Importante vittoria per il Milan di Vincenzo Montella nel weekend: Palermo battuto 4-0 e Inter superata.

Rossoneri che affronteranno proprio i nerazzurri sabato alle 12:30, in un Derby di Milano che vale l’Europa League. Il tecnico del Diavolo, intervistato da milannews, ha trattato questo tema e numerosi altri nel corso dell’intervista:

“È importante avere prima di tutto un metodo di gioco chiaro. Ieri abbiamo fatto possesso palla ma abbiamo anche verticalizzato, una cosa non esclude l’altra. Bisogna saper mixare entrambe le cose. Averla sbloccata subito è stata la chiave. Ma parte tutto dalla velocità del giro palla, giovando così allo spettacolo. L’Inter? Ho sempre pensieri positivi, come quando vinsi per 4-0 a Firenze. Vogliamo vincere, che sia in casa o fuori. Anche se spesso giocare da loro è più stimolante… Voglio vincere perchè vale anche per la classifica, sarebbe un grandissimo passo in avanti per noi. Futuro al Milan? A prescindere da tutto, è il sogno di ogni allenatore creare una base per poi rimanere e trovare continuità. Questa è la mia volontà, la mia aspirazione. Ora mi sento di appartenere al Milan, e viceversa. Ma non voglio fermarmi, ora voglio continuare a far crescere la squadra. Questo il mio sogno. Punti per l’Europa? Non saprei precisamente un numero. Ogni anno è diverso, in questa stagione poi si corre tantissimo davanti. 70 punti sarebbero però un bel traguardo. Non sapevo di essere stato così bravo negli anni scorsi. Ora devo ritoccare la mia percentuale allora. Dopo qualche mese, avevo già capito che sarebbe servita una media altissima perché sotto facevano pochissimi punti. Noi, ad oggi, stiamo avendo un cammino da Europa certa, dobbiamo solo continuare così. Il sorpasso sull’Inter? Essere davanti, prima del derby, è molto meglio, ma sappiamo comunque che dobbiamo dare più del 100% perchè sono forti e daranno più di quello che hanno. Dovrò cercare di isolare la squadra nei prossimi giorni, non ascoltando nulla e non guardando mai la classifica. Chi temo dell’Inter? Handanovic. Suso? Lui vive per il calcio, e stava soffrendo molto in questo periodo. Quelli di ieri sono applausi meritati. Sono contento per la sua prestazione, ma complimenti anche al pubblico che è stato grande ieri. La società? Vivo molto di più Maiorino e Galliani che ci vediamo e sentiamo ogni giorno. È stato davvero un momento di crescita conoscere Adriano, e ho capito il motivo per il quale abbia vinto così tanto negli ultimi anni. Lo ripeto, per me è stata una crescita incredibile poter lavorare con lui. Con Rocco Maiorino tutto è facile. Su Berlusconi invece mi dispiace non esserci conosciuti a pieno, sempre impegnato in tante cose importanti. Ma oltre a tanti discorsi, nelle sue telefonate ho sempre sentito tanta stima, questo mi inorgoglisce. Maiorino? Rappresenta la società notte e giorno, mi piace anche avere una figura societaria sempre al mio fianco. Io sono fatto così, voglio rapportarmi sempre con queste persone. Possono sempre esserci dei consigli e dei suggerimenti. Deulofeu? Per costruire la squadra, bisogna fare tante valutazioni. Serve conoscere il mercato, il budget a disposizione e tante cose. La domanda è semplice ma al tempo stesso difficile, quindi non posso rispondere adesso. Donnarumma sta cambiando il modo di fare il portiere. Non ricordavo così tante maglie da portiere vendute, ora anche i numeri uno potranno aspirare di guidare le classifiche di marketing e merchandasing. Parata migliore? Dybala a Doha, Khedira era facile per lui”.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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