È in corso la conferenza stampa di presentazione della nuova dirigenza del Milan, guidata da Yonghong Li, insieme ad Han Li e Marco Fassone. Di seguito le dichiarazioni dei presenti.

Apre la conferenza Yonghong Li: “Gentili presenti, signori e signori. Amici e tifosi del Milan. Buongiorno. Oggi è un giorno importante, la Rossoneri Lux ha acquistato il Milan. Ringraziamo Fininvest per la fiducia riposta in noi. Il Milan è un glorioso club mondiale con 118 anni di storia. Tutte le stelle che sono state in questo club fanno sì che i tifosi si aspettino il ritorno del club ai vertici d’Europa. Per questo abbiamo grosse responsabilità alle spalle. Siamo un team efficiente e molto stabile e vogliamo che i professionisti si possano dedicare al proprio settore. Abbiamo delegato al signor Fassone di sviluppare il lavoro per il Milan in futuro. Perciò noi crediamo che lui sia il candidato migliore per essere il CEO futuro. Crediamo che con la sua guida le performances del Milan siano sempre migliori e la squadra sia competitiva nel mondo. Il nostro obiettivo è che sempre più tifosi possano amare AC Milan. Questo ovviamente anche quello che dobbiamo fare, essendo un membro di AC Milan. Forza Milan“.

Poi prende parola Marco Fassone: “Ringrazio Mr Li e Mr Han per la fiducia. Se sono qui è grazie a loro. Il secondo pensiero è nei confronti di Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, che in questi 8 mesi avrebbero potuto avere nei miei confronti un atteggiamento diverso. Hanno dato disponibilità nei miei confronti e dispensato parole che ho molto apprezzato. Il mio terzo pensiero è per i tifosi. Abbiamo scelto di stare dietro le quinte, di parlare poco e mi rendo conto che le difficoltà siano state tante per noi e voi che avevate solo informazioni parziali. Credo sia stata la scelta giusta, logica, corretta. Da questo momento in avanti la relazione sarà diversa e certamente molto pi aperta“.

Sul presidente Berlusconi: “Oltre a tutte le doti che ha è un grande comunicatore e ieri sera ci ha trasmesso il suo amore e il suo dolore nel lasciare il Milan. Credo abbia potuto percepire dalla nostra proprietà di non essere qui per una ragione di business, ma che cercheremo di prenderci cura con affetto della sua creatura, che ha depositato nelle mani giuste“.

Sul rinnovo di Donnarumma: “C’è tutta la considerazione che merita. Da parte nostra c’è la volontà di risolvere questo punto in tempi brevi, vogliamo fare di Donnarumma la colonna del futuro. È certamente una nostra priorità“.

Sulla costruzione della nuova squadra: “Abbiamo delle idee. Scalpitavamo per avere la possibilità di operare. Abbiamo incontrato club, agenti. Il passaggio chiave è sedersi a tavolino con l’allenatore e cercare di far sì che collimino con Vincenzo Montella. Poi opereremo sul mercato. Il budget è importante, il presidente e Mr. Han fin dall’inizio non mi hanno nascosto che l’obiettivo è quello di costruire un Milan molto competitivo e molto ambizioso, quindi avrò la disponibilità economica per far sì che si possano raggiungere gli obiettivi in tempi brevi“.

Montella confermato?: “Montella ha la nostra stima e supporto. Totale, pieno appoggio e supporto a Vincenzo“.

Sul FPF e sulla famiglia Berlusconi ancora in società: “La UEFA ci sarà incontro per il voluntary agreement. Consegneremo un piano triennale la prossima settimana e mi auguro sotto questo aspetto che non ci saranno particolari problemi. Ringraziamo Barbara Berlusconi per aver accettato di mantenere l’incarico di presidente di Formazione Milan“.

C’è stato un momento in cui avete perso le speranze?: “La trattativa ha avuto alti e bassi, io l’ho vissuto dall’Italia e non posso raccontarvi dal dettaglio i sentimenti di Mr. David in Cina. Questa grande volontà, questa grande forza d’animo per portare a termine la trattativa che ha trovato anche la comprensione di Fininvest ci ha portato in fondo, grazie ad alcune operazioni imbastite nell’ultimo mese“.

Questione economica e indebitamento: “Per quel che riguarda la holding questa è un’operazione enorme per il calcio italiano. Un acquisto da 740 milioni di ero più un centinaio di milione di costi di gestione nell’ultimo anno. Fare un acquisto simile senza capitali a debito sarebbe una follia. È una transazione dove la parte debitoria è meno rilevante rispetto ad altri club. Il club preso in gestione oggi ha un livello di debito bassissimo in proporzione alle risorse. La cosa mi permette di gestire le questioni con relativa tranquillità“.

Ancora sugli obiettivi sportivi: L’idea che abbiamo è tornare il prima possibile in Champions League. In termini di visibilità, questioni economiche e prestigio è troppo importante. La decisione della UEFA di garantire 4 posti per l’Italia in Champions fa sì che sia il nostro obiettivo primario è parteciparvi dalla stagione 2018/19“.

Non rischia di portare troppi ex Inter a Milanello?: “Voglio portare a Milanello i migliori manager, le persone con maggiori competenze. Non arrivo al Milan con alcun pregiudizio, certamente desidero che il club abbia una fortissima struttura manageriale, indipendentemente dalla provenienza“.

Avete già fissato gli appuntamenti per i primi rinnovi di contratto?: “Fino ad oggi non ho voluto fissare appuntamenti, aspettiamo l’assemblea di oggi pomeriggio. Dopo l’assemblea inizia la parte operativa e il telefono di alcuni agenti squillerà. Abbiamo alcuni giocatori in scadenza 2018 o, come Suso, non a scadenza ma prioritari“.

Ci sarà il ritorno di una bandiera? Farò rapidamente una lunga chiacchierata con Franco Baresi, Filippo Galli. Detto questo ho avuto in questi mesi svariati pensieri, ricomincerò a pensarci. L’obiettivo è arrivare alla nuova stagione con una struttura già definita“.

Esordio col derby: “Dal punto di vista emotivo ed emozionale non potevo chiedere di meglio“.

Questione stadio: “È una cosa che da subito ho affrontato con la proprietà. Vogliamo che il Milan giochi in uno stadio con caratteristiche adatte per questi anni. San Siro è uno stadio straordinario, faremo dei colloqui con l’Inter e col sindaco. Certamente lo stadio è una cosa importante“.

Una promessa ai tifosi sulle prime mosse da fare: “Ne dico due: dobbiamo pensare a costruire la squadra dal punto di vista sportivo-calcistico del 2017-18. È abbastanza evidente che le tempistiche del closing ci abbiano fatto cambiare obiettivi per strada ma vorrei arrivare a inizio luglio con l’allenatore che ha a disposizione il 60-70% degli innesti che vogliamo fare. La seconda cosa riguarda il business sul mercato cinese. L’operazione del presidente e dei suoi collaboratori è di una straordinaria innovatività. Inizialmente ero scettico per una questione di mentalità occidentale. Col passare dei mesi e visitando la Cina mi sono accorto di un potenziale tale che può esprimersi con una proprietà locale“.

Come far crescere il fatturato?: “Posso assicurare che non ci sono difficoltà a livello di debito. I progetti sono innovativi. Circa il fatturato dev’essere raddoppiare per portare il Milan in alto. Ci sono due strade a breve e medio periodo. Il breve periodo comprende il ritorno in Champions League: l’esserci o non esserci cambia la vita. Poi c’è la Cina che rappresenta per tutti noi un’incognita, ma quello che ho visto io è che il Milan in Cina rappresenta qualcosa di straordinario. Tutte le generazioni dai 30 anni in su hanno grande considerazione del Milan. Metteremo in Cina dei manager cinesi per sviluppare una crescita significativa a livello di fatturato. Nel periodo più lungo per aumentare il fatturato c’è la questione stadio: chi è passato a un impianto di proprietà ha visto immediatamente crescere esponenzialmente il fatturato“.

Che idea si è fatto di questo Milan?: “È una squadra di talento e prospettiva. Allo stesso tempo ho la sensazione che serva anche qualche innesto di esperienza per dare quel mix di successo che ci possa far tornare grandi“.

Quando segnerà il Milan le sue esultanze siano composte o alla Galliani?: “Quelle di Galliani sono inimitabili. Non so come esulterò, ma credo che trasparirà emozione“.

Seguirete la linea degli ultimi anni del mercato italiano?: “Non si può prescindere dagli italiani, anche per una questione di liste UEFA. Per fortuna abbiamo una sana riserva di italiani bravi ed è una componente fondamentale. Adriano Galliani mi ha raccontato che all’interno della nostra accademy e del nostro settore giovanile ci sono elementi fortissimi“.

Sul CdA e sulle sponsorizzazioni in Cina: “Per parte mia c’è una componente di altri 3 direttori italiani di altissimo profilo. La cosa mi rende particolarmente orgoglioso: si tratta di Roberto Cappelli, Paolo Scaroni e Marco Patuano. È un orgoglio avere un CdA così composto. Sono curiosi di questa avventura, attenti a non sgarrare. Sono molto contento. Quando io parlo di attività in Cina certamente ci sono le sponsorizzazioni. Il mercato cinese va approcciato con occhio diverso, bisogna far convivere la dimensione commerciale con quella pubblica“.

È arrivato il modo di cambiare il calcio italiano?: “Spesso la Lega di Serie A è andata in difficoltà, non sono state prese decisioni per ragioni economiche. La governance della Lega non può non essere cambiata, perché quella attuale è da era pre-Calciopoli. Mi pare che ci sia una buona convergenza su un’idea di una Lega guidata da un amministratore delegato per trasformare la Lega in un’azienda. La mia idea è di andare in quella direzione. Poi c’è l’aspetto economico: su quello mi pare evidente che le grandi squadre, tra cui il Milan, cerchino di fare in modo che le ripartizioni non portino alla depauperazione dei ricavi. Serve una modernizzazione“.

Mercato, dove servono innesti? E c’è la volontà ad esempio di prendere un grande nome, come Aubameyang e Benzema?: “Le idee del direttore Mirabelli sono quelle di un rafforzamento della squadra, condividendo le idee con Montella. Poi, alcuni dei nomi fatti certamente piacciono alla società. Giusto dire che ci piacerebbe avere uno o due profili di altissimo livello e spessore. Servirà la volontà di tutte le parti“.

Il Milan appoggerà l’eventuale candidatura di Galliani alla presidenza della Lega?: “Adriano ha la mia fiducia, ma prima di tutto bisogna capire che ruolo avrà il nuovo presidente della Lega. Qualora lui dovesse avere il piacere di prendere quella posizione avrà il nostro appoggio“.

Su Deulofeu: “Tema che sarà di attualità. Ragazzo di enorme talento, cercheremo di capire come muoverci“.

Nuovi soci?: “Non so che intenzioni ha per il futuro, sono certo che prenderà le migliori decisioni per questo club“.

Sulle poche informazioni sull’attuale proprietà: “Scelta precisa di non parlare, l’abbiamo desiderato noi. Posso promettere che parleremo con i fatti“.

Sulla quotazione in Borsa: “Lo scenario è possibile“.

Sulla stima di Mancini. Può essere lui in futuro l’allenatore del Milan?: “Mancini è uno dei più grandi allenatore che io conosco. Ma non vedo il dubbio su Vincenzo. Montella è l’allenatore del Milan anche per il futuro“.

Su Elliott:Nell’ambito dell’operazione con Elliott una parte del finanziamento è destinata al Milan. Una parte è stata utilizzata per saldare i debiti, un’altra sarà utilizzata per la campagna acquisti 2017″.

Obiettivo scudetto il prossimo anno?: “L’obiettivo prioritario è tornare in Champions League. Serve tempo per vincere lo scudetto, noi faremo il possibile per consegnare al mister a luglio una squadra forte“.

Parlando al presente, quanto è importante andare in Europa League?: “L’Europa League è molto importante. L’assenza reiterata dalle coppe non va bene, sarebbe bello avere un anno di passaggio nelle coppe che ci faccia pensare alle partite in notturna in settimana. Per la struttura sportiva c’è Massimiliano Mirabelli che ne prende la responsabilità. Da aprile a fine maggio avremo modo di fare le nostre valutazioni“.

L’eventuale quotazione in borsa è per pagare il debito?: “No. E circa quel debito non vedo particolari problemi“.

Sulle milanesi in mano a proprietà cinesi: “Per questa città il fatto che ci sia stato un simile cambiamento, se vogliamo traumatico, faccio un augurio che sia un bene per tutti noi“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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