Milan, passano gli anni ma non si vedono miglioramenti

Fonte: Ac Milan

Se non considerassimo la Supercoppa vinta a Doha nel 2016 dai rossoneri, il 2020 sarebbe il nono anno senza trofei per il Milan che conquistò nel 2011 il suo ultimo Scudetto e un’altra Supercoppa. A una settimana dall’eliminazione in Coppa Italia siamo ancora qui a parlare di Milan, cercando di fare il punto su una squadra che ha appena visto svanire un ulteriore obiettivo stagionale.

Sfuma anche la Coppa Italia

La sconfitta in semifinale di Coppa Italia è solo l’ultima nota negativa in ordine di tempo per una squadra che negli ultimi anni ha provato a ripartire e “rifondare” tutto più di una volta senza avere, forse, un vero e proprio piano realistico e concreto per la crescita nel breve e nel lungo periodo. Eppure la doppia sfida contro la prima del campionato non è stata del tutto negativa. La Juventus ha segnato solo su rigore in solo una delle due sfide in programma e le due partite non hanno evidenziato alla fine dei conti uno scarto così netto. Il calcio però è fatto anche di episodi, e le varie assenze e le espulsioni in entrambe le partite hanno giocato un ruolo fondamentale nel passaggio del turno favorendo, in ultima analisi, la squadra più forte. Se a questo si aggiunge una squadra con notevoli difficoltà nell’impensierire la retroguardia avversaria, e che commette troppi errori in fase di possesso, il finale è presto scritto.

Donnarumma e Romagnoli gli uomini simbolo del Milan

Fortunatamente per il Milan, la sua rosa può vantare anche alcuni nomi importanti che indubbiamente alzano il livello della squadra. Basti pensare a Ismael Bennacer, che fino al periodo pre-lockdown poteva vantare una crescita di rendimento notevole. Ma i nomi di cui non si può non parlare sono Gigio Donnarumma e il capitano, Alessio Romagnoli. Si tratta dei due giocatori che per distacco, insieme forse a Theo Hernandez, meritano un posto a parte quando si parla di qualità espressa, con l’estremo difensore della Nazionale che si è reso protagonista anche venerdì in Coppa Italia deviando verso il palo il rigore di CR7.

Romagnoli è stato bravo a fare reparto con Kjaer per arginare i numerosi arrembaggi dei bianconeri. Anche qui però la situazione non è tutta rossa e fiori, perché se da un lato parliamo sicuramente dei due giocatori migliori del Milan da diverso tempo, si tratta anche di due possibili partenti. Infatti, i contratti dei due giocatori scadranno rispettivamente nel 2021 e nel 2022 e le ultime indiscrezioni parlano di alcuni club potenzialmente interessati. Per quanto riguarda Donnarumma, la situazione è molto diversa rispetto a quella che si temeva nel 2017, quando Gigio sembrava davvero a un passo dall’addio: oggi il suo valore orbita attorno ai 50 Milioni di cartellino e sono davvero poche le squadre europee che potrebbero permettersi di spendere tale cifra. In più, molte tra queste sembrano già avere un portiere per il presente e per il prossimo futuro. Ma se Donnarumma dovesse arrivare a 10 mesi dalla scadenza senza ancora aver rinnovato, il Milan non potrebbe alzare troppo il prezzo e a quel punto sappiamo che si tratta di un giocatore che farebbe gola a qualunque club.

Bisogna ricordare che la dirigenza rossonera dovrà parlare con Mino Raiola per Donnarumma prima e per Romagnoli poi, entrambi rappresentati dallo stesso agente. Il capitano ha già dato prova di fedeltà rinnovando in un periodo non facile quando alle porte c’erano squadre come Juventus e Chelsea. Oggi la situazione non è molto più rosea rispetto al precedente rinnovo e alla finestra c’è il PSG di Leonardo che non ha mai fatto mistero di apprezzare le qualità del numero 13 rossonero.

Troppi giocatori non all’altezza nella rosa del Milan?

Donnarumma e Romagnoli sono indubbiamente il presente e il futuro del Milan, e anche Elliott “lo conferma” quando dichiara che i giocatori ritenuti fondamentali non rientreranno nel tetto stipendi fissato a 2,5 Milioni di euro (lo stesso Romagnoli attualmente guadagna 3,5 Milioni di Euro). Inizia però a diventare eccessivamente lunga la lista di giocatori che i tifosi non apprezzano, anche se non soprattutto alla luce dei risultati. In difesa quelli che preoccupano maggiormente sono i due terzini destri Calabria e Conti, finiti entrambi troppe volte sul banco degli imputati per scarsa propensione offensiva e per mancanza di sicurezza quando ci si deve coprire.

A centrocampo gli interrogativi si concentrano su Frank Kessie e Hakan Chalanoglu, con l’ivoriano accolto molto bene nel momento del trasferimento ma che dopo la prima stagione (non sfavillante, ma pienamente sufficiente) ha accusato a sua volta un calo soprattutto a livello mentale e conseguentemente fisico, almeno all’apparenza; al Milan mancano i suoi spunti, le corse anche nei momenti difficili e lo strapotere fisico dell’ex Atalanta. Il turco ex Leverkusen è da subito sembrato l’ombra del giocatore che abbiamo ammirato in Germania: a Milano speravano tutti di vedere ripetersi le prodezze che lo hanno reso celebre, la propensione a tentare e spesso realizzare tiri anche difficili e dalla lunga distanza.

In una parola? Goal, che per un esterno d’attacco come lui, ultimamente riadattato a mezz’ala, avrebbero dovuto essere una sicurezza. Aprendo il capitolo “giocatori da ritrovare” escono fuori due nomi: Paquetà e Raphael Leao. Il primo, capace di incendiare San Siro a suon di dribbling e giocate personali che spesso gli sono costate anche care, accusa il totale estraniamento in diverse fasi della partita. Il secondo che sembrava aver trovato una buona chimica con Zlatan Ibrahimovic, fatica a ed essere convincente, in attacco gioca in una posizione da seconda punta molto libera in cerca dello spunto giusto, ma fin’ora ha fatto poco male alle difese avversarie. Ultimo, ma non per importanza Jack Bonaventura: uscito un po’ stizzito nella gara di ritorno per fare posto a Leao, a seguito dell’espulsione di Rebic, rientra da un brutto infortunio e questo, insieme all’imminente scadenza del contratto con conseguente e a quanto pare probabile addio lo hanno portato a giocare ad un livello diverso da quello a cui eravamo abituati.

Sono solo alcuni nomi presenti nella rosa del Milan, quelli da cui forse ci si aspettava di più e che hanno, almeno in parte, disatteso le aspettative.

Oggi il Milan è sospeso tra l’inizio del campionato e il progetto Rangnick. Stando alle ultime notizie l’allenatore dovrebbe prendere il posto di Pioli a fine stagione, e l’arrivo di Pierre Kalulu nelle scorse ore sembrerebbe confermare tali indiscrezioni. Ciò che si augurano i tifosi, che oggi si dividono tra scettici e sostenitori accaniti, è di rivedere un’altra, ultima rivoluzione tecnica che possa portare un vero progetto in grado di risollevare le sorti dei rossoneri che da ormai troppo tempo non competono ai livelli di una volta.

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