Alessandro Costacurta, ex bandiera del Milan ed attuale opinionista di SkySport, ha rilasciato la seguente intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ricordando le finali disputate con la squadra rossonera a Vienna, luogo che questa sera inaugurerà il cammino del Milan nell’Europa League: “La finale del ’90? Magnifico, grande tensione ed entusiasmo e l’impianto era bellissimo. Decisamente più avanti del Camp Nou: spogliatoi fantastici, campo stupendo, tutto nuovo ed elegante.

Al Camp Nou sentivi l’odore di umidità, mentre il Prater è un salotto che amo, e che ricalca la città: eleganza non ostentata ma visibile. Coppa meno sentita delle altre dai tifosi? E’ vero, e vale anche per noi giocatori. Io per esempio metto sul podio il 4-0 con la Steaua e la vittoria sulla Juve. Perché? Semplice, giocammo male e arrivavamo da un campionato in cui era molto forte la delusione per uno scudetto buttato via.

Contro il Benfica meritammo, ma non giocammo da Milan. Con la meravigliosa sfida dell’anno prima a Barcellona contro la Steaua il confronto è impietoso, a livello emotivo e di gioco. Era un Milan solido, ma con giocatori inconsapevolmente un po’ svuotati, sfilacciati.

Se è corretto dire che nel ‘95 l’Ajax chiuse un’era milanista? Sì, loro erano più forti e avevano un’organizzazione tutta nuova. Giù il cappello. Per noi si stava chiudendo un ciclo, ma allo stesso tempo ne stavamo aprendo un altro”. A riportare la suddetta intervista è la redazione di Calciomercato.com.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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