Mondiale senza Italia – In Russia tiferò per la Croazia: genio e sregolatezza di un calcio poetico

Mondiale senza Italia – L’assenza dell’Italia dai Mondiali di Russia 2018 toglierà sicuramente a tutti gli appassionati di calcio italiani quel pathos che contraddistingue l’attesa delle partite degli Azzurri, ma un evento come quello della Coppa del Mondo non può certo lasciare indifferenti.

Il calciomercato a noi di Novantesimo non basta e così abbiamo deciso di spiegarvi quali squadre seguiremo con un occhio di riguardo, con quali squadre ci divertiremo davanti alla televisione in questa torrida estate senza Nazionale.

In questo articolo cercherò di illustrarvi i motivi che mi spingono a tifare in questa rassegna iridata per la Croazia, inserita nel girone D del Mondiale insieme a Argentina, Islanda e Nigeria.

  • I croati, “brasiliani d’Europa”

I croati vengono definiti, seguendo un cliché a mio parere molto valido, i brasiliani d’Europa: dotati di una tecnica decisamente sopra la media, i giocatori della Nazionale slava possono incidere se sono in giornata, ma con le stesse probabilità possono essere abulici e totalmente fuori dal gioco. Genio e sregolatezza dunque, per una squadra pazza: come si fa a non innamorarsene?

  • La Grande Bellezza alla ricerca della concretezza

Spesso le squadre dalla tecnica superiore sfoggiano un bel gioco, come da caratteristiche dei propri interpreti, ma peccano in un fattore che risulta fondamentale nel gioco del calcio: la concretezza. Anche quando giocavano tutti sotto l’egida della Iugoslavia, i calciatori slavi hanno dato prova di grande padronanza tecnica, ma non hanno portato a casa grandi risultati. La selezione balcanica ha infatti raccolto solo un secondo posto agli Europei e due quarti posti ai Mondiali come miglior risultato, mentre la Croazia come Nazionale autonoma ha raggiunto l’apice con il terzo posto di Francia ’98. Nella rosa odierna a disposizione di Dalic la qualità non manca, ma saprà essere coadiuvata dalla concretezza e dal carisma? Gli unici leader che spiccano per tenuta mentale sono il genio Modric, il corazziere Mario Mandzukic, Milan Badelj ed i centrali Vida, Corluka e Lovren. Se questi riusciranno ad incanalare il talento e spingerlo verso la concretezza e convinceranno la squadra a lottare, una cavalcata memorabile non è da escludere e sognare non è proibito.

  • La vendetta di Euro2016 

Con una rosa simile a quella con cui si presenterà ai Mondiali (solo 6 convocati diversi tra una manifestazione e l’altra), la Croazia è stata eliminata agli Europei dal Portogallo dopo una partita controllata per larghi tratti ed un palo preso da Perisic, dopo il quale, sul ribaltamento di fronte, i lusitani hanno segnato con Quaresma e si sono guadagnati i quarti di finale. Alcuni giocatori di quella spedizione sono maturati, altri che erano in rampa di lancio – Pjaca su tutti – hanno fatto esperienza. La Nazionale croata ora è più pronta che mai.

  • La consacrazione

Nella rosa croata ci sono tanti buoni giocatori, alcuni con un ottimo potenziale, ma gli unici ad essersi affermati a pieno titolo anche a livello internazionale sono Modric e Mandzukic. Questa competizione sarà la prova del nove per calciatori come Brozovic e Perisic, ma anche lo stesso Pjaca, che deve confermare l’ottimo Europeo, chiamati a fare il definitivo salto di qualità.

  • Il centrocampo, la ricetta perfetta

Il centrocampo è il reparto in cui la Croazia può contare sulla maggior quantità di talento e soprattutto sulla varietà delle scelte. In mezzo al rettangolo di gioco, il CT Dalic potrà puntare sul genio e la visione di Modric, la fantasia di Rakitic, la corsa e l’estro di Brozovic, il talento e la progressione di Kovacic e l’equilibrio di Badelj. Meglio di così…

  • Il 4-2-3-1 offensivo

Personalmente amo particolarmente questo modulo in quanto tale, ma un modulo non è nulla senza degli interpreti di qualità. Interpreti che si possono trovare nella Croazia. Il CT Dalic dovrebbe schierare il seguente undici di partenza: in porta Subasic, sulle fasce difensive a destra Vrsaljko ed a sinistra Strinic ed al centro della difesa Lovren e Corluka; in mezzo al campo Rakitic da regista e Badelj da frangiflutti; Modric sulla trequarti, con Perisic e Rebic (in ballottaggio con Pjaca) sulle ali; in attacco Mandzukic, che sembra sicuro dei gradi di titolare, ma occhio a Kramaric che è in stato di grazia, Kalinic rappresenta comunque una valida alternativa nonostante la brutta stagione.

  • La particolarità della maglia: una scacchiera per il Regno di Croazia

La maglia croata ruba subito l’occhio per il suo particolare design a scacchiera biancorossa. La scelta però non è un vezzo degli stilisti Nike, bensì una scelta storica: la bandiera a scacchi bianca e rossa era lo stemma del Regno di Croazia, antenato dell’odierna Repubblica, che nacque nel 925, in un periodo considerato il momento fondante della nazione croata.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.