Che la soap opera sul closing dovesse terminare nella settimana che ha preceduto il derby di Milano, sembra essere una trama scritta da qualche mente criminale. Ma anche l’epilogo della partita sembrerebbe essere stato disegnato da qualche mente arzigogolata, gol al 97esimo e Milan che resta davanti ai cugini nel derby tra orfani. È come se si fosse presa coscienza del fatto che è stato l’ultimo derby delle vecchie famiglie e ora si guarda avanti con grande speranza e grandi aspettative a partire dal prossimo mercato, ma non addentriamoci in questioni che al momento non ci competono per ovvie ragioni temporali. Sabato il Milan è piaciuto di più non solo ai tifosi ma a tutti gli addetti ai lavori. L’Inter un po’ per fortuna, un po’ per aver sfruttato l’ingenuità della giovane squadra rossonera, si è trovata sopra e non ha saputo gestire il risultato, sembrando anche intimorita dalla possibilità di vincere, complice quella incompiutezza che storicamente si porta dietro la squadra nerazzurra. Il Milan di Montella, dal canto suo, sembra avere una marcia in più, o almeno ha dimostrato di non spaventarsi e di ritrarsi alle prime avvisaglie di pericolo. È in questo che il Milan, nonostante i suoi evidenti limiti, riesce ad essere più squadra dell’altra compagine meneghina. Il Milan rispecchia l’immagine del suo pilota, determinato e spigliato, mentre l’Inter denuncia quell’insicurezza che il futuro ormai segnato di Pioli rappresenta. Lo sappiamo non è nemmeno giusto festeggiare per un pareggio da sesto e settimo posto in classifica per queste due squadre, ma il presente è questo e per il momento è giusto così.

Nel frattempo nel sabato prepasquale sono andate di scena anche tutte le altre compagini della serie A. La Juventus e il Napoli approfittano del mezzo passo falso della Roma, fermata in casa dall’Atalanta. I bianconeri mettono una pietra sopra al discorso scudetto volando a otto lunghezze di vantaggio, al netto di un clamoroso harakiri; i partenopei liquidano la pratica Udinese senza troppi patemi e si portano a solo due lunghezze dai giallorossi, animando un finale di stagione che nella parte alta della classifica è ormai definito da anni.

Ma spostandoci dalle questioni di casa nostra, passiamo all’ambiente europeo. La Juventus dopo aver battuto 3-0 il Barcellona cerca l’impresa al Camp Nou. Allegri vuole dimostrare che contro i blaugrana non gli riesce sempre il lavoro a metà ma che può eliminare definitivamente la sua bestia nera. Quindi cara Juventus vai e passa.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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