Oggi non attaccheremo con la solita solfa sul campionato che non è il più bello d’Europa, che la Juve non ha rivali ecc., se vi va di informarvi sul suo svolgimento potete leggere gli editoriali di qualche settimana fa in cui vi dicevo che nulla sarebbe cambiato fino alla fine. Per questo oggi faremo un punto sulla situazione allenatori.

Partiamo dal disastro Inter. Esonerare Pioli a meno di tre partite dal termine denota una certa confusione ai piani alti. Certo l’allenatore ex Lazio non ha fatto niente per tenersi il posto, ma la colpa l’andrei a ricercare in quelli che mettono il piede in campo. L’Inter si è arresa nel momento più bello della stagione, ha tirato i remi in barca nella curva finale prima del rettilineo col traguardo. Sono tanti i nomi che si susseguono che fanno gola al popolo nerazzurro: da Simeone a Conte, passando per Pochettino e Spalletti. Tutti nomi, nessuna certezza, a parte quelle che 3 su 4 hanno dichiarato di rimanere lì dove sono a parte Spalletti che per forza di cose lascerà Roma.

Proprio a Roma la situazione allenatori è molto intricata. Spalletti non dà certezze sul suo futuro, l’unica certezza sta nel fatto che la ricerca ossessiva di un tecnico da parte della dirigenza giallorossa porti nella direzione di un possibile divorzio. Al momento sembrerebbero aver bloccato Di Francesco del Sassuolo e Emery del Paris Saint Germain, sponsorizzati rispettivamente dalla parte della dirigenza italo-capitolina e dal nuovo ds Monchi.

A Firenze Paulo Sousa ha già fatto le valigie. Le ultime partite saranno una sorta di palcoscenico per mettere in mostra le sue idee, prima di andarsene e lasciare il posto a Stefano Pioli, con il quale la dirigenza viola ha già trovato un primo accordo.

Sull’altra sponda del Naviglio, il Milan si coccola Vincenzo Montella, unico artefice di questa stagione, in cui, complice l’infortunio di giocatori chiave, tra gli altri Abate, Montolivo e Bonaventura su tutti, è riuscito a salvare il salvabile con gente che faticherebbe a trovare posto tra le fila di squadre di media classifica. Quindi la nuova dirigenza rossonera conferma il suo tecnico e si proietta a proseguire il progetto, finalmente, con dei fondi sul mercato.

Per quanto riguarda Napoli, le ultime esternazioni di Sarri hanno fatto in modo che il suo futuro sia più lontano da Napoli. Certo dichiarare di volersi arricchire col prossimo contratto come risposta ad una domanda sul suo futuro. Risposta egoista, certo, ma almeno sincera. Nel calcio di oggi tutti bramano denaro e quasi tutti lo ottengono, allora perché non darlo anche a chi se lo merita davvero? Abbiamo coperto d’oro Benitez tra Inter e Napoli, alle quali non ha lasciato un ricordo bellissimo. Mancini ogni volta che torna, chiede vagonate di soldi sia sul suo contratto che sul mercato, non riuscendo mai a far giocare bene le sue squadre (vincere con l’Inter post Calciopoli o con il City degli sceicchi non denota un’abilità sul campo). Sarri invece ha valorizzato un gruppo di calciatori che senza di lui varrebbe la metà di quello che vale adesso. Nessuno avrebbe speso più di 40 milioni per Koulibaly ai tempi di Benitez o avrebbe dato 30 milioni all’Empoli per Zielinski. Sarri fa le fortune del Napoli e di conseguenza del patrimonio di De Laurentiis, quindi sarebbe saggio blindare il tecnico toscano.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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