Nelle ultime settimane l’Inter è calata in un buio senza fine, un buio che appariva incolmabile e che ha visto l’oblio totale completarsi a Genova contro una squadra in lotta per la retrocessione e con l’ennesima sconfitta degli ultimi due mesi.

La rete dell’ex di turno Pandev ed il rigore sbagliato da Candreva hanno mostrato ancora una volta i limiti caratteriali di una squadra, composta da buone individualità, ma senza un gruppo coeso, l’essenza di ciò che serve nel mondo del calcio. In giornata sono state riportate alcune “presunte” dichiarazioni di Roberto Gagliardini al vice allenatore dell’Atalanta: egli raccontava di uno spogliatoio Inter in fibrillazione, caratterizzato da fazioni e gruppi che si parlano a malapena. Beh, non abbiamo certezze riguardo queste presunte verità, ma le sconfitte e sopratutto le prestazioni in gare come quelle contro Crotone e Genoa lasciano immaginare uno scenario molto simile a tutto ciò.

L’altro ieri sera, mentre la Juventus si accingeva a raggiungere la finale di Champions, l’Inter comunicava l’esonero del tecnico Stefano Pioli, il quarto tecnico di una stagione che ormai sembra avere sempre meno da raccontare. Poche ore dopo a Nanchino Suning ha presentato Walter Sabatini, coordinatore tecnico di entrambe le squadre della proprietà cinese: il ritorno sulla scena dell’ex dirigente della Roma ha rappresentato forse il punto di svolta in casa nerazzurra, la dimostrazione che occorre una rivoluzione e che nessuno degli addetti ai lavori, da Ausilio e Zanetti ai calciatori, ha la certezza del posto in società. In queste ultime tre gare l’Inter verrà affidata al tecnico della Primavera Stefano Vecchi (spero che questa situazione non vanifichi il suo grande lavoro con la squadra primavera nerazzurra, che in queste settimane sarà impegnata nei Playoff scudetto) e l’obiettivo ufficiale sono i preliminari di Europa League, quello che in realtà la società vuole è evitare altre figure imbarazzanti.

In vista della prossima stagione occorre una rivoluzione: dal tecnico ai calciatori ed anche i dirigenti sono avvisati: Sabatini avrà il ruolo di coordinatore e dovrà controllare la situazione sia in chiave Inter che Jiangsu. La prossima stagione sarà la prima in completa e totale gestione Suning e Zhang Jindong non vuole fallire: manca ancora il tecnico (Conte è la prima scelta, subito dietro sale Spalletti), ma sul mercato sia con gli acquisti che sopratutto con le cessioni la società ha un piano tecnico che è in atto da mesi.

Infine una riflessione: Suning ha assunto Sabatini e nessuno dei principali media italiani conosceva tutto ciò. Il neodirigente era in Cina e in Italia nessuno sospettava nulla. La famiglia Zhang ha scelto il silenzio e occorre lavorare sodo in vista della prossima stagione. Non si può più sbagliare, i tifosi non meritano questo!

 

A cura di Mario Tramo

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Salve a tutti, mi chiamo Mario e sono un grande appassionato di calcio. Inoltre mi interesso anche ad altri sport come tennis, basket e nuoto. Per il futuro il mio sogno è diventare un grande giornalista sportivo. Non dico la squadra del mio cuore, sta a voi indovinarla... :=)

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