Milan, Leonardo si presenta: “Bonucci ci ha chiesto la cessione ma non siamo obbligati ad accontentarlo”

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“Leo is back home”. Questo lo slogan pieno di entusiasmo col quale il Milan ha presentato la conferenza stampa di Leonardo, tornato ufficialmente in società. Il brasiliano ha parlato, chiaramente, del mercato dei rossoneri: Bonucci, Caldara, Higuain, Morata. Di seguito vi proponiamo la sua conferenza stampa integrale.

Sul suo ruolo in società e sul suo ritorno:  “Avrò un ruolo legato a quello che il Milan produce, la squadra, ho accettato la proposta perché sopra di me ho visto interesse nel mondo del calcio, una struttura di persone giovani che hanno voglia di fare. Sono felice di come mi hanno scelto, hanno fatto uno studio di mercato, anche questo è stato un motivo importante per me. C’è stato un percorso e abbiamo deciso di incominciare insieme. Ci sono tante cose da capire, è un inizio, abbiamo bisogno di tempo ma tornando qui ho già ritrovato una trentina di persone. Già averli rivisti ne è valsa la pena. E’ sempre difficile, i ritorni sono sempre difficili. Non arrivi da zero. Qui al Milan c’è un pezzo della mia vita, parlo anche di Milano. Qui sono diventato adulto. Ho finito la mia carriera qui, ma la mia vita da adulto è stata tutta legata a Milano. Realizzare qualcosa dove è la mia seconda casa è la sfida più grande, anche se io non cerco sfide. Ho accettato perché penso ci sia un equilibrio molto grande. Devo conoscere, il progetto è dare una linea societaria. E’ la testa che guida il lavoro di qualsiasi lavoro della società. Ogni società deve creare la sua identità di gestione e questo va a catena. Dobbiamo trovare un equilibrio di gestione, sappiamo quello che vogliamo. Difficile cambiare l’identità di una squadra e non c’è tanto da cambiare. Ci sono giocatori che giocheranno per il secondo anno al Milan, poi vedremo di inserire chi può far migliorare questa squadra”.

Sul calciomercato: “Ho incontrato delle persone, non solo la Juventus. Siamo arrivati durante il mercato ed in ritardo, era quasi un obbligo incontrare persone. Siamo legati al FFP, all’accordo preso di essere legato a quei parametri. Non sarà un mercato folle, sarà moderato ed intelligente. Anche per questi parametri. Il desiderio parte da Leonardo Bonucci, se ci sarà la possibilità lo realizzeremo, non c’è l’obbligo di farlo. Parte da un’idea sua, molto sensata e tranquilla. Da lì sono partiti i discorsi. Negli ultimi anni ci sono stati due passaggi di proprietà, è normale che ci siano situazioni che cambiano. E’ normale che la squadra subisca questi cambiamenti, ma è una squadra che ha fatto un campionato di un livello molto alto, soprattutto nella seconda parte. Ci sono giocatori che nella seconda parte hanno giocato un po’ meno, ci sono delle situazioni da risolvere, abbiamo poco tempo e ci sono dei giocatori che usciranno. Ogni situazione ha una formula diversa. Siamo legati al FFP, non penso sarà possibile fare il grande colpo. Ingaggi e cartellini sono quasi il doppio di qualche anno fa e questo non ci aiuta. Il mio punto di vista è condiviso dalla società, Gattuso è stato il primo ad essere confermato, questo non si è mai discusso. E’ normale che se allenatori importanti sono liberi succedono queste cose, ma nessuno ha parlato con Conte. Gattuso è cresciuto come allenatore, è un uomo di Milan e così partiremo. Sono arrivato oggi: non è arrivata alcuna offerta per Reina e per Donnarumma. E’ una coppia equilibrata: un portiere di grande prospettiva e un giocatore che ha fatto tutto nella sua carriera, ricco di esperienza e personalità. Se arriveranno proposte valuteremo: devo capire l’intenzione che hanno i ragazzi. Ho iniziato a parlare coi loro agenti, per ora non c’è nulla. Il piano sul mercato di Gattuso è uguale al mio. Detto questo, dobbiamo capire quello che succederà: cessioni, partenze o arrivi vari, serve un minimo di tempo ma lavoriamo. Prima del mio arrivo c’erano tante trattative in corso, le continuerò io senza problemi: su Kalinic non c’è solo l’Atletico Madrid. Non abbiamo ancora nessun accordo con gli spagnoli. Andrè Silva è diverso da Nikola. E’ giovane e promettente, dobbiamo parlarci e studiare bene la situazione, c’è da prendere una scelta precisa e non dobbiamo sbagliare”.

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