#MilanLecce: la prima di Pioli è il punto da cui ripartire

Pioli Milan

Domenica 20 Ottobre, stadio San Siro, Milano. MilanLecce ha chiuso la Domenica e ha inaugurato il percorso di Stefano Pioli sulla panchina rossonera, nel giorno del suo 54° compleanno. Nonostante non sia arrivata la tanto agognata vittoria crediamo ci sia del buono in quanto proposto dal neo tecnico nei 90’ della sua partita d’esordio.

L’analisi della partita e dei suoi protagonisti

Il Milan parte con una novità in attacco: Rafael Leao prima punta al posto di Piatek. In molti storcono il naso ma questo, e l’ottima prestazione della squadra in toto, permette ai rossoneri di giocare un buon calcio, anche bello da vedere, con quell’imprevedibilità in avanti che può fare la differenza e che frutterà il goal di Chalanoglu e almeno altre 3 occasioni da rete. Nel secondo tempo il Milan cala di tono e a tratti viene fuori il Lecce, e proprio in quelle occasioni la squadra di Pioli va in difficoltà: la difesa sembra disunirsi e mancano i collegamenti tra centrocampo e reparto arretrato. Arriveranno il goal di Piatek entrato a partita in corso e le reti di Babacar e Calderoni a spegnere l’entusiasmo e a negare la vittoria al Milan. Il neo tecnico ha voluto ribadire i meriti della squadra che per mezz’ora è stata ampiamente in partita imponendosi sui salentini con decisione e generosità, allo stesso tempo ha però sottolineato l’incapacità di chiudere la gara esponendosi a rischi che poi, per demeriti dello stesso Milan, hanno portato alle due reti subite. Chalanoglu è stato indubbiamente il migliore dei suoi: goal e assist per il turco che potrebbe aver giocato la sua migliore partita da quando veste la maglia rossonera. Propositivo, sempre convolto nel vivo del gioco, parte da esterno sinistro in avanti con libertà di agire su tutto il fronte d’attacco. Leao è apparso pronto e dinamico, con qualche pecca sul fronte realizzativo, servirebbe più cattiveria e concretezza sotto porta. Biglia ha fatto intravedere le doti da regista che tutti aspettavano con alcune giocate e lanci illuminanti, uno dei quali ha poi portato al goal del momentaneo 1-0.

C’è ancora qualcosa che non va

Alcune individualità, l’incapacità di gestire e chiudere la partita e alcune situazioni in difesa hanno impedito al Milan di regalare a tecnico, tifosi ma anche alla squadra, una vittoria che avrebbero anche meritato. Se Chalanoglu, Theo Hernandez, Paquetà e Leao hanno dimostrato di potersi giocare una maglia da titolare, alcuni uomini schierati dal primo minuto da Pioli hanno disatteso le aspettative. Si parla ad esempio di Biglia in alcuni casi (che divento capitano alla Lazio proprio sotto la guida di Pioli), Conti e Suso. Sull’ex Lazio è ricaduta la colpa del secondo goal del Lecce, sotto accusa un brutto disimpegno del centrocampista e una cattiva gestione di Suso. Per Conti parla la prestazione in sè, non particolarmente incoraggiante e su Suso si rinnovano le polemiche che da qualche tempo a questa parte accompagnano costantemente l’esterno Spagnolo. Ci si interroga sull’effettivo ruolo di giocatore inamovibile che in questi anni non è mai stato escluso dai progetti tecnici degli allenatori che si sono succeduti in panchina (eccezion fatta per Mihajlovic). Infatti il gioco del Milan è sempre dipeso dall’estro e dalla fantasia del numero 8 che però ultimamente sta spesso condizionando la squadra per favorire il suo gioco, e non il contrario, si sprecano troppi movimenti in avanti resi vani in favore delle perdite di tempi di gioco per forzare alcune delle giocate classiche e a tratti estremamente prevedibili dell’esterno spagnolo. Alcuni tra “i nuovi” fanno ancora fatica, si parla di Rebić e Krunić entrati al posto di Kessie e Paquetà, non riuscendo però a dare la scossa giusta che sarebbe servita al Milan per chiudere la partita. Non una prestazione totalmente insufficiente per loro ma che si accoda al calo dell’intero Milan nella ripresa.

Perché bisogna crederci?

Nonostante Domenica non sia arrivata la vittoria pensiamo che i tifosi possano iniziare a credere nel progetto del nuovo allenatore che, numeri alla mano, sembra aver già dato nuovo lustro alla squadra con particolare attenzione al reparto offensivo. Sky Sport dopo la partita ha parlato della media dei tiri in porta quasi raddoppiata (si passa infatti da 9 a 16), così come la media dei tiri presi da dentro l’area di rigore (da 6 a 15). A questo si aggiungono il possesso palla attivo, con la squadra che non fa più fatica a trovare alternative e spazio tra le linee con un baricentro più alto. C’è ancora da lavorare “sulla testadei giocatori, gli ultimi 25 minuti della partita contro il Lecce ne sono una dimostrazione, è proprio per questo che l’ex tecnico di Inter, Lazio e Fiorentina dovrà provare di liberare i suoi uomini dalle negatività e dalla paura cercando di rimanere aggressivi e concentrati per 90’ con continuità’. Le nuove soluzioni adottate da Pioli danno possibilità ai giocatori di esaltarsi e di giocare liberamente, ne sono esempi evidenti Leao come “punto di riferimento mobile”, Chalanoglu con licenza di spaziare su tutto il fronte d’attacco e Paquetà e Kessie a posizioni invertite a centrocampo con l’Ivoriano che ha avuto il compito di giocare da difensore aggiunto quando era il Lecce a farsi avanti. Se le condizioni fisiche reggeranno per più di metà partita, e se il lavoro al livello mentale e di applicazione inizierà a dare qualche frutto, Pioli potrebbe iniziare a pensare alla concreta possibilità di raggiungere il 4° posto che significherebbe qualificazione in Champions League che manca ormai da troppi anni, e un po’ più di serenità nell’ambiente. Il Campionato però è ancora lungo, Roma, Lazio, Inter e Fiorentina non staranno certo a guardare e già Domenica prossima alle ore 18:00 il Milan sarà di scena all’Olimpico contro i ragazzi di Fonseca che sperano di uscire anche loro da un periodo non proprio felice soprattutto per quello che riguarda il lungo elenco di infortunati.

Pioli Milan

Fonti Immagini: AcMilan

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