Milan, Gattuso: “Diamo il meglio quando siamo in difficoltà. Perplessità sugli infortuni”

Gattuso

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan, ha parlato a Milan Tv del momento dei rossoneri a partire dalla situazione infortuni: “Quando ci sono degli infortunati è giusto che se ne parli. È un qualcosa che ci può far crescere e migliorare, perché se abbiamo sbagliato qualcosa lo stiamo valutando. L’anomalia più grande è che ci sono tre giocatori con lo stesso problema a livello tendineo e tutti nello stesso reparto. È quello che lascia un po’ perplessi. Detto questo, ho visto una squadra che si è ricompattata. Ho visto che i giocatori tornati dalle nazionali erano carichi al punto giusto. Son contento per come abbiamo giocato a livello di quantità e qualità. I primi 10 minuti abbiamo faticato, ma poi la squadra è uscita fuori”.

Sulla forza di questa squadra: “È un Milan che non muore mai, nei momenti di difficoltà, quando tutti ci danno per morti, riusciamo a tirar fuori buone prestazioni. Dobbiamo continuare così. Dobbiamo mettere da parte la paura, se riusciamo a giocare liberi di testa e di gambe possiamo dare tanto”.

Sulla crescita di diversi giocatori: “È la testimonianza che abbiamo fatto un lavoro importante quest’estate. Non è un caso che alla lunga i giocatori riescano a tenere. Anche i giocatori come Calabria, che è riuscito a giocare 95 minuti con grande continuità. Abate ha una dote, che è la velocità, che gli permette di recuperare. Non è stato un caso che ieri l’abbiamo provato in quella posizione. Abbiamo anche Simic, a cui verrà data una possibilità, ma va messo nelle condizioni di giocare al meglio. Anche Borini ha fatto i primi 10 minuti in modo imbarazzante, ma poi ne è uscito fuori”.

Su Conti: “Prima del nostro gol stavo pensando di cambiare Calabria e Borini per far entrare Laxalt e Conti. Questo dimostra che sta iniziando a stare bene. Deve migliorare nell’uno contro uno, ma sta migliorando”.

Su Higuain: “Giocherà giovedì. Speriamo che anche Patrick recupererà, proveremo a giocare con due punte. Dobbiamo vincere a tutti i costi e fare meno fatica possibile. Pipita l’ho visto tranquillo in questi giorni, sta lavorando con grande serietà. Anche oggi si è allenato nonostante il giorno di riposo”.

Sui tanti giocatori presenti ad allenamento, nonostante la giornata di riposo: “Il fatto che il 60-70% dei giocatori fosse presente oggi a Milanello dimostra la mentalità e il senso di appartenenza di questi ragazzi. Senza questi valori non saremmo riusciti a fare prestazioni così”.

Sulle partite rimanenti prima della sosta: “Non dobbiamo stare a pensare quante partite mancano. Dobbiamo sbagliare il meno possibile, recuperando le energie e vedendo dove arriveremo prima della sosta”.

Sul bilancio dopo un anno: “Se non ricordo bene ero andato a fare visita ai carcerati di San Vittore quando l’ho saputo. Mi sembra sia passato più di un anno. Per me è un grandissimo orgoglio. È il quinto anno che faccio questo lavoro. Per me è un sogno, mi sento a mio agio nonostante le difficoltà. Tutto quello che faccio lo faccio con grande voglia e passione. Nei momenti di difficoltà ho sempre pensato che sono un privilegiato e lo so bene perché ho provato ad allenare tra i professionisti ma in ben altre condizioni”.

Se l’esperienze passate lo aiutano nel mestiere da allenatore: “Tantissimo. Mi ha aiutato nelle dinamiche di spogliatoio la mia esperienza da calciatore. Fare l’allenatore, però, è tutta un’altra cosa”.

Sull’essere uno dei primi allenatori per media-punti in Serie A: “Sono numeri, il problema è che si fa presto ad abbassare la media. Io non guardo al passato, però. Dobbiamo stare sul pezzo. Sicuramente c’è qualcosa di positivo, ma già da giovedì io e la mia squadra verremo giudicati di nuovo. Non mi piace guardare indietro, ma guardare in avanti e migliorare giorno dopo giorno”.

Sul momento più bello da allenatore del Milan: “Quando abbiamo passato una settimana intera a Roma. La vittoria con la Roma in campionato e la semifinale di Coppa Italia vinta ai rigori contro la Lazio. Siamo stati a Roma 7-8 giorni insieme, abbiamo giocato e abbiamo lavorato. È stata una settimana bellissima”.

Sul momento che vorrebbe cambiare: “La finale di Coppa Italia con la Juve. Loro erano un po’ in difficoltà e sinceramente ci avevo fatto il pensierino, anche se non stavamo al massimo nemmeno noi. La Juve quel giorno ha fatto una prestazione incredibile e abbiamo commesso qualche errore noi. Quella vittoria ci avrebbe aiutato a livello di mentalità in questo momento storico”.

Se si sente un trascinatore:
“Non mi piace essere considerato come tale. Io devo essere bravo, insieme al mio staff, a preparare bene le partite e a far commettere meno errori possibili ai nostri giocatori. Non mi piace quando vengo considerato un leader, un trascinatore. I giocatori devono essere i leader. Io voglio dare le informazioni corrette a loro per farli rendere al meglio”.

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