Il tempo a volte è il miglior rimedio, ci aiuta a relativizzare determinate cose accadute, ci fa da insegnamento. Spesso è capitato di dover affrontare situazioni difficili, come sta capitando in questo periodo al Milan.

Dopo l’esonero di incenso Montella, sulla panchina rossonera è arrivato Gennaro Gattuso con l’onere di vincerle tutte da qui a gennaio. Compito fallito al primo tentativo con il Benevento ever agguanta un pareggio al 94esimo, seguito dalla disfatta di Fiume contro il Rijieka in Europa League. Da qui la svolta Gattuso ha cambiato modulo, ha abbandonato la difesa a 3 che non ha portato mai nulla di buono a questo Milan.

Infatti contro il Bologna il Milan ha rischiato diverse volte di subire in difesa ma la mole della produzione offensiva non si vedeva da agosto in casa rossonera, quando Montella non si era ancora lasciato convincere  da critici e stampa all’utilizzo del la difesa a 3. Ora a Gattuso serve tempo, la vittoria di domenica con il Bologna deve essere un punto di partenza e non una felice coincidenza in uno scenario catastrofico.

Se i colori rossoneri vivono un’altra stagione ai limiti del paranormale sull’altra sponda dei Navigli i nerazzurri dell’Inter si godono il primato solitario in classifica e si coccolano Spalletti. Il tecnico toscano è riuscito a curare una squadra che con gli stessi interpreti l’anno scorso arrancava a metà classifica a fine stagione. La cura Spalletti sta in tutto dal campo alla comunicazione, tutti si sentono parte del progetto pur restando ai margini della titolarità. Spalletti ora è nel suo momento e deve cavalcare l’onda almeno fino a fine dicembre che vorrebbe dire restare al primo posto solitario fino a febbraio.

Allegri vive un momento felice alla Juve dopo un inizio di stagione da alti e bassi. Dal caso Higuain al caso Dybala, Allegri ha iniziato a vincere e per certi versi convincere e se non si è ripreso la vetta del campionato molti meriti vanno alla sorte e al signor Handanovic. La Juventus resta la squadra da battere.

Napoli e Roma arrancano. La Roma ha dalla sua che, nonostante gli ottimi risultati, il proprio è un progetto agli albori.  A Napoli, invece, il progetto c’è ma la coperta è corta. Per tutte le competizioni gli 11 titolarissimi possono essere devastanti ma non possono sostenere i ritmi del gioco di Sarri, tre volte in una settimana. Ora però i partenopei possono approfittare della pausa natalizia che, quest’anno, durerà un mese intero nel quale recuperare energie per riproporre uno sprint come quello delle prime giornate di campionato.

Nota a margine, è vero che il tempo guarisce tutto ma non c’è scritto da nessuna parte che bisogna per forza penare per raggiungere ciò che si vuole.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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