Mondiale senza Italia – Cari lettori di Novantesimo, un saluto a tutti. A breve inizieranno i Mondiali di Russia 2018, dove per noi italiani ci sarà ben poco da guardare, visto che la nostra Nazionale non è riuscita purtroppo a qualificarsi per questa manifestazione.

Di conseguenza potremmo trovarci a passare un’estate intera senza calcio giocato da seguire con passione ma solo con le estenuanti trattative di calciomercato, che seppur appassionanti e avvincenti, non riescono a trasmettere le stesse emozioni dei match della nostra squadra o nazione del cuore. Un Mondiale senza Italia proprio non ci voleva.

Per colmare questa attesa dell’inizio del campionato nostrano (il 18 agosto ndr), ho pensato di spiegarvi perché io questi Mondiali li seguirò e come mai tiferò Germania. Un Mondiale senza Italia… Nel segno dei tedeschi.

  • La forza e il cuore della Germania:

    Inutile girarci intorno, la Germania è una delle Nazionali più forti di sempre. Piaccia o non piaccia i tedeschi nonostante abbiano una rosa dal valore qualitativo altissimo o bassissimo riescono sempre e comunque a trovarsi fra le prima otto o se non addirittura quattro di ogni manifestazione. Poco importa di chi si trovino di fronte, i gialloneri non si arrendono mai: anche sopra di tre gol, contro la Germania non puoi mai stare tranquillo. Questo loro spirito guerriero è una dote innata, difficile da spiegare, si può soltanto ammirarla, in un Mondiale senza Italia dove mancherà il nostro spirito guerriero dal punto di vista calcistico.

  • L’organizzazione del movimento calcistico tedesco.

    La Germania, come dicevamo nel punto precedente, è da sempre nell’Olimpo delle squadre che arrivano sempre a giocarsi una competizione europea o mondiale. Nel 2006 sembravano una nazione finita, dopo aver perso la semifinale mondiale in casa loro contro gli acerrimi nemici italiani, questa volta un punto a favore per loro visti i confronti storici… Sarà un Mondiale senza Italia. Poco importa, poichè hanno avuto la forza di reagire e ricostruire il movimento calcistico dalle fondamenta, accettando gli oriundi e dando molto spazio ai giovani in patria. A differenza di un’Italia senza mondiale, ora si ritrovano con in mano una corazzata pazzesca, guidati da un allenatore bravissimo come Loew.

  • L’amore per il centrocampo della Germania.


    Kroos, Khedira, Emre Can, Goretzka, Draxler, Reus
    . Sono solo alcuni dei nomi della nazionale tedesca. Giocatori che sono titolari o quasi in ogni top club europeo nel quale militano. In particolar modo, provo un’ammirazione particolare per il centrocampista del Real Madrid. Un giocatore che passa spesso in sordina ma che con la sua qualità, la sua esperienza e la sua sostanza nel gioco sa essere determinante nel club che è riuscito a conquistare tre Champions League consecutive. Queste caratteristiche però sono comuni in tutti i giocatori sopra elencati, i quali abbinano una tecnica eccellente ad una sostanza e ad un rapporto quantitativo che non ha eguali al mondo.

    Ozil - Mondiale senza Italia - Forza Germania
    Mondiale senza Italia – Forza Germania
  • Difesa d’acciaio, il ritorno di Gomez e la consacrazione di Werner

    Sul reparto arretrato tedesco non si può dire nulla. Nel senso, è impossibile criticarlo per mancanza di interpreti di valore e di qualità: Boateng, Kimmich, Hummels, Rudiger, Sule sono solo alcuni dei nomi della difesa della Germania. Una difesa non solo forte fisicamente, ma anche eccelsa dal punto di vista di costruzione della manovra, con giocatori in grado di essere perfettamente compatibili e amalgamabili fra di loro, con gli uni che sopperiscono alle mancanze degli altri. Per quanto riguarda invece Gomez e Werner sono invece da sempre due miei pupilli: per il primo è stato amore a prima vista quando militava nel Bayern Monaco, il primo anno, quello dove giocò meno. Attaccante vecchio stampo, in grado di punirti alla prima palla buona in area, che dopo l’infelice esperienza di Firenze è rinato in Germania al Wolfsburg. Per Werner invece l’amore è scattato su Fifa: preso quando aveva ancora un valore di 72 in Fifa 16, vidi in lui statistiche interessanti che mi obbligarono a seguirlo anche nella vita reale (vista la sua spaventosa crescita nel videogioco). Il risultato? Ora è una delle promesse più forti del panorama mondiale, al quale manca solo il grande salto… ed ha a malapena 22 anni.

  • Raggiungere il Brasile e conquistare due Mondiali consecutivi.

    Sostengo la Germania anche per questo. Una delle poche nazionali europee ad essere costante e a riuscire a tenere testa al Brasile. Nel 2014 ha vinto grazie ad una forza mentale e ad un gioco strepitoso, sarà dura ripetersi quest’anno viste le forti avversarie come Francia, Brasile stesso, Argentina, Inghilterra e, soprattutto, Spagna, dove mancherà la nostra Nazionale… il secondo Mondiale senza Italia nella storia. I tedeschi però sanno come si vincono le competizioni e di certo vogliono entrare nella storia conquistando due mondiali consecutivi (mai successo nel dopo guerra per una nazionale europea, prima ci riuscì solo l’Italia). Inoltre, nel caso vincesse anche quest’anno la competizione irridata, raggiungerebbe il Brasile a quota cinque mondiali conquistati.

  • Neuer e la generazione di portieri fenomeni tedeschi.

    Dopo aver passato un anno intero fuori per infortunio, Neuer è pronto a tornare per solcare i campi di gioco e portare la Germania al successo. Sono da sempre estimatore del numero uno del Bayern Monaco, che quest’anno non è riuscito a conquistare la Champions League, probabilmente, proprio a causa dell’assenza del suo portierone (Ulreich con il Real Madrid non è stato impeccabile diciamo). Senza dimenticare Ter Stegen, autentico erede di Neuer e fenomeno nel Barcellona, cosi come tanti altri numeri uno: da Trapp a Horn, passando per Leno e Karius, che nonostante la orribile prestazione in finale di Champions League rimane comunque un ottimo portiere, in un Mondiale senza Italia e senza il suo ormai ex numero uno, Gianluigi Buffon.

  • La bravura di Loew nel dare un’identità alla Germania.

    Diciamocela tutta: se il tecnico della Germania è da sempre un obiettivo del Real Madrid un motivo ci sarà. E’ riuscito a gestire una rosa di campioni con grande carisma, dando inoltre un’identità vera e propria ed un marchio al calcio tedesco, dove prima invece mancava quella qualità e quel carisma dei grandi top club, quello che è forse mancato all’Italia per raggiungere il Mondiale. Come dicevamo nel primo punto di questo articolo, la Germania è sempre stata forte dal punto di vista caratteriale: ora però lo è anche dal punto di vista del gioco e viene da chiedersi: chi può fermare una squadra cosi?

    Per concludere, viene naturale domandarsi come non si possa ammirare una Nazionale cosi forte, organizzata, collaudata e bella da vedere giocare. Undici uomini che si muovono in simbiosi, dove sembra che giochino insieme da sempre quando in realtà molti militano in campionati e squadre diverse. La verità è che la Germania ha giocatori di qualità, oltre che una mentalità ed un’identità ben precisa davanti alla quale ci si può solo levare il cappello ed applaudire, sperando di poter beneficiare ancora per molto tempo di Nazionali e modelli come quello tedesco, in attesa di un’Italia che, per quest’anno, guarderà i Mondiali da casa.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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