Perchè le squadre italiane guadagnano di meno rispetto ai loro corrispettivi europei? Ce lo siamo chiesti spesso e tra le tante risposte quella che emerge spesso sono i diritti TV. Negli ultimi giorni anche chi non è interessato a questo lato del calcio ha avuto a che fare con la questione diritti TV, ma perchè?

Ecco, oggi, cercherò di farvi capire cosa sta succedendo nel nostro campionato. Sabato la lega Serie A dopo un assemblea ha deciso in maniera unanime di non assegnare i diritti tv in quanto le offerte ricevute rasentavano il ridicolo a detta di quelli che vendevano. Infatti la lega aveva messo in preventivo un guadagno di circa 1 miliardo di euro (una cifra irrisoria se pensiamo che l’ultimo dei campionati europei in termini di introiti, la Bundesliga, ne guadagna oltre 1 miliardo e mezzo), mentre l’offerta giunta ai nostri club raggiunge a malapena il mezzo miliardo di euro in quanto solo Sky per il satellite e Perform per la visione in rete hanno presentato un’offerta mentre Mediaset con la questione Vivendi-Telecom non ha ancora presentato offerte.
Ma come si dividono i guadagni? La lega serie A mette in vendita 4 pacchetti principali dei quali i primi due sono gemelli (sia per satellite sia per digitale) che riguardano i diritti dei 4 club con il maggior bacino di utenza (Juve, Inter, Milan e Napoli) e delle 3 neopromosse, gli altri due riguardano i diritti di tutte le restanti squadre di A e i diritti per la visione in rete. Tutte le offerte giunte per questi pacchetti non sono state sufficienti per far sì che l’assemblea della lega accettasse di cedere i propri diritti.

Come si risolve la questione? Perchè le nostre squadre guadagno meno di 1/3 di quello che guadagnano in Premier League?
Al momento, al netto di un’offerta maggiore da parte dei principali acquirenti, la lega si avvia verso la creazione di un proprio canale di trasmissione, e inoltre a giorni chiederà il via libera per modificare le offerte commerciali, magari con aggiustamenti per prodotti anziché per piattaforma. La seconda ipotesi sembrerebbe più praticabile, in quanto in pochi credono che in solo otto-nove mesi si possa riuscire a realizzare un progetto competitivo con le altre emittenti.

Quel che potrebbe sembrare una facezia nel panorama economico del calcio in Italia, negli altri paesi è probabilmente uno dei maggiori introiti a livello economico e non aumentare questo tipo di ricavi non fa altro che aumentare il gap economico e irreparabilmente quello tecnico con le altre compagini europee.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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