L’amministratore delegato del Milan Marco Fassone ha tenuto un lungo discorso al workshop rossonero, organizzato al Forte Village in Sardegna. Tante le sue parole, di seguito riportato quanto raccolto da MilanNews.it.

MENTALITA’ – “Una delle caratteristiche del Milan di quest’anno è stata la capacità di non morire mai, Vincenzo Montella ha saputo trasferire alla squadra il modo di potare a termine le partite indomito, quante volte abbiamo recuperato in inferiorità numerica, quando nessuno se l’aspettava più, in condizioni svantaggiate, quante volte le abbiamo ribaltate le partite. Una stagione complicata e di transizione, difficile da gestire, dimostrare che questa mentalità è parte di noi, saper lottare tutti insieme è un viatico anche per l’altra parte della società, quella portata a trovare risultati economici, di marketing e dei risultati dirigenziali. Un primo passo del Milan che verrà lo dobbiamo al nostro allenatore“.

TEAM – “Sviluppiamo il concetto di “essere un team”. Siamo qui al workshop con sponsor e media, siamo una squadra e lavoriamo insieme per raggiungere un obiettivo comune. Camminare fianco a fianco in modo reciproco, per comprendere i reciproci obiettivi e difficoltà, questo spirito lo vedrete in campo e fuori dal campo“.

FUTURO – “Ci concentreremo sul futuro, senza pensare al passato, abbiamo pensato di raccontarvi il Milan che verrà, parlando di visione e dove vogliamo arrivare insieme, sono molto fiducioso che il Milan possa fare questo passaggio importante, lo ero prima di arrivare al Milan, l’ho fatto nei 6-7 mesi precedenti come advisor dei nuovi azionisti, studiando e analizzando dall’esterno senza interferire con la gestione della società, e lo sono ancora di più da metà aprile quando ho conosciuto tutti“.

QUALITA’ – “Il Milan è un grande club, dalle potenzialità enormi, un club internazionale, la squadra italiana che ha vinto più di tutti all’estero, gli scenari che ci aspettano sono positivi e per tornare grandi prima possibile bisogna innescare un circolo virtuoso in cui la qualità del prodotto genera tutto. Mirabelli e Montella stanno lavorando a questo“.

FATTURATO – “Poi c’è l’altro aspetto, quello che riguarda tutti noi, una società è impregnata sul fatto che deve riuscire a mettere a punto un volano economico che permetta di essere competitivi con altri club che oggi hanno più ricavi rispetto ai nostri. Anche in Italia abbiamo perso terreno, eravamo i numeri uno e avevamo un fatturato molto simile a quello di altri club ma negli ultimi anni la Juve ha raddoppiato il nostro fatturato, non abbiamo tempo da perdere e dobbiamo andare a prenderla prima possibile. I ricavi derivati dai diritti tv sono molto importanti, bisogna valorizzare il nostro campionato all’estero, ed è lì che stiamo andando a guardare, il beneficio non sarà solo del Milan ma di tutto il campionato, bisogna riportare i campioni in Italia“.

STADIO – “La seconda parte riguarda gli stadi in generale. Non posso nascondere che lo stadio è la prima cosa che guardano le proprietà straniere, San Siro non si è modernizzato all’interno, mancano tutte le cose che si trovano in Inghilterra e Germania, ovvero la casa del club. I ragionamenti sulla casa del Milan ci sono, ci vuole tempo, ma si può lavorare bene anche su San Siro e questo può aiutarci. Per riempire San Siro bisogna migliorare gli orari in modo che la gente possa affluire allo stadio, bisogna tornare a far battere il cuore ai tifosi, dare una speranza di un Milan di nuovo competitivo. Bastano delle scintille che cercheremo di attivare“.

CINA – “Il terzo aspetto coinvolge i mercati cinesi e rappresentano per tutti una nuova opportunità. Quando sono stato chiamato dagli azionisti del Milan e mi hanno raccontato la loro visione nell’acquistare il Milan, quel briciolo di scetticismo lo avevo anche io, i primi mesi ho ascoltato e ho cercato di imparare poi col tempo ho metabolizzato la loro idea“.

GROSSA SPESA – “L’acquisto del Milan da parte di Mr. Li è l’acquisto più importante in Europa dopo il Manchester United, con differenze finanziarie, investimenti che superano il miliardo di euro. Vuol dire che nel loro immaginario c’è l’idea che possa avere un valore molto più alto di questo in un tempo ragionevole.  Lo fanno perché sono straconvinti che soltanto una proprietà locale in un mercato cinese possa far fare quel salto culturale che noi europei facciamo fatica a fare. Questa per me è la quinta società e tutti mi chiedevano di andare a fare qualcosa in quei mercati, la mentalità occidentale prevede di andare la, mettere i nostri uffici e cerchiamo di vedere qualcosa ai cinesi. Abbiamo provato a percorre li, il nostro know how, ma non funziona con loro, sono abituati diversamente, loro vogliono lavorare insieme a noi. Il mio sentimento nell’ascoltare i loro progetti che hanno, mi lasciano confidente che questa parte qui del Milan così innovativa che qualcuno può spaventarsi, è invece la parte più bella“.

COMPETITIVI – “La proprietà per sostenere la nostra crescita ha deciso di aumentare la parte di investimenti ancora prima che si inneschi il volano del ciclo virtuoso del Milan laggiù. Per questo abbiamo la possibilità di costruire  una squadra competitiva sul campo, anche quando i ricavi non ci sono ancora, ed è una mentalità opposta rispetto a quella tradizionale, in cui si dice: “prima di fare l’investimento tiriamo su i ricavi con prudenza”. Qui invece è l’opposto e mi rende fiducioso sul futuro della società. Ho trascorso in Cina un pò di tempo,  hanno dimensioni totalmente diverse rispetto alla nostra, ci sono modi diversi all’interno dello stesso paese, i numeri ti sbalzano in un percorso diverso rispetto alle nostre abitudini“.

PROGETTO – “Questo progetto di crescita calcistica ed economica del club lo porta ad essere un progetto importante. Pensate che in Cina ancora oggi il Milan è il secondo club per numeri di tifosi dopo Real, loro girano in città con maglia del Milan, c’è amore per il Milan ma bisogna rimetterlo in pista. Abbiamo dei compagni di viaggio che considerano il Milan il vero partner in cui investire, il futuro che ci attende è un bel futuro in cui lavorare insieme, con le vostre aziende, vi assicuro che il lavorare insieme, l’essere un team, una squadra,  non è solo ha slogan, ma la filosofia in cui giorno per giorno cercheremo di stare al vostro fianco“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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