Alla vigilia del match casalingo di Europa League contro i campioni di Croazia del Rijeka, Vincenzo Montella, allenatore dei rossoneri, ha rilasciato diverse dichiarazioni riguardo il momento della sua squadra, la gestione dei nuovi e l’addio al preparatore atletico Emanuele Marra.

Questi i temi affrontati dal tecnico durante la conferenza stampa odierna:

Sulle critiche alla campagna acquisti: “Si dicono tante cose, si dice anche che io non urli. Chi sa insegnare non urla, non si dimostra carattere con l’urlo. Non devo recitare in panchina. Per la campagna acquisti mi lego a questo, è stata importantissima. Sono stati presi giocatori vincenti, pronti e potenziali campioni. Sono giocatori funzionali, c’è bisogno di un adattamento. E’ una squadra destinata a crescere, magari anche senza di me nei prossimi cinque anni, è una squadra che vale molto e varrà molto. Quando faccio la formazione non mi chiedo quanto sono stati pagati i giocatori, è un falso problema anche questo”.

Sulla posizione della società nell’esonero di Marra: “La società mi sostiene totalmente nelle scelte del mio staff, mi dà totale carta bianca. La scelta è totalmente mia e quella futura sarà totalmente mia. Li ringrazio”.

Sulle difficoltà di un gruppo nuovo: “Vedo grande predisposizione, dobbiamo crescere nell’abitudine, se noi cancellassimo l’ultima partita e la sostituissimo con uno 0-0 probabilmente non parleremmo di questa difficoltà. So che è difficile amalgamare, il compito è arduo ma ho voglia di correre e di arrivarci il prima possibile. Non credo che si debba buttare tutto a mare, un accenno di identità credo si sia visto e ci sia già”.

Sul prossimo tour de force: “Sono partite impegnative, sono reali scontri diretti. Ma anche gli avversari non penso siano tranquilli. Ci saranno ulteriori motivazioni, è bene che arrivino. Ho percepito una profonda stima da parte della società, professionale e umana. Il destino di un allenatore è rapportato ai risultati ma non sempre così. Fa parte del mio lavoro saper gestire anche momenti in cui posso essere messo in discussione”.

Sulle critiche: “Penso di essere molto equilibrato nelle cose, mi avete stimolato ulteriormente in maniera positiva. Il percorso è quello giusto. Non mi sento in difficoltà perché sono motivato e combattivo, due incidenti di percorso in questo nuovo progetto ci possono stare. Ho dato la mia interpretazione, si va avanti. Mi sento orgoglioso di essere equilibrato nelle scelte”.

Sulla decisione di rendere pubblica la separazione con Marra: “Ho imparato che una notizia non si può nascondere, ho preferito darla io direttamente, il motivo reale è stato questo per non scontentare nessuno. Siete stanchi per quanto avete scritto e vi ho dato meno da fare”.

Sul gioco e i risultati: “Creare una mentalità quando ci sono tante persone nuove è più difficile, veniamo da un ambiente che non vince da tanti anni. Sono sicuri che ci arriveremo anche presto”.

Sugli errori da non ripetere: “Sicuramente qualcosa abbiamo sbagliato nella preparazione della partita a livello mentale, c’è bisogno di ripristinarsi velocemente per affrontare le partite. Non bisogna avere alibi, cercare le vittorie con fame e sacrificio. C’è qualche ragazzo che deve essere accompagnato più di altri ma dobbiamo andare tutti nella stessa direzione per scrivere una pagina importante di questa storia”.

Sulla necessità di effettuare una nuova preparazione:Mi sento preparato sulla preparazione atletica, ne ho studiata più di una. Qualcosa deve cambiare se c’è fretta di ottenere dei risultati. E’ una decisione faticosa, ma bisogna anche mentalmente voltare pagina.

Sul nuovo preparatore atletico: “Sto valutando alcuni profili, sto aspettando una risposta dal mio preferito”.

Sulla delusione dei tifosi e sul momento di difficoltà: “Il tifoso rossonero ha dimostrato grande fiducia, in questo momento può esserci un po’ delusione. Vogliamo cambiare un trend, la mentalità si cambia nel tempo. Siamo in zona Champions League, siamo pienamente in corsa, ci sono cose da migliorare ma erano tutte preventivabili”.

Su Paletta possibile titolare: “Paletta ha avuto un comportamento esemplare dal primo giorno, lo ringrazio ancora una volta. Devo fare ancora qualche valutazione, domani deve esserci una squadra competitiva”.

Ancora su Marra: “Voglio bene a Marra, ho corso dei rischi con lui e per lui. In dei momenti se non c’è la stessa visione, non c’era l’energia giusta da trasmettere ai ragazzi”.

Sulle differenze tra Europa e campionato: “Devo andare oltre i numeri, le partite di Europa League erano le prime e non venivamo da altre partite. La gara con la Sampdoria era la quinta di una serie disputata ogni tre giorni. Quanti giocatori sono abituati a giocare ogni tre giorni? Richiede una preparazione, un’abitudine mentale e fisica. Noi non ne abbiamo tantissimi e c’è stato anche un calo mentale. Devo abituarli a questo nuovo calcio, l’Europa League ti porta via delle energie nel preparare delle partite. Bisogna intervenire il prima possibile su questo. Il punto focale è quello e sono certo che lo faremo”.

Sul Rijeka: “Siamo provati e desiderosi di giocare, è una squadra molto pratica e fisica. C’è bisogno di una partita di temperamento, c’è bisogno di una gara compatta”.

Sulla separazione da Marra: “Non era Marra il problema, ci sta che ci possano essere delle divergenze. Lui era un fratello per me, ho fatto questa scelta per salvare anche gli altri miei fratelli. Sa che gli voglio bene, non è un capro espiatorio, non c’era più sintonia sulla strada da intraprendere”.

Sullo stato d’animo: “Ringrazio Mirabelli e Fassone che mi lasciano libero nelle mie scelte, sento una società presente e forte che mi lascia autonomia. Sono fiero di allenare il Milan, ho capito che nelle difficoltà riesco a dare il meglio di me stesso. Questo è un momento di difficoltà, mi sono sempre rialzato, sono cresciuto che questo è un passaggio per un ulteriore crescita”.

Sul momento: “Tutto fa parte del gioco, sono sereno ed equilibrato, sono state ore molto impegnative, so che alleno una squadra gloriosa, ho il desiderio e l’energia per allenarla. Ho individuato alcune cose su cui intervenire, so che la strada è quella giusta”.

CONDIVIDI
Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008