Milan, Gattuso: “Sappiamo che è difficile, sarei ipocrita a dire altro”

Gennaro Ivan Gattuso, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa in vista del match di EL contro l’Arsenal. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com:

Sulle sue sensazioni sulla gara di domani: “Sappiamo di poter fare molto meglio rispetto all’andata, siamo orgogliosi di poter giocare in uno stadio così bello contro una grandissima squadra. Siamo un po’ stanchi, ma dobbiamo provarci, fare una buona partita e provarci”.

Sull’eventuale titolarità di André Silva domani: “Vediamo. Per voi è rinato perché ha fatto gol, ma da parte mia ha avuto pochissimo spazio. È giovane, ma a tratti ha fatto vedere cosa può fare, bisogna aspettarlo in un calcio totalmente diverso. Deve iniziare a capire qual è la sua forza, la cultura del lavoro. Tante volte becchi giovani lavativi, lui invece è molto disponibile e a volte può essere un difetto. Deve ascoltare, capire, e non fare tanto al chilo”.

Sulla difficoltà di rimontare un 2-0 casalingo: “Siamo nati pronti. Sappiamo che è difficile, sarei ipocrita a dire altro. Nel calcio, nello sport, la cosa più bella è provare a ribaltare i pronostici. Non siamo venuti qui a fare una scampagnata, sappiamo che per noi sarà difficile: a San Siro ci hanno messo in grandissima difficoltà. Sapevamo di affrontare una squadra di qualità: non l’abbiamo sottovalutati, sono stati solo più bravi di noi. Domani proveremo a fare una partita diversa”.

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Sull’andata: “Io non sono uno che parla tantissimo. Già stresso troppo i giocatori durante i novanta minuti, non posso mettermi a parlare anche quando devono rilassarsi. È un dato di fatto quando dico che l’esperienza non si compra al supermercato. Quando affronti una squadra del livello dell’Arsenal le difficoltà possono venire fuori. E ci può stare una partita sottotono, però dobbiamo capire cosa abbiamo sbagliato. Domani non abbiamo nulla da perdere”.

Su Mkhitaryan e Ozil: “Sono giocatori tecnici, che possono giocare in tutte le posizioni. Quando Mkhitaryan gioca esterno può creare superiorità numerica: da quando è arrivato in Inghilterra è cresciuto, mette più forza e non gioca solo di tecnico, lo vedo migliorato anche in velocità”.

Ancora sulla gara di domani: “Ci proviamo, è il nostro sogno. Poi la realtà è che bisogna fare una partita perfetta, senza commettere errori. Creiamo tanto, ma non siamo una squadra che finalizza tutto quello che crea: facciamo ancora fatica a fare gol, arriviamo con facilità negli ultimi venti metri ma dopo non riusciamo a finalizzare tutto. Forse da un po’ di partite a questa parte dobbiamo migliorare sull’aspetto di giocare più in verticale. Nelle ultime 3-4 partite stiamo verticalizzando molto meno”.

Su Wilshere: “Lo ricordo quando nel 2012 venni a fare un torneo, può giocare in qualsiasi campionato: ha velocità e tecnica, fa andare veloce il pallone. Quando gli arriva la palla sa dove metterla, può giocare mezza punta o vertice basso. Ha avuto problemi fisici, ma può dare ancora tantissimo. Non so come finirà, ma è un giocatore che ho sempre apprezzato. Un po’ anomalo, con la cattiveria degli inglesi e la tecnica degli spagnoli”.

Su Abate e Calabria: “Ci mancano Abate e Calabria: Ignazio sentiva fastidio al polpaccio, abbiamo fatto la risonanza e l’edema non l’ha smaltito. Davide pensavamo che fosse qualcosa di più semplice ma ancora non riesce a lavorare, ha fastidio. Sono due giocatori importanti per noi. Un po’ di stanchezza c’è, quando ne parlo è perché confronto i dati sull’allenamento con continuità dei ragazzi. Penso che dopo Genova qualcosa abbiamo pagato: si sapeva, domani vedremo chi starà meglio e se qualcuno potrà respirare. Non deve essere un alibi: ho giocatori forti e che possono giocare in qualsiasi momento”.

Sulla titolarità di Donnarumma domani: “Sì, non ha alcun problema“.

Sul futuro di Gigio: “Io con lui parlo tutti i giorni, è uno dei pochi con cui bevo il caffè. In questi mesi gli sono stato sempre vicino, non dimentichiamo certe storielle. Non dobbiamo dimenticare che è un ragazzo giovane. I miei portieri sono Gigio, Antonio e Storari: parlo di loro. Quando arriverà chi deve arrivare ne parlerò. Ho parlato con Gigio: per l’età che ha, gli va fatta sentire bene la vicinanza. Il mio lavoro è questo, non gli sto a spiegare perché la società ha fatto certe cose in un determinato frangente. Deve pensare a giocare, se pensa ad altro la cagata è dietro l’angolo”.

Su Kalinic e sui pochi goal dell’attacco rossonero: “Col lavoro. Bisogna riuscire ad arrivare lì davanti in modo frequente, dandogli la possibilità di tirare, bisogna arrivare lì con continuità. Abbiamo tre attaccanti, sono tre punte centrali, Kalinic e Silva molto simili, mentre Cutrone un po’ diverso. Nikola si muove molto bene, deve prendere fiducia e fare gol: agli attaccanti interessa buttarla dentro. Si alimentano di gol, dobbiamo essere bravi a riuscire a mandare in gol tutti e tre. In questo momento le partite a disposizione ci sono, la cosa che mi piace di più di Nikola e del suo rapporto coi compagni è che nei momenti di difficoltà ho toccato con mano una squadra che si è messa a disposizione. È successo anche con Silva, e con altri giocatori che erano un po’ in depressione. Vuol dire che stiamo creando qualcosa di importante. Dobbiamo aiutarli”.

Sul trionfo del Siviglia a Manchester: “Sì, anche se non ho sentito Vincenzo. Sono contento per lui e per il suo staff, è una vittoria meritata, grandissima a livello tecnico-tattico. Al Siviglia ci assomigliamo un po’. Però dobbiamo stare attenti: ieri il Manchester non ha giocato la sua miglior partita, noi dobbiamo stare attenti ai nostri avversari. Mi auguro che possa succedere quello che è successo ieri a Siviglia”.

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Su Calhanoglu: “L’ho visto bene. La stanchezza non dipende solo dal fatto che uno corre. La stanchezza deriva anche da quello che stiamo facendo in questi mesi: il fatto di scendere in campo pensando di non poter sbagliare dà tensione. E la tensione porta tantissima stanchezza: non pensate che dipenda solo da quanto si gioca. A volte più si gioca e più ci si sente forti. Poi magari è giusto riposare per un po’ di turnover, o fare del lavoro diverso, ma tante volte ci si dimentica che stiamo spendendo tanto anche a livello mentale, non solo fisico. Di Hakan sono contento. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a quello delle prime 6-7 partite in questo momento sta facendo qualcosa in meno, ma sta aiutando la squadra. Da lui mi aspetto di più: anche a Genova ha avuto due occasioni. Coi piedi che ha, quelle occasioni devono diventare gol: fa parte del suo DNA; del suo bagaglio calcistico”.

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Due cose ha in comune con Buffon: la data di nascita e la passione per il calcio. Da sempre tifoso del Milan, è un amante del calcio anni '60: a volte intervista Di Stefano e Pelé, poi si sveglia.