In questi giorni la notizia che interessa maggiormente il mondo del calcio è senza dubbi l’esonero di Carlo Ancelotti dalla panchina del Bayern Monaco.

Una decisione coraggiosa ma presa in seguito ai risultati poco soddisfacenti e soprattutto a causa del brutto clima che si respirava all’interno dello spogliatoio bavarese.

La notizia ha fatto in poco tempo il giro del mondo passando inevitabilmente anche dall’Italia e in particolare da Milanello, dove Vincenzo Montella è stato aspramente criticato dopo un avvio al di sotto delle aspettative, non tanto per i risultati ma specialmente per il gioco offerto non proprio esaltante.

Nonostante la gara con la Roma di questa sera ha visto un buon Milan per gran parte del match, con un crollo definitivo nel finale.

Ed ecco che, se proviamo a mettere insieme queste due notizie, non può non uscire l’idea che da diversi giorni suggestiona il mondo rossonero e allo stesso tempo tormenta Montella, ovvero il ritorno di Ancelotti sulla panchina del Milan.

Tra le varie possibilità per il suo futuro non è infatti da escludere un clamoroso ritorno sulla panchina del Milan, squadra che ha lasciato nel 2009 dopo 8 lunghi anni. Come qualsiasi grande avvenimento anche il possibile ritorno di Ancelotti alla guida del Diavolo presenta dei pro e dei contro ed ora proveremo a soffermarci sugli aspetti negativi riguardanti il ritorno dell’allenatore emiliano.

CICLO MONTELLA Parlando in termini di prestazione è evidente che Montella debba lavorare duramente affinché i giocatori migliorino il gioco espresso nei novanta minuti. Diversi giocatori devono ancora trovare l’intesa in campo e visti i troppi errori banali nelle ultime uscite c’è da lavorare sull’individualità ma questo rimane un fattore prevedibile ad inizio stagione se si considera che il mercato ha portato a Milanello tanti giocatori nuovi. Montella dovrà lavorare molto per dare la giusta quadratura alla squadra, partendo da un modulo di base ben definito, ma l’impressione è che appena il tecnico riuscirà a consolidare l’intesa in campo allora ne potranno giovare anche le prestazioni. E’ questione di tempo, Montella è al secondo anno sulla panchina del Milan ma visti i tanti nomi nuovi è come se fosse all’inizio dell’esperienza e perciò dovrà aspettare prima che tutti i giocatori a disposizione si integrino nei suoi schemi. Ed ecco che entra in gioco la questione Ancelotti e la domanda sorge spontanea: serve davvero cambiare allenatore presentando al nuovo arrivato una squadra ancora in fase di rodaggio e non ancora ben costruita?

VECCHI TEMPI Ipotizzando che Ancelotti torni a sedersi sulla panchina del Milan è inevitabile che al nuovo allenatore, vista la caricatura, vengano attribuite responsabilità enormi e soprattutto difficili da ripagare. Ancelotti ha lasciato il Milan nel 2009 al termine di 8 anni in cui ha vinto, tra l’altro, due Champions League di cui i tifosi molto difficilmente si toglieranno dalla testa. Un eventuale ritorno di Ancelotti farebbe scattare così un senso di “nostalgia” nei tifosi che di conseguenza si aspettano di fare il grande salto di qualità proprio con l’allenatore che portò per due volte la squadra in vetta all’Europa.

Questo discorso può essere un sequel di quello fatto in precedenza, con Ancelotti che si troverebbe così una squadra momentaneamente incompleta e con una responsabilità molto alta sulle spalle. Se è anche questa l’idea della società, Montella può fare sogni tranquilli.
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15/10/99 Redattore di Novantesimo