#MilanBrescia: la prima di Giampaolo a San Siro in 5 punti

Fonte foto: ilmilanista.it

Qualche coro contro Bergamo e un saluto per il Brescia che è tornato in Serie A: si apre così la prima partita del Milan a San Siro, con tanto entusiasmo sugli spalti e altrettanti dubbi in campo. Piatek in panchina al posto di Silva, Castillejo ancora titolare e Paquetà non confermato dal 1’. Il Milan si schiera con un nuovo modulo quest’oggi, lasciato da parte il 4-3-1-2 tipico della sua Sampdoria, Giampaolo abbraccia uno schema caro ai più nostalgici tifosi del Milan: l’albero di Natale, il 4-3-2-1. Spesso, tuttavia, Castillejo tende a restare solo dietro a Suso che si allarga con più frequenza, divenendo una sorta di diaframma tra l’ex Villareal e l’unica punta Andre Silva.

L’albero di Natale in funzione

Il Milan ci mette meno di 15 minuti per segnare: cross di Suso, colpo di testa di Calhanoglu che batte Joronen e San Siro va in delirio. E’ del  turco con la maglia numero 10 il primo goal del Diavolo della stagione 2019 – 2020. Nel primo tempo il Brescia non si rende mai particolarmente pericoloso, eccezion fatta per il goal sprecato da Bisoli, a pochi passa da Donnarumma. Il Brescia – al contrario dell’Udinese – più che aspettare, subisce il Milan, lascia maggior spazio di manovra alla squadra rossonera. Bennacer in cabina di regia è un ottimo metronomo, l’algerino si dimostra (almeno in questa occasione) perfettamente inserito sia nel centrocampo rossonero che nelle nuove idee di gioco.

Per quanto riguarda le fasce, invece, si nota una preminenza di gioco sulla catena di destra rispetto quello di sinistra. Spesso si parte da Calabria che scarica su Kessie che, a sua volta, lancia Suso. Difficilmente lo stesso avviene da sinistra. Calhanoglu tende ad accentrarsi e Rodriguez o cambia fascia o centrocampo scarica su Bennacer, arrivando davvero poche volte sul fondo.

Il blackout del Milan

Dopo la ripresa il Milan cala. Dal 60’ all’80’ è il Brescia a condurre la gara, sfiorando diverse volte il pareggio. Da segnalare, in questa fascia in tempo, un colpo di reni di Donnarumma provvidenziale per la salvaguardia del risultato. Del resto, qualsiasi tiro – se deviato – può divenire letale. Durante quest’arco di tempo entrato Piatek e Paquetà per fornire al Diavolo maggior spinta e qualità in avanti. Al 79’ tra il Brescia ed il goal ci si mette Davide Calabria, che salva la porta del Milan con Donnarumma ancora a terra.

Il raddoppio mancato

Gli ultimi dieci minuti, invece, è una perenne ricerca del raddoppio da parte dei padroni di casa. Accade letteralmente di tutto. Prima Piatek si divora a tu per tu con Joronen un goal praticamente fatto, poi Paquetà – dopo una buona progressione – colpisce il palo, infine ancora Piatek vede la sua palla fermarsi a pochi millimetri dalla linea. Nonostante tutto lo stadio esulti, la goal line technology parla chiaro: no goal.

Al triplice fischio finale il tabellone luminoso indica Milan 1 – Brescia 0. Difficile dire se con un’altra squadra quel black out in avvio di ripresa e tutte quelle occasioni sprecate sul finale non avrebbero portato ad un altro risultato. Una cosa è certa: la carta Andre Silva ha spiazzato tutti, Corini per primo, che si è dichiarato “spiazzato” da questo mossa. Nulla quaestio, Giampaolo ha dimostrato carattere.

“Il Milan ha possibilità di attingere a delle risorse” così ha spiegato il suo numero 9 in panchina dal 1’. “Sul piano fisico sta meglio rispetto a Kris in questo momento. La scelta è stata puramente tecnica”. Però per Giampaolo “mancherà sempre qualcosa”. E certamente questo modo di ragionare è da apprezzare perché dimostra la sua fame atavica ed insaziabile di perfezionamento del gioco.

La gestione dei calci piazzati

I rossoneri, in gara, ha realizzato 4 tiri in porta mentre 5 sono stati quelli bloccati su 16 totali. Su 5 corner battuti solo su uno, il quinto, il Milan si è reso veramente pericoloso. Gli altri sono stati tutti sventati. Sul primo la palla calciata da Silva viene bloccata dalla difesa, sul secondo (battuto corto) il Milan riesce a guadagnare il terzo che si conclude con un contropiede a favore del Brescia e Calabria costretto a farsi ammonire. Il quarto invece viene allontanato dalla difesa. Diverse punizioni vicine l’area sono state sfruttate in maniera non eccelsa, spesso respinte dalla difesa o allontanate dal portiere.

Top e Flop

Bennacer 6.5, per Giampaolo il leader deve essere “il gioco” e i calciatori “interpreti all’altezza”. L’ex Empoli soddisfa a pieno l’archetipo delineato dal suo allenatore nella conferenza post partita.

MILAN, ITALY – AUGUST 31: Ismael Bennacer of AC Milan in action during the Serie A match between AC Milan and Brescia Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on September 1, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Calhanoglu 7, segna il goal vittoria e non si fa mai trovare impreparato . Ritrovai il goal a San Siro giocano come mezz’ala dopo un anno da esterno.

Castillejo 5. E’ ancora con la testa ad Udine, forse il suo fisico non è adatto con la Serie A, forse essendo un esterno difficilmente riuscirà ad ambientarsi nel sistema di gioco di Giampaolo. Spesso non riesce a saltare l’uomo.

CONDIVIDI
"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008