Marco Fassone, amministratore delegato del Milan, ha parlato in conferenza stampa in occasione della presentazione del libro del giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo “La fine del calcio italiano”.

Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: “Milan e Inter sono una delle risposte che Marco si pone nel suo libro. Per anni sono stati emblema di una città straordinaria e specchio di successi internazionali, grazie anche alle famiglie Berlusconi e Moratti.

La Juventus si basa su una delle famiglie più longeve del nostro calcio. Un modello che ha caratterizzato la storia del nostro calcio per un secolo. Un modello vincente. Le milanesi invece sono andate incontro a cambiamenti importanti con nuove proprietà internazionali.

Questo passaggio impone cambiamenti di business e gestione che necessitano di tempo. Il Milan si affaccia a un nuovo cambiamento molto faticoso. La Juventus vince da sette anni, una corsa fantastica nell’ottica del club bianconero, meno però dal punto di vista del calcio italiano. Milan e Inter sono ancora lontane. I bianconeri hanno un fatturato doppio rispetto alle milanesi. Sono stati molto bravi. Ora seguiremo le cose buone che hanno fatto loro, guardando al sistema e non soltanto alle individualità”.

Sulle seconde squadre: “C’è un settore giovanile a cui è riservata un’attenzione particolare. In prima squadra arrivano tanti ragazzi dalle giovanili, siamo tra i primi a farlo in Italia.

Cerchiamo di produrre calciatori forti per portarli in prima squadra. La Juventus è tra i più grandi fautori, ma noi siamo pronti. La seconda squadra permette a tanti giocatori di essere convogliati tra i grandi. Non sapremo se già adesso riusciremo a entrare in Lega Pro, ma ci proveremo sicuramente”.

Sul nuovo stadio: “Se torniamo un attimo indietro, ci sono stati eventi che hanno messo in crisi il nostro calcio, anche dal punto di vista delle strutture. Uno è Calciopoli, l’altro è la non assegnazione degli Europei all’Italia nel 2012. Tutto questo ha rallentato i processi. La Juve anche qui è stata brava a bruciare i tempi e ancora adesso ne sta beneficiando.

È un fattore che accresce notevolmente il fatturato, quindi va fatto e anche in fretta. Milano sta vivendo un periodo storico brillante e per questo si potrebbero anche pensare due stadi di proprietà. L’Inter probabilmente ha le idee più chiare in quanto studia il tutto da più tempo.

Un progetto congiunto porterebbe a non avere una vera casa, ma San Siro ha una storia bella e importante. Parlando dei tempi, tra il 2022 e il 2023 si potrebbe disporre di un impianto riammodernato per entrambi i club milanesi”.

Sui diritti TV: “Il valore assoluto dei diritti tv di casa nostra fa scattare un campanello d’allarme. Siamo stati superati da tutti i nostri competitor. Al momento siamo la Cenerentola d’Europa in questo senso.

Speriamo di essere smentiti domani. Il prodotto calcio offerto negli ultimi anni poteva essere certamente migliore, forse per il dominio della Juventus, o per la scomparsa di campioni.

In seguito aggiungo l’impossibilità d’inserimento da parte di un’azienda di telecomunicazioni diversa, come successo in altri Paesi. Sull’aspetto gestionale è un successo aver modificato la struttura della Lega più manageriale. Così si va in una direzione migliore che ci aiuterà a crescere”.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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