Sulla falsa riga dello scorso anno, il Milan di Pioli ha nuovamente iniziato bene la stagione calcistica 2020 – 2021. Le uniche sconfitte, attualmente, sono giunte dalla Champions League, ma – nonostante questo – contro Liverpool e Atletico i rossoneri hanno dimostrato di avere carattere per essere dei neofiti della competizione. Il problema è che attorno all’avanzata in classifica in Serie A del Diavolo ruotano diversi problemi, come ad esempio i rinnovi e gli infortuni.

Una lunga lista di infortunati

In questa sede ci si occuperà del secondo tema. Sorvolando sulle recenti positività al Covid di Theo e Brahim Diaz, ad oggi il Milan non ha quasi mai giocato con la formazione titolare. Lo scorso anno si propose un problema molto simile. Dopo la partita d’andata contro il Napoli, i rossoneri sono stati costretti ad aspettare la fine dell’anno solare per potere giocare nuovamente con l’11 tipo. Quest’anno la situazione non è cambiata. Un infortunio può certamente capitare, idem due, tuttavia avere ogni giornata tra i cinque i sei indisponibili non è una situazione sostenibile.

La lunga lista di infortuni sta costringendo la squadra a diminuire i periodi di turnover ed il rischio di arrivare senza energie all’inizio del girone di ritorno è molto alto. Ad oggi l’infortunio più grave lo ha subito Mike Maignan. Per un dolore al polso, accusato durante la partita dei rossoneri ad Anfield e poi acuitosi durante le 5 partite successive, il portiere francese ha dovuto subire un intervento in artroscopia. A causa di ciò, dovrà stare fuori da campi per ben due mesi. Pure il terzo portiere del Milan, Alessandro Plizzari, è costretto a stare fuori dai campi a causa di una tendinopatia rotulea. La situazione corrente ha costretto la dirigenza a tutelarsi, acquistando Antonio Mirante, preziosa pedina da poter alternare a Tatarusanu. Porta a parte, attualmente ben altri 14 giocatori hanno già rimediato degli infortuni.

Troppi problemi muscolari

In difesa hanno già accusato dei problemi Davide Calabria, Simon Kjaer, Alessandro Florenzi e Foda Ballo – Tourè (questi ultimi due ancora fuori). Florenzi, jolly tuttofare, ha accusato un problema al menisco, mentre Ballo – Touré alla caviglia (a causa del fallo subito da Soriano contro il Bologna). A centrocampo il Milan è stato orfano di Franck Kessie, infortunatosi ancor prima dell’inizio della Serie A. Hanno avuto problemi anche Junior Messias (problemi al retto femorale), Tiemoué Bakayoko (problema muscolare), Rade Krunic (problema muscolare) e Daniel Maldini (infortunio post convocazione con l’Under 21). Nel reparto offensivo – a parte il caso particolare di Zlatan Ibrahimovic, più esposto agli infortuni a causa dell’età – Olivier Giroud (lombagia), Ante Rebic (problema alla caviglia), Pietro Pellegri (problema muscolare) e Samuel Castillejo (problema muscolare) hanno avuto dei problemi che li hanno costretti a giorni di stop. A ciò si aggiunge un problema ai tendini di Brahim Diaz, che ogni tanto tende ad acuirsi.

Il parere di un esperto

La situazione attuale è quindi insostenibile. Giocare sempre con gli stessi uomini non farà altro che aggravare la situazione. Eccetto gli infortuni frutti di scontri di gioco, il resto dei problemi – com’è stato illustrato – sono di carattere muscolare. La nostra redazione ha quindi chiesto delucidazioni in merito ad una osteopata: “Il calcio predispone al varismo della gambe. Questa forma va a sovraccaricare tanto il menisco, quanto i legamenti. Inoltre la muscolatura dei calciatori non lavora in maniera adeguata, in quanto si crea un angolo sfavorevole nel ginocchio. Tutta la muscolatura interessata va incontro a diverse patologie (es. tendinopatia rotulea)”.

Molte squadre cercano di bilanciare il problema – spiega la professionista – con una preparazione atletica adeguata e con trattamenti di fisioterapia ed osteopatia. Risulta dunque fondamentale il lavoro di prevenzione“. Tuttavia il Milan sembra soffrire particolarmente il problema. Ciò potrebbe ravvisarsi tanto nel giocare troppo spesso quanto in una preparazione atletica non adeguata. I due fattori sono praticamente concorrenti.

Il supervisore delle prestazioni

Resta una domanda: è tutta la preparazione che dev’essere cambiata? I rossoneri non sembrano stanchi in partita, anzi, il loro gioco è caratterizzato da un elevato dinamismo. I ritmi sono spesso alti ed i giocatori tentano spesso la progressione o lo scatto, ottenendo buoni risultati. Quindi non è tutto il lavoro di preparazione da bocciare. Dal canto suo, Pioli, verso la fine di settembre, aveva negato ogni emergenza in tema (probabilmente per tranquillizzare l’ambiente). La società comunque è consapevole di quanto sta accadendo: di recente, infatti, ha ingaggiato – secondo quanto riporta Repubblica – un supervisore delle prestazioni per provare a prevenire il sorgere di nuovi infortuni. La figura sembra essere “nuova” agli occhi degli italiani, ma in realtà esiste già da tempo oltre Manica.

Un secondo osteopata, intervistato dalla nostra redazione, ha aggiunto un ulteriore dettaglio. “È importante considerare anche il terreno dove ci si allena. Un buon campo aiuta a prevenire il rischio infortuni. Comunque il calcio, come ogni sport professionistico, reca con sé dei rischi inevitabili. Il lavoro svolto dallo staff medico di ogni singola società risulta quindi di fondamentale importanza“. A questo punto, la palla passa allo staff medico del Diavolo che – con l’aiuto del supervisore – dovrà cercare di invertire questo trend negativo, per evitare che il Milan verso febbraio – marzo abbia un crollo simile a quello dello scorso anno.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, nel 2021 si laurea in giurisprudenza. Ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore". Attualmente frequenta un master presso la 24OreBusinessSchool.