Materazzi a tutto tondo: “Juve 10 anni avanti, Mou non ha top players. Mi rivedo in de Vrij”

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Nella lunga intervista concessa ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, il difensore campione del Mondo 2006 Marco Materazzi ha spaziato su diversi argomenti, dalla falsa partenza dell’Inter alla sfida tra Juventus e il Manchester United del “suo” Josè Mourinho: “Vorrei essere una mosca e trovarmi all’Old Trafford il giorno di Manchester United-Juventus…in quello stadio non so come finirà, anche se la Juve non avrà difficoltà a passare il girone. Dicono che José sia in crisi, la verità è che tranne De Gea, Lingard, Pogba e Lukaku non ha giocatori al livello dei top club. Anche se lui in panchina ti fa sentire sempre il migliore. Non s’offendano gli juventini: io tiferò José.”

Sui bianconeri l’ex difensore aggiunge: “Sette-otto anni fa dissi: la Juve è 10 anni avanti a tutti. Non mi sbagliavo. Hanno due squadre, se in panchina vanno Dybala, Douglas Costa e il mio difensore preferito, Barzagli, qualcosa vorrà pur dire. Non ce n’è una così, neppure in Europa. Possono diventare una squadra leggendaria, lo sanno anche loro e infatti hanno comprato Ronaldo per vincere la Champions. Cosa manca all’Inter? Allora, facciamo i conti…di anni ne sono passati otto…ecco, dico che tra due anni ci saremo. Manca una scintilla. Una vittoria che dia sicurezze. E 2-3 acquisti top”.

Materazzi torna con la mente alla doppia sfida col Barcelona per caricare l’Inter di oggi: “A quest’Inter serve un pizzico della nostra sana follia. Nei primi 12-13 Spalletti ha uomini ad altezza Barcellona. Ricordo il 2010, in semifinale buttammo fuori il Barcellona dei marziani, un’altra cosa rispetto a quello di oggi. All’andata andammo sotto 1-0 a San Siro, ma quel gruppo era disposto a tutto per vincere e lo dimostrò. Al ritorno, dopo l’espulsione di Thiago Motta, Mourinho cambiò la partita. Ci disse: “Ragazzi, in allenamento si difende sempre 6 contro 4, oppure 7 contro 4. Qui siamo in 10 contro 11, non ci possono mai far gol”. Ne fecero solo uno, alla fine. Con Piqué. Ci vuole grande coscienza dei propri mezzi, in partite simili. E un pizzico di follia, appunto. Nel singolo match l’Inter può giocarsela. L’esordio con il Tottenham è già una gara che sposta: se vinci quella, poi puoi permetterti qualche calcolo. Certo, nel girone affronti due squadre rodate, abituate a grandi livelli. Il Tottenham ha cambiato poco, il Barça molto e poi ha Messi. Ma Spalletti ha Nainggolan”.

Proprio sul belga l’ex 23 nerazzurro aggiunge: “E’ un giocatore trascinante, uno che sa trasmettere qualcosa alla squadra. Quando arrivi a 30 anni con quel tipo di carriera, cos’hai da nascondere? Non ne ha 20, non è uno che devi scoprire.Spalletti l’ha avuto, l’ha allenato e l’ha rivoluto: sa quello che può dare, è un uomo di spessore, un assaltatore: io prego per l’Inter che stia sempre bene”.

In chiusura, a Materazzi viene posto un out-out tra difesa a 3 e a 4: “Rispondo con gli uomini: Skriniar può e deve giocare in ogni caso. La sua aggressività mi ricorda quella di Samuel. Però dovrebbe prendersi qualche responsabilità in più in fase di costruzione. Ora non è più il giocatore appena arrivato di un anno fa che doveva affermarsi. È un leader dell’Inter. E un leader deve saper anche rischiare la giocata. Io mi rivedo in De Vrij. Anch’io come lui in teoria mi trovavo meglio in un reparto a tre. E come me l’olandese è bravo a impostare da dietro con i lanci”.

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.