Il tecnico del Milan, Gennaor Gattuso, ha parlato nella classica conferenza della vigilia di partita che in questo caso vedrà confrontarsi i rossoneri con la Juventus nel match valido per la Supercoppa Italiana.

Di seguito le sue parole: “Higuain? Mi baso su come vive il gruppo, su come sta a contatto con lo staff. Ci sono tantissime voci. Si sta allenando bene con i compagni, è a disposizione. Vediamo se gioca o no. Vediamo cosa vuole fare e come sistemare questa questione. Come vivo la vigilia da allenatore? Quelle da giocatore erano diverse. Sono sereno. Giochiamo con una squadra che sono 8 anni che la fa da padrona. A noi ci fanno bene queste partite. Venire qua e giocarsi un trofeo è sempre importante, si tocca con mano. Dobbiamo giocare la nostra partita, con spensieratezza. Nel calcio non vince la squadra più forte. Vedo i ragazzi tranquilli e dobbiamo fare una grande prova per battere la Juve. Se gioca Higuain? Lo faccio giocare perché lo vedo bene, sereno. O è un grandissimo attore, ma lo vedo dentro il progetto. Sta sempre a scherzare, è una radio. Non si ferma mai. Dopo la partita di campionato contro la Juve, qualcosa è successo nella sua testa. Vediamo domani. Far cambiare l’idea a un atleta non è facile. Io devo pensare a mettere la miglior squadra in campo e a sfruttare le loro caratteristiche. A me non ha detto che vuole andare via e lo sto ancora aspettando. Paquetà? Sta bene fisicamente, è a disposizione. Non ha nessun problema fisico. Ha già fatto vedere cose importanti in coppa Italia. Ha margini di miglioramento e vedremo se giocherà dall’inizio o meno.

La mentalità di domani? Voglio vedere lo spirito della partita di Torino contro di loro o l’inizio della finale di Coppa Italia. Voglio vedere una squadra che gioca per 95 minuti senza paura. Dobbiamo metterci quello spirito visto tantissime volte. Ci vogliono voglia e compattezza e giocare a viso aperto. Domani ci giochiamo un trofeo. Non stiamo qui a fare calcoli. Cutrone? Sono contento della doppietta, ma lui scalpita da sempre. Ha il fuoco dentro. E’ un giocatore che ci teniamo stretti. Quando uno entra a gara in corso, ci fa fare il salto di qualità. Ce lo coccoliamo. Quando non gioca è scontento. Bisogna fargli capire tante cose, bisogna stargli dietro e sta crecendo. La possibile partenza di Higuain e se io possa rimanerci male? Non conta nulla. La cosa più importante e corretta sarebbe parlare della partita di domani. Non ci rimango male, anche io ho fatto il calciatore per tanti anni. Ognuno di noi è diverso e non possiamo giudicare il ragionamento di una singola persona. In base a come stai mentalmente, vedi le cose. Voglio godermi la finale e vedremo cosa succederà”.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.