La presidentessa di Fondazione Milan, torna a parlare di Milan a 360 gradi. Fiducia nella nuova proprietà, ma rammarico per la cessione. Donnarumma? Una bandiera.

Barbara Berlusconi, intercettata dai microfoni di MilanNews, esprime le sue idee sulla nuova proprietà: “Sono positiva, vedo che si stanno muovendo bene. Mi piace il fatto che stiano parlando in modo chiaro e trasparente con i tifosi. Stanno facendo un calciomercato interessante, trovando i calciatori nei ruoli in cui servono.Mio padre è addolorato. Questo è normale, perché il Milan fa parte del suo cuore e della sua vita. Tuttavia è convinto di aver preso la decisione giusta, rimane coinvolto, rimane il primo tifoso”

Il primo obbiettivo per l’anno prossimo rimane il grande ritorno in Champions, e Barbara lo sa bene: “Sono positiva, mi auguro che il Milan, attraverso questa nuova gestione, possa ritrovare la Champions, il palcoscenico naturale per un club come questo, sia per le vittorie, perché da tifosi vogliamo vincere, che e per un motivo economico riguardante la crescita dei fatturati. La Champions è il primo obiettivo”.

Il tema del momento è però il mercato, con particolare attenzione al numero 99 rossonero che, richiestissimo, potrebbe lasciare il club: “Ritengo che il Milan abbia bisogno di una bandiera e sarebbe bello che fosse Donnarumma. Mi rendo conto che la trattativa sia delicata, tuttavia mi auguro, da tifosa, che Gigio possa restare”.

Per quanto riguarda lo sviluppo societario e il marketing, la Berlusconi si ritiene soddisfatta e si auspica uno stadio di proprietà: “Mi auguro che, grazie a questa nuova proprietà, il Milan possa da un punto di vista commerciale e del brand far cresce i fatturati. È una bellissima opportunità. Per un club di calcio che vuole competere con le grandi d’Europa il bisogno di aumentare il fatturato è fondamentale. Per farlo in modo consistente il primo asset è lo stadio. E non solo per l’aumento dei fatturati. È dimostrato che gli stadi di proprietà permettono di vivere il tifo e la passione e portano più punti”.

Barbara torna anche su Paolo Maldini e sul suo grande rifiuto di tornare al Milan: “Non posso giudicare l’operato di Maldini perché non sono nella sua mente. Avrà avuto le sue motivazioni, che io non conosco, per non accettare questa proposta che gli è arrivata. Quello che so, lo so dai giornali”.

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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