Giornata di campionato trascorsa, non abbiamo neanche il tempo di metabolizzarla che stasera c’è un nuovo turno infrasettimanale. Ed è proprio di tempo che parleremo in quest’editoriale.

Partiamo dal tempo delle tre prime della classe: stessi punti, ma tempistiche differenti. L’Inter si gode il primato a ritmo lento, senza distrazioni dalle coppe, Spalletti si è preso il suo tempo ha trovato subito la quadratura del cerchio e ha ancora tutto da scoprire e da far vedere della sua nuova squadra. Allegri ha atteso per un anno il vero Dybala, ma adesso deve saper attendere anche il vero Higuain e saper introdurre i nuovi acquisti, che sono stati di rilievo nel reparto offensivo. L’altra top della classe sta all’ombra del Vesuvio, dove Sarri ha sbagliato le tempistiche sull’utilizzo del turnover. Fare turnover in Champions e non con il Benevento è stata una scelta infelice del tecnico toscano.

Scendendo in classifica troviamo Montella che ha trovato il tempo di guardare in panchina e ha capito che il tempo delle sperimentazioni è finito e che bisogna puntare solo a vincere e a fare più bene possibile in campionato ed in Europa. L’anno prossimo deve essere il tempo della Champions perchè il sontuoso mercato estivo vale come una chiara dichiarazione di intenti.

Più in basso in classifica è già il tempo dei cambiamenti. Pecchia, e Baroni stanno consumando rapidamente le loro chance di mantenersi il posto in panchina. La serie B è diversa dalla serie A, un mercato non all’altezza può essere l’alibi in quel di Benevento, ma a Verona il problema è alla base. Pecchia non si è dimostrato all’altezza già dalla scorsa stagione, in cui ha agguantato la serie A, grazie ad alcuni elementi che erano già pronti per il salto di categoria.

Chiudiamo con un ragazzo che il tempo lo sta bruciando, Pietro Pellegri, 16 anni e 3 gol in 4 partite in serie A, un predestinato che al momento ci fa sognare con quel tipo di calcio, che sembra una storia scritta dalla penna di qualche autore romantico e non dalla mente criminale da qualche procuratore. Ci sbaglieremo, ci sbagliavamo anche con Donnarumma, ma questo non é il tempo di pensarci, è il tempo di godersi un diamante grezzo.

CONDIVIDI
Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008