Milan, Calhanoglu: “Gattuso mi ha reso più forte. Bacio alla maglia? D’ora in poi farò così”

Calhanoglu

Alla vigilia del big match tra Juventus e Milan, in programma domani alle ore 20:45, il centrocampista rossonero Hakan Calhanoglu ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Ecco quanto evidenziato da Calciomercato.com:

Sul bacio alla maglia: “Dopo il gol al Chievo ho baciato la maglia del Milan: d’ora in poi farò così. È stato il mio primo bacio, non lo avevo mai fatto in Germania, né con l’Amburgo, né con il Bayer Leverkusen. Se con la Juve lo rifarò?Speriamo, la mia fiducia cresce, mi sento bene, in campo e fuori. Nei mesi scorsi abbiamo giocato buone partite, ma i match importanti arrivano ora, la Juve e subito dopo l’Inter. Dobbiamo vincere, non è importante se segno io”.

Sulla sua specialità, il calcio di punizione: “È anche una questione di pressione. “Punizione” è forse la prima parola d’italiano che ho imparato. Tutti a dirmi: “Hakan segni, Hakan segni”. Ma conosco le mie statistiche, in Germania avrò fatto 15 gol, gli avversari cercavano di non fare fallo sennò io segnavo”.

Sullo Juventus Stadium e la Juventus: “Ma io ho già giocato al Camp Nou e credo che San Siro pieno sia più o meno simile. In ogni caso noi dobbiamo giocare da squadra, se lo facciamo possiamo vincere anche contro di loro. La Juve è una squadra importante, che ha giocato due finali di Champions, e ha grandi attaccanti, dovremo stare attenti a Higuain, Pjanic, Dybala. Noi oi dobbiamo pensare a noi, con Gattuso abbiamo imparato a giocare da squadra e mostrato le nostre qualità”.

Calhanoglu si chiede poi perché la squadra non abbia mostrato sempre lo stesso atteggiamento: “Ce lo siamo chiesti spesso: perché? C’erano nuovi giocatori, nuove facce, nuovi caratteri. Ci vuole tempo per metterli assieme e farli diventare amici. Per esempio, ora io so come giocano Suso e Bonaventura, li conosco, capisco i loro movimenti. Nel calcio è così, gli allenatori vanno e vengono, e ciascuno ha i suoi metodi, la sua filosofia, il suo sistema di gioco, magari cambiano anche piccole cose e un giocatore si trova meglio o peggio; è come con gli insegnanti, uno ha un modo diverso di spiegare e tu lo capisci di più”.

Sulla posizione in campo e mister Gattuso: “Beh, sulla sinistra avevo già giocato nel Leverkusen e mi trovo molto bene, riesco a comunicare bene con Rodriguez e Jack. Gattuso ci spinge a dare il 101% in tutti gli allenamenti e questo ci piace. La squadra ha anche iniziato a giocare bene. Per quanto mi riguarda, mi ha aiutato moltissimo, mi ha parlato e mi ha fatto sentire la sua fiducia. Mi ha detto che avevo la testa piena e dovevo liberarla, pensando solo a giocare. Mentalmente mi ha reso più forte. Ma non solo lui, tutto il suo staff ha creato una bellissima atmosfera a Milanello. Ci piace allenarci. Anche i compagni, Mirabelli e Fassone mi hanno aiutato nei momenti brutti. In quelli belli c’è sempre tanta gente. Personalmente non avevo mai giocato fuori dalla Germania, non capivo la lingua, era difficile comunicare. Il primo mese, poi, è stato duro: vivevamo in albergo, non avevamo casa”.

Sul tempo libero: “A me piace stare in casa, mia moglie cucina bene. E passo molto tempo con il mio cane, Duman, un Weimaraner: ha il potere di cambiarmi l’umore. Magari ho perso, torno a casa, c’è lui e mi tiro su. Ho legato di più con Rodriguez, che parla tedesco. Borini mi ha aiutato con l’italiano e ho passato tanto tempo nello stesso hotel con Conti; ora gli ho mandato un messaggio di in bocca al lupo”.

Calhanoglu parla poi della scelta di giocare con la Turchia: “Non è stato facile scegliere. Sono grato alla Germania perché ci sono nato e perché lì ho imparato a giocare a pallone. Ma la Turchia è la mia casa e la mia famiglia. È diverso giocare per il tuo Paese”.

Chiosa sulla sfida con l’Arsenal: “Che l’arbitro può cambiare le partite. Ma anche che è importante non perdere 3-1, perché nei libri rimarrà solo il risultato, e quindi non devi mollare mai”.