Milan, cinque cambiamenti di Pioli che colpevolizzano Giampaolo

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Fonte: MilanLive

In occasione dell’ultima sosta di campionato, il Milan aveva esonerato Marco Giampaolo ed incaricato Stefano Pioli della gestione della prima squadra. L’ex allenatore di Lazio, Fiorentina e Bologna ha collezionato una vittoria, un pareggio e tre sconfitte. Il Diavolo deve guardare alla classifica, vero, ma la mano del nuovo tecnico ha apportato diversi cambiamenti positivi rispetto la vecchia gestione.

Regole inderogabili

Innanzi tutto, Pioli ha posto fine alle sperimentazioni, perchè una squadra come il Milan di adesso, confusa e giovane, ha bisogno di stabilità. La sua idea di gioco è chiara: valorizzazione dei terzini e delle ali e verticalizzazioni rapide. Forzare giocatori in ruoli che non erano di loro competenza si è dunque rivelata una scelta sbagliata, con tanta amarezza di chi sognava di nuovo un Milan che giocasse con il trequartista.

Lo stesso ha inoltre fissato dei capisaldi del modulo, che, di conseguenza, può variare solo in minima parte. Di certo, vi deve essere un regista che pone ordine a centrocampo e una singola punta che – in teoria – deve finalizzare la fase offensiva.

Maggiore impiego dei nuovi

Inoltre, Pioli ha iniziato ad impiegare con più frequenza gli acquisti fatti duranti il mercato estivo. Per intenderci, si tratta degli stessi che con Giampaolo restavano quasi sempre sempre in panchina. Si sono finalmente visti così Duarte e Krunic (quest’ultimo più positivo rispetto il primo).

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Rade Krunic, centrocampista dell’Empoli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Ed anche Ismael Bennacer sta iniziando a trovare – con maggiore stabilità e continuità – il suo spazio in cabina di regia, seppur debba esser ancora limato il numero di falli da commettere a centrocampo.

Il ruolo di Leao

Pioli ha anche dato un ruolo ben preciso a Leao: il portoghese è una punta, questione chiusa. Difficilmente dunque lo vedremo esterno o seconda punta. Egli è inoltre il ‘rivale‘ naturale di Piatek per un posto da titolare. Questo dualismo sembra sano già il solo fatto di spronare – almeno in teoria – i due a fare di meglio per giocarsi la maglia da titolare.

Leao, però, deve iniziare a maturare mentalmente, onde evitare di ripetere i gesti leziosi commessi contro la Lazio, quando i rossoneri erano in svantaggio.

Theo Hernandez titolare inamovibile

Giungiamo così all’acquisto più importante del mercato estivo, quello di Theo Hernandez. Il terzino ex Real Madrid, attualmente, è uno dei capisaldi del 4-3-3 di Pioli. Con il nuovo allenatore, Theo è già andato due volte in goal e si è imposto sulla fascia che, sotto Giampaolo, doveva giocarsi con Rodriguez.

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Ormai è fatta: Theo Hernandez sarà della Real Sociedad

La sua fase offensiva è pressoché impeccabile, sia come spinta, sia come capacità di inserirsi, crossa o concludere; la sua velocità ovviamente lo aiuta. E con il passare tempo, probabilmente, colmerà anche le lacune in fase difensiva.

Questione di tempo ed ordine

Ultimo, ma non per importanza: l’ordine. Prescindendo dalla tattica o dall’impiego dei singoli, è innegabile che Pioli abbia portato ordine nello spogliatoio, rasserenando la squadra (si pensi ai presunti passati attriti tra Paquetà e Giampaolo) e dando al gruppo un’anima. Certo, ancora c’è molto da lavorare (si pensi a Calabria o Suso), ma i segnali che il vento sta cambiando ci sono tutti.

Contro la Juventus, contro la Lazio, contro la Roma, il Milan ha sempre provato a giocarsela, andando a concludere in porta, provando a costruire e ad essere pericoloso. Non si è vista mancanza di coesione in campo come contro la Fiorentina o contro l’Udinese.

Il quarto posto sembra già troppo lontano, ma questi risultati non possono e non devono portare ad un ulteriore cambio in panchina. Il Milan per il suo bene deve proseguire con Pioli, perchè un’ulteriore scossa di assestamento potrebbe far crollare tutto definitivamente.

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.

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