Milan, benvenuto Piatek! Terminata l’era delle maledizioni

Ora è ufficiale, Krzysztof Piatek è un nuovo giocatore del Milan. L’affare che all’inizio poteva essere spacciato come una delle tante voci del calciomercato destinate a rimanere tali si è invece concretizzato. Piatek sostituisce Higuain, diretto al Chelsea dopo una parte di stagione che non rimarrà negli annali del Milan, squadra che da diversi anni fatica a trovare prime punte in grado di dare continuità, a tal punto che si è pensato addirittura ad una maledizione. Sono naturalmente pensieri senza alcun fondamento se ci atteniamo alla vera natura della parola ma se la prendiamo in modo non strettamente letterale ci accorgiamo che non andiamo troppo lontani dalla realtà.

Bacca, Andrè Silva, Kalinic, Higauin, tutti, chi più chi meno, sono arrivati al Milan con una buona reputazione o quantomeno superiore a quella che avrebbero lasciato dopo aver varcato per l’ultima volta il cancello di Milanello.

Higuian forse è l’esempio più clamoroso, reduce da stagioni spettacolari con Napoli e Juventus non è riuscito a replicarsi al Milan; sicuramente, come tutti gli altri, avrà avuto le sue colpe e giustificazioni ma se guardiamo al realtà dei fatti vediamo l’argentino fermo a 6 gol in Serie A dopo 20 giornate (non tutte le ha giocate, bisogna dirlo, ma rimane tuttavia una cifra che non rispecchia quanto siamo stati abituati). Ora Higuain va al Chelsea, ritrova Sarri e il suo posto viene ereditato da Piatek, il quale è consapevole che i suoi antecedenti non hanno lasciato il segno.

ATTENZIONE A PIATEK Se alcuni possono pensare che i fallimenti degli ultimi attaccanti del Milan siano dovuti a qualche “maledizione” allora chiuderemmo il discorso sostenendo che non ci siano particolari motivazioni e i loro disastri non possano essere giustificabili, proprio per il fatto che motivazioni vere e proprie in realtà non ci siano. Tutta colpa di una “maledizione”. Sarebbe superfluo dire di sorvolare questa credenza e concentrarsi invece sulle vere, o comunque le più plausibili, cause delle disfatte degli ultimi attaccanti spiegando come poi Piatek possa contrariamente dire la sua in un contesto che può essergli favorevole. La stessa cosa non può dirsi per altri giocatori.

BACCA, KALINIC, ANDRE SILVA, HIGUAIN Sono solo alcuni esempi, non tutti hanno giocato insieme ma sono accomunati dalla sfortunata etichetta di essere tra gli attaccanti che hanno deluso di più negli ultimi anni. Un attaccante per affermarsi ha bisogno di tanti fattori che si mescolano perfettamente tra di loro.

Bacca, Kalinic e Andre Silva sono arrivati forse in un contesto storico sbagliato, perché altrove non hanno fatto eccessivamente male. Ad esempio Kalinic alla Fiorentina ha fatto tutto sommato due buone stagioni. Il Milan fino all’anno scorso stava passando una fase difficile, in questa stagione lo scenario è già cambiato ma ci torneremo dopo. La squadra ha attraversato anche il periodo del primo cambio di società, con lo storico addio di Berlusconi, mentre le cose in campo non andavano particolarmente bene. Quando la squadra non gira, tra tutti i giocatori si tende ad incolpare gli attaccanti, i quali sono spesso incaricati di poter (e dover) fare la differenza soprattutto nei momenti difficili.

Questa situazione ha pesato su tutti gli attaccanti, l’assenza di serenità dovuta ai risultati e un gioco magari non sempre eccellente sono conseguenze logiche dei fallimenti di giocatori come quelli citati. Certo, loro non sono esenti da colpe, sia chiaro, ma quegli anni sarebbero stati complicati per tutti.

Higuain è invece arrivato nell’ultima estate, non è passata un’eternità dai vari Bacca e Kalinic, nell’ultimo caso giusto un anno, ma il Milan ha trovato decisamente una consapevolezza maggiore e, aspetto non ultimo, sembra finalmente in sintonia con il proprio allenatore. Adesso il Milan può considerarsi una vera e propria candidata per il ritorno in Champions (Gattuso è al quarto posto anche se Roma e Lazio sono distanti rispettivamente di soli 1 e 2 punti) nonostante l’apporto di Higuain sia stato insufficiente. Il Pipita invece non è riuscito a realizzarsi in rossonero per cause totalmente diverse a quelle descritte in precedenza. Anzi, questa volta la situazione del Milan non solo sarebbe dovuta essere ideale ma avrebbe potuto essere fonte di motivazioni a dimenticare la Juventus e la cessione da parte dei bianconeri risultata quasi forzata.

Il Pipita probabilmente non ha preso bene l’addio da Torino, il Milan poteva essere una piazza perfetta per dimostrare a tutti ancora una volta il proprio vero valore. Ma se le qualità tecniche di Higuain sono innegabili e sicuramente superiori a molti attaccanti non possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda il suo atteggiamento. Non è raro assistere a situazioni di nervosismo da parte dell’argentino, già ai tempi del Napoli mise in scena alcuni aspetti negativi del suo comportamento. Spesso nervoso, a volte fin troppo, come nel caso dell’ultima sfida in Serie A proprio tra Milan e Juventus. Era l’11 novembre, Juve in vantaggio con il gol di Mandzukic ma con la possibilità da parte del Milan di pareggiare poi su calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Higuain, l’opportunità di prendersi una rivincita sulla sua ex squadra ma Szczesny intuisce e para il rigore. Secondo tempo, il risultato cambia, Ronaldo segna il gol del raddoppio (proprio il giocatore comprato al posto di Higuain) e l’argentino nel finale perde le staffe e a causa di eccessive proteste viene allontanato dal terreno di gioco da Mazzoleni. Dopo quella espulsione non è più stato il vero Higuain, ora volato a Londra nella speranza di trovare in Sarri un alleato per rinascere mentalmente e calcisticamente.

Come appena evidenziato, gli ultimi attaccanti del Milan (abbiamo riportato solo quelli più significativi) non sono riusciti ad imporsi per cause chiare ed evidenti. Ora tocca a Piatek. Alcuni tifosi rossoneri accolgono l’attaccante con moderato entusiasmo, perché se da una parte si guardano i 13 gol in campionato (più i 6 in Coppa Italia) dall’altra non si possono dimenticare i precedenti, che in qualche modo limitano aspettative troppo grandi per la paura di essere poi puntualmente smentiti.

LA VOLTA BUONA? Ricapitoliamo: Bacca, Kalinic e Andre Silva non hanno trovato un contesto a loro agio, l’ha trovato in realtà Higuain, che però è stato tradito in parte dal suo passato e dal suo desiderio di rivincita mai avvenuto.

Piatek trova le stesse condizioni di Higuain, contesto ottimo e in grado di valorizzarlo. L’unica, o forse tra le poche, “paure” è che il polacco non si sia mai confrontato in una squadra così ambiziosa ma Piatek nella sua breve (ma intensa) esperienza al Genoa ci ha deliziato con colpi che gli conferiscono lo status di un attaccante completo. Queste caratteristiche e questi colpi non si perdono passando da una squadra all’altra. Certo, ora Piatek è chiamato a mantenere e aumentare questi numeri, gli obiettivi personali e di squadra sono più alti. La responsabilità c’è, come qualche timore verosimilmente comprensibile, ma è giusto affidarsi a quanto visto nella prima parte di stagione e concludere che probabilmente Piatek sia stato un colpo importante e azzeccato.

Il Milan ha scelto Piatek per tornare in Champions, Piatek ha scelto il Milan per dimostrare a tutti le proprie potenzialità, per ribadire di valere anche in una squadra forte e di cancellare le cosiddette “maledizioni” che hanno colpito gli ultimi attaccanti.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo