da medie di giocatori di alto livello. Stesso discorso per gli assist con l’exploit alla Juventus nel 2015/2016 e poco altro.

Andando più nel dettaglio e analizzando le sue due esperienze più recenti con Chelsea e Atletico Madrid. Tornando al 2018 troviamo delle dichiarazioni di Antonio Conte che riassumono lo status che ha sempre avuto lo spagnolo in tutte le squadre in cui ha giocato: «Parliamo di un giocatore giovane che in questa stagione ha avuto, per la prima volta, l’opportunità di partire da titolare perché nel Real era la riserva di Benzema e anche la Juve era riserva». In effetti, se andiamo a confrontare le partite da titolare con quelle da subentrato, Morata ha avuto più presenze dal primo minuto che dalla panchina in tre stagioni (da escludere 2018/2019 dove ha cambiato squadra a gennaio): la seconda in bianconero, nel 2017/2018 con il Chelsea (come spiegato da Conte) e 2019/2020. Può sembrare una casualità ma nelle stagioni dove ha avuto più spazio dall’inizio, Morata o ha deluso le aspettative come nel Chelsea di Conte oppure ha cambiato squadra l’anno successivo (Juventus per via della recompra e Atletico Madrid). In entrambe queste due ultime parentesi, in bianconero e con la squadra di Simeone, Morata ha perso il posto rispettivamente per Paulo Dybala e Diego Costa, spesso preferito ad Alvaro nonostante una condizione fisica non sempre ottimale.

Sembra pazzesco ma nonostante questi dati negativi, Morata nel corso della sua carriera ha spostato 189 milioni tra prestiti onerosi, diritto di riacquisto e operazioni a titolo definitivo. Una cifra enorme se si pensa all’effettivo peso e alla titolarità di Morata nelle varie squadre dove ha militato.

Cosa porta alla Juve?

Un grosso punto di domanda sta proprio nel cosa riuscirà a portare a Torino. Andrea Pirlo ha chiesto espressamente Edin Dzeko, un attaccante fisico “capace di dialogare con tecnica ed intelligenza con i propri compagni per favorire gli inserimenti degli stessi”, come si legge dalla tesi dello stesso tecnico bianconero. Insomma, Pirlo cercava un attaccante più bravo spalle alla porta rispetto ad uno più abile ad attaccare la profondità e non a caso si è visto anche con la Sampdoria e Novara: il ruolo principale di Bonucci in fase di impostazione è molto importante visto che più volte è protagonista di passaggi verso Cristiano Ronaldo e Kulusevski che dialogano con qualità nello stretto per poi lanciarsi in porta a vicenda o innescare il Ramsey di turno. Solo nell’amichevole con il Novara e nella prima di campionato con la Sampdoria questo fenomeno si è verificato almeno quattro volte portando anche ad un gol.

A riguardo c’è qualche preoccupazione in Morata. Come detto, Alvaro è un attaccante più bravo in una squadra contropiedista dove bisogna cercare la profondità e giocare poco spalle alla porta. Tecnicamente, per altro, Morata non ha mai dimostrato di avere una tecnica sopraffina, dialogando molto poco nello stretto in fase offensiva, preferendo farlo per poi accentrarsi e andare al tiro.

Uno dei principali difetti di Alvaro Morata è la scarsa freddezza sotto porta. La bassa finalizzazione dello spagnolo è un deficit che si porta avanti da tempo come dimostra anche il video qua sotto del suo 2019 all’Atletico Madrid.

Titolare o riserva?

Uno dei maggiori interrogativi della questione Morata è legato al reale utilizzo del centravanti, se verrà schierato come titolare o sarà pronto all’ennesima stagione da riserva.

Considerando la volontà di Pirlo di giocare con due punte e tenendo conto della presenza di Cristiano Ronaldo, Dybala e Kulusevski, si pensa sia quasi impossibile per Morata scalare le gerarchie superando l’argentino e lo svedese piazzandosi saldamente in coppia con il portoghese. Verosimilmente, infatti, sarà utilizzato come una riserva di lusso: in questa maniera la Juventus potrà sfruttare il suo atletismo e la sua freschezza oltre alla sua qualità nel verticalizzare e nel colpo di testa, arma utile in quanto quest’anno i bianconeri utilizzano molto i cambi di gioco e cross.

Conclusione

Facendo una riassunto finale, Morata non è propriamente l’attaccante di cui la Juventus aveva bisogno. Mettendo da parte l’emotività e i bei ricordi a Torino, Alvaro arriva da annate deludenti e le sue qualità non sembrano coincidere con quello che vuole Pirlo soprattutto se si pensa a Edin Dzeko. Detto ciò, vista l’assenza di un attaccante di riserva fino a qualche mese fa, Morata potrebbe essere una soluzione “last minute” per garantire al tecnico bianconero un’arma importante dalla panchina.

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