Mihajlovic sta esagerando con Orsolini?

La scorsa stagione di Riccardo Orsolini può essere divisa in due parti, pre e post lockdown. Prima della lunga pausa iniziata a marzo e terminata a giugno l’esterno del Bologna riusciva spesso a far la differenza ed essere decisivo, mentre con la ripartenza del campionato il giocatore si è un po’ perso e le prestazioni non sono praticamente mai state convincenti.

L’esplosione di Orsolini, avviata nella seconda parte della stagione 2018/19, è dovuta in gran parte a Sinisa Mihajlovic, allenatore che ha saputo sfruttarne nel migliore dei modi le sue caratteristiche rendendolo funzionale per l’intera squadra. Il grande momento del giocatore è continuato nella stagione successiva, con Orsolini che ha contribuito spesso a raccogliere punti importanti, come quello segnato a Brescia nella terza giornata, la doppietta a Lecce durante il periodo natalizio o ancora la punizione valsa un punto nel finale contro la Fiorentina.

Titolarità in discussione

Una volta rientrati dalla pausa forzata, Orsolini ha perso molta brillantezza e soprattutto a lungo andare anche il posto da titolare, che per molti mesi appariva intoccabile. Mihajlovic ha spesso rimproverato, a volte anche con termini non morbidissimi, il giocatore che avrebbe bisogno (ha bisogno) di darsi “una svegliata”, usando le parole dello stesso tecnico. E’ chiaro che il ruolo e l’importanza di Orsolini all’interno del Bologna non siano gli stessi di dodici mesi fa.

Spina staccata durante la pausa

La causa principale del crollo di prestazioni di Orsolini può sicuramente esser dovuto alla pausa in cui di fatto, mentalmente e fisicamente, ha staccato un po’ la spina. Può succedere, ma una volta rientrati in campo si son viste le conseguenze. Orsolini, è vero, non ha saputo reagire e giocare tante partite in pochissimo tempo era un duro banco di prova per tutti i giocatori e le squadre, specie per coloro che sono abituati a giocare solo una volta a settimane senza mai aver impegni di coppe europee. Mihajlovic dopo aver visto e rivisto il calo di rendimento del giocatore non gli ha risparmiato bacchettate durante interviste e conferenze stampa, oltre a mettere in discussione il suo stesso ruolo da titolare.

Qualche esagerazione di troppo

Quest’anno la situazione non è cambiata, la prima partita di campionato Orsolini è partito titolare contro il Milan ma deludendo. Non il modo migliore per (ri)partire. Ma, permettendo che se la causa principale di questa involuzione sia dovuta al lockdown e una scarsa abitudine al giocare così frequentemente, quindi le responsabilità sono sue, si può pensare che lo stesso Mihajlovic stia esagerando con il giocatore?

Il trattamento avuto con il giocatore, anche e soprattutto davanti ai microfoni, non è sempre stato molto leggero e lo stesso Orsolini può esserne stato condizionato. E’ giusto che, sapendo le grandi qualità e potenzialità del giocatore, Mihajlovic cerchi di motivarlo e molte volte qualche panchina in più può essere fonte di stimolo a migliorarsi e dimostrare di volere e valere il posto da titolare. Però, allo stesso tempo, l’impressione è che Mihajlovic spesso abbia esagerato con il giocatore, a partire con qualche dichiarazione di troppo in pubblico e ripetute più di una volta.

Durante la scorsa partita contro il Parma Orsolini è partito in panchina ed entrato solo nel finale ma può essere considerato un caso a parte. Nella conferenza stampa pre partita Mihajlovic ha infatti spiegato che il giocatore non era in perfette condizioni fisiche, schierarlo dal primo minuto o inserirlo a partita in corso avrebbe potuto peggiorare i suoi problemi, quindi in questo caso impeccabile la sua gestione. Orsolini è entrato negli ultimissimi minuti ma la partita contro il Parma non è mai stata in discussione.

Europeo e mercato

Domenica ci sarà il Benevento, poi la pausa per le Nazionali. Questa stagione dovrà permettere ad Orsolini di mettersi in mostra anche per l’Europeo e poi per il mercato che verrà. Forse il giocatore si aspettava una chiamata da una big, il finale della scorsa stagione non lo ha aiutato nel convincere le grandi società, ma quest’anno deve esserci una svolta e tornare ai livelli del campionato passato, almeno fino a febbraio/marzo.

Riconoscimento per i punti decisivi

Orsolini in primis dovrà lavorare per far cambiare idea a Mihajlovic, contro il Parma ha segnato anche Skov Olsen che è la sua riserva naturale. La concorrenza quindi c’è ma può aiutare lo stesso Orsolini a riscattarsi e riprendersi il posto sulla fascia. Dall’altra parte però Mihajlovic dovrà restituirgli fiducia e concedergli ogni tanto qualche errore. D’altronde se due anni fa, quando Sinisa approdò a stagione in corso a Bologna, i rossoblù riuscirono a svoltare e salvarsi buona parte del merito è proprio dell’esterno classe ’97. Se anno scorso il Bologna non ha mai avuto problemi di classifica e per qualche mese ha sognato addirittura la zona Europa lo si deve anche ai gol e assist di Orsolini. Si è perso nella parte finale della scorsa stagione, ora deve ritrovarsi ma lo dovrà fare anche con l’aiuto del proprio allenatore, lo stesso allenatore che ha contribuito alla sua crescita e il suo affermarsi nella piazza bolognese.

Meno esagerazioni per il bene di tutto il Bologna

Per tutto quello che ha fatto nelle ultime due stagione Orsolini meriterebbe un po’ più di riconoscimento, andrebbe a beneficio di tutti, Mihajlovic in primis considerando che le qualità del giocatore permetterebbero al Bologna di conquistare punti fondamentali. L’ha già fatto più volte, lo potrà rifare in futuro, anche quello immediato. Serve metterlo nelle giuste condizioni e pensare che il vero Orsolini sia quello del pre lockdown e non quello del post lockdown. Gli va dato il tempo di tornare il giocatore che abbiamo per lungo tempo ammirato. Per farlo prima di tutto serve restituirgli fiducia e minutaggio senza esagerazioni per qualche prestazione sottotono. Pensare a tutti i gol e assist realizzati dopo l’arrivo di Mihajlovic, a tutti i punti conquistati grazie a lui e quante volte grazie alle sue giocate è riuscito a “svegliare” il Bologna. Bisogna esserne riconoscenti, dargli atto di ciò e metterlo in condizione di ripetersi. Per il bene di tutto il Bologna, tutti inclusi e nessuno escluso.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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