Milan, hai perso perché hai rinunciato a te stesso

gattuso
Intervenuto in conferenza stampa post gara col Tottenham nella I.C.C., il tecnico rossonero fa il punto sui suoi e sul mercato

E’ un lunedì amaro per il Milan. E’ un lunedì amaro per i milanisti, che ieri sera si sono addormentati pensando alla sciagurata uscita a vuoto di Donnarumma, mentre questa mattina si sono svegliati con l’immagine di Icardi esultante sotto la curva. E’ stato un Derby deludente non tanto per ciò che è successo (perdere contro una squadra come l’Inter non è sicuramente una figuraccia), quanto per ciò che non è successo.

Si dice che rimuginare sul passato non faccia bene, non serva. Probabilmente però riflettere attentamente sulla gara di ieri farà bene al Milan e a Gennaro Gattuso. E allora analizziamo, studiamo: cos’è che non è successo.

Ieri il Milan ha rinunciato. Ha rinunciato a se stesso. Se c’è una cosa che è stata globalmente apprezzata del Milan di Gattuso in questi primi due mesi di campionato è il gioco. I rossoneri hanno intrapreso una strada e l’hanno sempre seguita: bisogna giocare bene a calcio. E fino a ieri il Milan lo aveva fatto, aveva giocato a calcio. Qualche volta bene, qualche volta meno bene, qualche volta fallendo totalmente. L’idea, però, era quella. Come è ovvio che sia ci sono stati degli alti e dei bassi, il Milan è ancora lontano dall’essere una squadra perfetta.

Ieri però tutto ciò è venuto a mancare. Contro l’Inter Gattuso non ha voluto giocare. E a cosa ha portato questa scelta? Ha portato al fatto che il Milan ha calciato per la prima volta verso la porta di Handanovic all’80esimo. Ha portato al fatto che il giocatore più forte dei rossoneri, Higuain, non ha avuto un pallone giocabile. Vedere il Pipita tornare nella propria trequarti per provare a far partire l’azione è stato commovente, ma è una delle foto negative della partita del Milan.

Ieri la palla scottava tra i piedi degli undici rossoneri. C’era paura, c’era timore, non c’erano idee. Pressing poco e fatto male. Il Milan al momento non può permettersi di non giocare. Se si lascia fare la partita agli avversari la difesa va sotto pressione, e in queste prime partite la retroguardia rossonera non è stata una muraglia invalicabile: basta ricordare che la voce “reti inviolate” in campionato è ancora ferma a zero.

Le cose potevano cambiare al 74′, quando Gattuso ha scelto di inserire Cutrone. Quando il giovane attaccante è entrato contro la Roma, ad esempio, il Milan è passato alle due punte. Ieri, però, non è stato così: Cutrone è entrato, ma è rimasto sulla fascia. Parlare a posteriori è facile, ma è evidente quanto la scelta non abbia pagato.

Per finire, come ciliegina sulla torta, lo sterile possesso palla a centrocampo immediatamente prima del gol di Icardi, altra fotografia della partita giocata dal Milan.

Le partite, soprattutto i Derby, si possono anche perdere. Se però non giochi e rinunci a te stesso, alla tua anima, allora hai perso in partenza. E la beffa è dietro l’angolo. O meglio, dietro un’uscita a vuoto.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.