Milan, Gazidis: “Vogliamo giovani talenti in grado di fare la storia, Maldini deve sentirsela al cento per cento”

In questi giorni Ivan Gazidis ha fatto molto parlare di sé, specie dopo le dimissioni di Gattuso e Leonardo, annunciate dopo qualche divergenza a causa della programmazione del mercato. Lo stesso Gazidis, amministratore delegato del Milan, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha trattato diversi punti del mondo rossonero.

Elliott ha salvato il club versando 220 milioni di euro per rifornirlo di capitale e rispondere agli obblighi a fine luglio, altrimenti sarebbe stata bancarotta con rischio retrocessione”.

LEONARDO “Subito dopo abbiamo preso Leonardo, che ringrazierò sempre per il grande lavoro svolto in quelle settimane per risollevare il club. Leo ha deciso di lasciare e vivere nuove sfide Nessun conflitto, ma il massimo riconoscimento per lui e il suo grande sforzo”

GATTUSO “Non ho parole per descriverlo, è un uomo straordinario che ha portato la piena responsabilità della stagione sulle sue spalle. Forse anche troppo. Ha fatto un’analisi e una scelta di grande onestà: non ce la faceva a portare ancora questo peso, ma Rino rimarrà un amico del club per sempre. Non lo conoscevo prima, ho un enorme rispetto per lui“.

CAMPOS “Io non ho mai pensato a Campos, è un dirigente del Lille, dove sta facendo bene, e non verrà al Milan. Io quello che la stampa voleva far fare a Campos, lo voglio far fare a Maldini. Vorrei davvero che Paolo restasse con noi e mi aiutasse in questa grande sfida con un ruolo sempre più centrale e importante. Lo ammiro immensamente. Lui rappresenta i valori e la cultura del club. Vedi Maldini e vedi il Milan. Lui è l’ideale per gestire l’area tecnica. Avrebbe intorno uno staff all’altezza. Non un ruolo di facciata, ma assolutamente centrale nelle scelte tecniche. Non gli chiedo di fare tutto da solo. Si lavora in gruppo, sarà supportato ed aiutato, può darci tantissimo. E’ stata una stagione logorante per tutti e anche Paolo ha chiesto tempo per riflettere e capire se ha l’energia giusta per ripartire con questo progetto difficile, arduo, che richiede il massimo impegno e che va sposato totalmente. Deve sentirsela al 100 per 100. Questa è la condizione per chiunque voglia venire al Milan. Ma nel caso di Maldini non deve venire al Milan, lui è il Milan. Non voglio pensare ad altri profili diversi rispetto a Maldini, aspetto la decisione di Paolo: poi prenderemo tecnico e giocatori”.

NUOVO ALLENATORE “Sarà scelto con cura: non importa l’età o la nazionalità, importa che sia adatto a ciò che vogliamo fare e costruire. La scelta del tecnico, con l’aiuto spero di Maldini, sarà fatta con calma, studiando ogni particolare: storia, personalità, profilo, risultati, statistiche. Non vogliamo sbagliare nulla”.

ELLIOTT “La visione della proprietà è chiara: togliere dal Milan le zavorre finanziarie e rimetterlo nella giusta direzione, facendolo crescere e rendendolo un club moderno. Elliott non ha mai posto un termine temporale, non abbiamo una dead line e non faccio promesse di accorciare i tempi. Chi cerca un demiurgo che schioccando le dita e aprendo i rubinetti economici, risolva tutto, non lo troverà qui. Di illusioni e bugie ce ne sono già state abbastanza. La storia delle belle promesse non mantenute è finita. Siamo al Milan per assicuragli un futuro nei vertici mondiali, con un percorso serio, realistico. Non significa non sognare, significa lavorare duramente per rendere i sogni realtà. 
Tre sono i punti fondamentali: 
1) riorganizzazione economica, con la capacità di generare profitti e reinvestirli; 
2) aumentare la qualità della squadra, riportandola al top del calcio italiano ed europeo; 
3) Trovare le giuste soluzioni per lo stadio. Che sia San Siro o un nuovo impianto, dovrà essere invidiato nel mondo. 
Credo ciecamente in questo progetto, abbiamo una lunga e stimolante partita da giocare e sono sicuro che la vinceremo”.

MERCATO “Abbiamo grandi sfide davanti e la volontà di giocare stabilmente in Europa, ma nel rispetto del Financial Fair Play e dei paletti esistenti. Saltare le regole cercando un improbabile ‘All in’ come se fossimo a un tavolo di poker non solo è rischioso, è sbagliato, perché dietro un presunto godimento del momento c’è il baratro. L’obiettivo delle prossime stagioni è crescere nel rispetto del FFP e portare al Milan giocatori di qualità che crescano col club mostrando il loro valore e diventando l’orgoglio dei tifosi. Non compreremo giovani talenti per rivenderli, ma perché restino e facciano la storia futura del Milan. Ci sarà il giusto bilanciamento tra giovani di qualità e giocatori che abbiano leadership ed esperienza. Ma la nostra strategia non è investire in giocatori Top o che lo sono già stati, ma in chi può diventarlo con la nostra maglia. Non bruceremo i nostri fondi per una sola stagione nel presente, ma vogliamo costruirci il futuro: una generazione di calciatori forti che crescano velocemente insieme al club. Gente che abbia entusiasmo e sia pronta alla sfida”.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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