Vi è mai capitato, come a tutti noi, di amare una donna, ma poi di ripudiarla per svariati motivi, di capire che non fa per voi, di decidere di lasciarla andare perché volete cose diverse, di fare una scelta che non sia di cuore ma estremamente razionale?

Bene, con questa premessa è facile decidere il tema dell’editoriale di questa settimana, sembrerebbe quasi una scelta scontata, tutti non fanno che parlare di questo e di conseguenza, inevitabilmente, si finisce per parlare di quel Gianluigi Donnarumma, che sta monopolizzando il nostro sistema stampa/social/calcio. Giusto premettere anche che in questo pezzo non parlerò del signor Mino Raiola, che ha già manipolato a suo piacimento la stampa vicina alla sua figura, riuscendo in questo modo a distorcere nella maniera più comoda la sua realtà dei fatti, attirando l’attenzione dei media, o presunti tali, manco fosse il papa o il presidente della Repubblica.

Io sono tra quelli che diceva: “Rinnoverà a cifre esorbitanti, mettendo il denaro davanti al Milan, ma lo farà, dopo tutto il suo procuratore adora il dio denaro”. Eppure ho sbagliato, e, ancora oggi, stento a credere di essere stato smentito. Stento a crederci perché Donnarumma avrebbe dovuto essere il front man di questo Milan, la bandiera che da anni mancava, un milanista al Milan, e invece, anche stavolta il vile denaro ha avuto la meglio. Non voglio fare il finto moralista che va dicendo: “I soldi sono una cosa secondaria!”, nel calcio di oggi purtroppo non è così. Immaginavo un addio di Donnarumma, ma lo immaginavo fra qualche anno dopo aver fatto il suo tempo al Milan, magari fra 2-3 anni quando di anni ne avrà ancora 21, ma con i rossoneri avrà messo alle spalle 5 anni. Addio sì, ma non così, non così male, non così presto.

Io non lo so chi abbia ragione tra le parti. Forse tutti hanno torto e ragione allo stesso tempo, ma la cosa certa è che a perderci sono tutti dal Milan, a Donnarumma, a Raiola, ai tifosi. Ma più che altro una scelta simile destabilizza un ambiente che proprio tu hai giurato di difendere e che ami da bambino, un ambiente identificato con quella maglia che hai baciato, un ambiente che cerca di riprendersi dopo anni di buio. Molti danno la colpa a Raiola ma se io ho scelto lui come procuratore, ho già (inconsciamente?) deciso il mio futuro: viva il denaro, abbasso tutto il resto. Altri temono che il progetto Milan non sia così roseo come può sembrare, che questo mancato rinnovo sia un messaggio di allerta per quello che bisogna aspettarsi da questo nuovo Milan, che, al momento, almeno sulla carta, riesce a far contenti i propri tifosi.

Inoltre ha perso ancora il nostro sport, perché è arrivato il momento di smettere di credere a quelle favole che il calcio sa regalarci, Donnarumma fa parte di quella generazione di calciatori o presunti tali che sono attratti dall’amor proprio e dai soldi, piuttosto che dall’amore per un concetto, come quello di essere milanista o di essere un giocatore simbolo. Tutti sappiamo ricordare i vari Baresi, Maldini, Nedved, Del Piero, Zanetti, Totti, un altro calcio, altri tempi, altri principi, certo molto più romantici che logici, ma sono quelli che più ci hanno fatto sognare.

E, quindi, alla fine quella donna la lasci, può farti male non tutti lo vedranno, anzi, molti ti faranno diventare il cattivo, ti additeranno come l’unico colpevole, come senza cuore, ma tu hai preso una decisione che probabilmente è la migliore per tutti soprattutto per lei. Ma per Donnarumma non è stato così, ha lasciato la sua donna avendone pronta un’altra dietro alla porta, senza dare troppe spiegazioni, senza attenuanti, senza pensare alle conseguenze.

Caro Gianluigi, quindi ti auguro di trovare presto quello che cerchi, lontano da Milano, lontano da chi hai ingannato, lontano da chi probabilmente non ti perdonerà e non riuscirà a capire le tue motivazioni, anche se paradossalmente dovessi decidere di rinnovare nei prossimi giorni.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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