#MilanParma, Gattuso: “Abate ci mette passione, Cutrone tarantolato. Ibra? E Paquetà dove lo metto?”

gattuso
Intervenuto in conferenza stampa post gara col Tottenham nella I.C.C., il tecnico rossonero fa il punto sui suoi e sul mercato

Al fischio finale di Milan-Parma, terminata col punteggio di 2-1, Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di DAZN per giudicare la prestazione dei suoi, capaci di ribaltare l’iniziale vantaggio ospite firmato Inglese: “Meriti anche al Parma, non è un caso che si trovino in quella posizione. Una squadra fastidiosa con un bravo e giovane allenatore. Si difendono molto bene, la nostra è stata una buona partita anche se nel primo tempo abbiamo esagerato con i cross facendo il loro gioco. La squadra ci ha messo cuore e tecnica, buonissima partita”.

Rossoneri trascinati da un instancabile Cutrone, autore del gol oltre che rubapallone dell’azione che ha portato alla sua marcatura: “Se senti la stanchezza a 20 anni vuol dire che sei messo male. Ha la dote innata di chi ha il veleno addosso e vive per il gol. È tarantolato quando gioca, son contento per lui perché sfatiamo il tabù del fatto che non segna mai quando gioca dall’inizio. Dopo aver fatto bene col Dudelange si è ripetuto. Ha ancora grandi margini di miglioramento.”

Nonostante le tante assenze nel reparto arretrato e le defezioni a centrocampo, oltre all’assenza di Higuain per squalifica, Gattuso e i suoi hanno avuto la forza di ribaltarla: “Merito dei ragazzi, credono fortemente in quello che andiamo a proporre. Vedere Abate centrale giocare così è sorprendente, questo perché ci mette passione. Sono fortunato perché ho trovato ragazzi che mi danno sempre grande disponibilità, sono contento delle prestazioni anche di chi gioca fuori ruolo”.

Sul possibile trio da gennaio in poi composto da Ibrahimovic, Higuain e Cutrone, Gattuso è schietto: “E Paquetà dove lo mettiamo? Pensiamo a giocare, mi piacciono i calciatori offensivi ma ci vuole sempre equilibrio. Concentriamoci sulle sei partite prima della sosta, poi vedremo cosa succederà sul mercato”.

In chiusura il tecnico ex Pisa viene provocato riguardo i cambi, oggi puntuali, e le parole di Salvini: “Il bello dell’Italia è questo, siamo 60 milioni di allenatori. Noi facciamo anche un lavoro che ci porta a essere giudicati ma è giusto così. Poi ci sta che l’allenatore può perdere la pazienza e si fa scappare qualche parola in più”.

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.