Meani: “Calciopoli esisteva, ma è stata ingigantita”.

Milan

Ha parlato quest’oggi l’ex addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, che fu al servizio dei rossoneri proprio nel periodo dello scandalo ‘calciopoli’ che colpì il calcio italiano.

Per lui, dichiarato colpevole, ci fu una condanna a 2 anni e 5 mesi da parte della giustizia sportiva, e quest’oggi è tornato sulla questione raccontandola ai microfoni di Sportitalia: Calciopoli è esistita, ma il mostro non era così grande come l’hanno dipinto. Sicuramente si è trattato di un’indagine con delle lacune“.

Su Calciopoli – Si è esistita, ma il mostro non era così grande come l’hanno dipinto. Sicuramente si è trattata di un’indagine con delle lacune. Perchè una Procura che fa un’indagine sul calcio alla fine intercetta 6/7 persone, anzichè ascoltare un più ampio raggio di dirigenti. Avrebbe potuto contribuire a chiarire maggiormente, nel bene e nel male, la situazione che è emersa da un’indagine che secondo me era piuttosto limitata. Lo dicono anche le sentenze del tribunale di Napoli che su certe situazioni ha chiuso il discorso, non ultimo quello di non aver condannato nessun arbitro, in realtà i diretti protagonisti sul campo“.

Sulle responsabilità di Meani –Ognuno nella vita deve prendersi le proprie responsabilità. Se queste telefonate sono uscite, a parlare al telefono ero io e, pur convinto di essere in buonafede e non essendo una persona tendente al truffaldino, il Milan avrà ritenuto opportuno usare come tattica difensiva quella di addossare le responsabilità a me che avevo effettuato le telefonate e non avendo tra l’altro un incarico dirigente ho finito per pagare io. Premetto. Il Milan non ha mai fatto nulla e mai voluto nè condizionare un risultato nè tantomeno avere vantaggi da tradursi in punti sul campionato. So cosa ho passato personalmente, cosa ha passato la mia famiglia in quella situazione. Poi bisogna tornare a quegli anni quando c’era stile rivoluzione francese la ghigliottina, perchè qui a casa mia, nel mio restorante ad esempio i due ingressi di accesso erano assediati da giornalisti, l’interno presidiato dalla polizia. Ero persona a rischio di incolumita’ fisica, ho ricevuto anche minacce“.

Sull’influenza di Meani – Se fossi stato così influente il Milan avrebbe vinto 4 campionati di fila, situazione mai accaduta. Tra l’altro, abbiamo vinto delle Coppe Campioni dove non c’era influenza di nessuno, tutto dimostrabile dagli atti processuali del processo penale dove non esce nessuna organizzazione e nessun sistema. Le intercettazioni? Erano chiacchiere che si facevano all’interno di rapporti amicali che nascevano anni prima grazie al mio passato da arbitro. Altra aspetto da non sottovalutare: quando uno parla sa anche quello che dall’altra parte l’interlocutore può interpretare proprio per via della conoscenza diretta che avevamo“.

Rapporti con Collina –Un rapporto amicale. L’unica cosa che dico è: se non conosci il background alla telefonata è chiaro che ascolti la telefonata fine a se stessa e trai delle conclusioni. Se conosci il contentuto delle telefonate precedenti dai un’altra interpretazione.Per chiudere poi la questione sulla vicenda delle famose cene, carbonare e quant’altro, vi dico che è tutto falso. Collina mi racconta che la Federazione aveva intenzione di farlo diventare designatore l’anno successivo e mi sembra che lui dovesse rinunciare ad un anno da arbitro. Siccome noi in società avevamo una situazione particolare dove il nostro Amministratore Delegato era anche Presidente della Lega Calcio, lui mi spiega che prima di decidere avrebbe voluto sentire il parere del Presidente della Lega stesso. Però Collina mi aggiunge che se fosse andato in Lega, essendo arbitro in attività, chissà quali dubbi avrebbe potuto far sorgere tra gli addetti ai lavori. Allora gli ho detto che poteva venire qui a Lodi da me al ristorante al termine della giornata lavorativa fare l’ncontro, ma da parte mia senza secondi fini. Dopo 4/5 giorni mi dice, che ci aveva ripensato e che avrebbe continuato ad arbitrare. La famosa cena non c’è mai stata. Punto“.

Sulla posizione del Milan –Se esisteva un sistema Milan? Assolutamente no. Non lo dico io, ma lo dicono le carte processuali. Tutta la situazione Milan entra nel processo sportivo per una partita, Milan-Chievo dove analizzando il match non c’è un episodio a favore del Milan, anzi ce ne sono 3 contro“.

 

 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.