Alla vigilia del match in casa del Crotone, valido per la 34a giornata del campionato di Serie A, il tecnico del Milan Vincenzo Montella ha incontrato la stampa nella consueta conferenza pre partita. Tanti i temi trattati dall’ex Fiorentina, che ha inevitabilmente risposto anche a domande sulla nuova proprietà e sul calciomercato. Queste le sue parole, riportate da Tuttomercatoweb.com:

Come è andata la settimana? “C’è mancata la concretezza in queste ultime uscite, anche in relazione a quanto creato e rispetto al valore dei ragazzi e della squadra. La squadra sta bene fisicamente, sono sereno e fiducioso. Nelle ultime due settimane i ragazzi hanno lavorato bene”

Preoccupa l’aspetto ambientale di Crotone? “Quel campo ha le stesse misure degli altri campi di Serie A. Affronteremo una squadra che dovrà fare bene, corta e piena di orgoglio. Nicola ha fatto un lavoro straordinario, anticipo che sarà votato da me come allenatore dell’anno a prescindere da queste ultime partite in cui hanno fatto punti. Arriviamo alla sfida nelle stesse condizioni, bisogna vincere”.

Locatelli? “Sta facendo il suo percorso, è una risorsa per il presente e per il futuro. Ci sta che può subentrare, ma sa che è importante per il presente e per il futuro rossonero”.

Il Milan ha dimostrato di essere all’altezza delle grandi, che idea s’è fatto delle difficoltà contro le piccole? “Abbiamo vinto e perso contro le grandi e piccole, non abbiamo mai perso contro chi lotta per l’Europa League. Questo percorso è naturale anche per le altre squadre”.

Europa League un obiettivo? “Vogliamo entrarci, poi dipende dalla posizione. Per il sesto posto non ci sarebbe alcun problema”.

Sconfitta contro l’Empoli? “E’ difficile accettarla, anche per quanto visto in campo”.

Che idea s’è fatto dei fischi riservati a De Sciglio? “Credo che un calciatore e un allenatore debbano accettare dei fischi, uno spettatore paga il biglietto e ha il diritto di manifestare il proprio punto di vista. De Sciglio ha subito dei fischi, stavamo perdendo in casa contro l’Empoli e ci può stare. Ma De Sciglio è una risorsa del Milan, patrimonio rossonero a livello economico. Il ragazzo ha la forza per reagire e far cambiare idea. Personalmente, sono stato fischiato e poi osannato a Roma e viceversa”.

Cosa ne pensa del ‘tormentone’ Donnarumma? “Più di un tormentone è partito, dal mio punto di vista, non solo Donnarumma. Si sta parlando troppo di mercato, non è colpa mia o della società o dei giornalisti che fanno il loro mestiere. Mirabelli è sempre presente qui, come Fassone. Ci hanno detto di pensare al finale di stagione, è fondamentale conquistare l’Europa. Di mercato se ne deve parlare poco, ci sono delle speculazioni ma è inevitabile con l’ingresso di una nuova dirigenza. Io, per essere chiaro, non preferisco Morata a Aubameyang oppure a Cavani o Bernardeschi. Non ne parliamo. Il club sta conoscendo il mercato attraverso gli agenti o altre società. Io non penso al futuro, noi dobbiamo andare avanti con questo gruppo cercando di migliorarlo perché ci ha dato soddisfazioni. Il resto sono tutte, o quasi tutte, speculazioni. Non dobbiamo farci distrarre, dobbiamo portare al termine una stagione in cui la squadra è cresciuta. Alcuni calciatori non pensavano di iniziare un certo percorso. Abbiamo vinto una Supercoppa contro una squadra imbattibile, almeno fino a oggi. Questo gruppo e questo ambiente hanno dimostrato di saper capire e vivere situazioni anomale per il mondo per calcio. Gli agenti, lo dico ancora una volta, devono mandare meno messaggi perché io penso solo al calcio. Io non parlo con agenti e calciatori, ma qualcuno mi attribuisce gradimenti o altre situazioni. Da me non saprete queste cose, non ho tempo per questo e noi come squadra non dobbiamo farci condizionare”.

Come ha provato a far concentrare la squadra sul presente? “Ho lavorato su questo, preparando la gara come sempre e dando le informazioni ai ragazzi sotto il profilo tecnico-tattico. Ho visto la squadra concentrata, anche a livello agonistico ha aumentato la qualità degli allenamenti. Questa settimana abbiamo fatto bene”.

Chi sarà il capitano domani? “Deciderò domani, non so neanche la formazione”.

Calo di tensione? “Non c’è stato, ci possono essere un numero di energie adoperate per altri aspetti. La squadra non deve farsi distrarre e farsi coinvolgere dal gioco del mercato. Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri tifosi”.

Ha iniziato a fare un po’ di bilanci, a tutto quello realizzato. La squadra in cosa è cresciuta particolarmente? “Credo che la squadra sia partita da un punto, anche lontana dal pubblico e forse siamo la società che ha aumentato di più in termini di gente allo stadio. Abbiamo creato una mentalità. Spesso sento tifosi entusiasti di quello che stiamo portando avanti, anche se le aspettative sono diverse ma vedono che c’è progettualità e un lavoro alle spalle. Certe gare sono state entusiasmanti, poi ci sono stati dei peccati veniali durante alcune partite ma lo sport è anche questo”.

Senza Europa, sarebbe bastata questa crescita? “Non dobbiamo pensarci oggi, c’è un campionato da portare a termine. Voglio pensare positivo, poi analizzeremo a fondo il percorso dell’annata. Con il risultato finale alla mano”.

La nuova società può intervenire per ‘riparare’ la squadra in merito alle voci di mercato? “Credo che la società stia facendo il proprio lavoro al meglio. E’ presente, ci ha dato degli obiettivi. Parallelamente si può lavorare ad altro, ormai si sa tutto. Non si può nascondere nulla nel mondo del calcio. E’ inevitabile che la società appena insediata possa muoversi, ma il calciatore deve restare concentrato sul campo. Questo è il messaggio”.

Sarebbe stato meglio il closing a fine stagione? “Questa è un’ulteriore prova per noi”.

Il suo futuro dipende dall’Europa? “Assolutamente no, anche la società è stata chiara”.


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