Tradire è una delle cose più ignobili che toccano l’uomo. Tradire vuol dire venire meno ai propri doveri anche quelli più sacri, mancando alla fede debita o data, a impegni presi, alla fiducia che altri hanno riposto in noi. Dopo tutto anche Dante ha posto i traditori che i peggiori peccatori, quelli più vicino a Lucifero. Nel calcio, in particolare in quello italiano, vissuto sempre con estremo pathos, il tradimento equivale spesso ad un atto immane. Se ne ricordano tantissimi, ultimo, cronologicamente parlando, quello di Leonardo Bonucci, icona dell’essere Juventino, passato nel giro di 72 ore, ai rivali del Milan. Ma quanti tradimenti ci sono stati che hanno scatenato l’ira dei tifosi?

Tanti, troppi per chi ama questo sport. Come non citare Gonzalo Higuain, passato dal Napoli agli acerrimi rivali della Juventus. Un tradimento che ha fatto discutere e non poco, facendo piacere solo agli juventini e a Jose Altafini, attaccante del Napoli di fine anni 60, che così è finito nel dimenticatoio. Facendo un passo indietro sono moltissimi i calciatori infedeli. Molti sono passati in sordina, come i vari spostamenti di Zlatan Ibrahimovic da una rivale all’altra della serie A, altri sono  invece indelebili, da Figo ad Ashley Cole, il primo dal Barça al Real Madrid, ricompensato con una testa di maiale mozzata al primo clasico disputato, l’altro da Londra  a Londra, passando dall’Arsenal al Chelsea, oppure i vari Campbell, Cannavaro, Miller …

Indelebile e impossibile da dimenticare è il “pezzo di me***”, rifilato da Moratti dopo che Ronaldo, il suo pupillo, gli segnava sotto il naso con la maglia del Milan. Non spostandoci da Milano, anche i tecnici hanno avuto il loro bel da fare per tenere a bada i rivoltosi. È il caso di Leonardo da calciatore, osservatore, dirigente, allenatore del Milan, a tecnico dell’Inter che cercava una vana rincorsa scudetto proprio sui rossoneri.

Ma Milano è sede anche di tradimenti non compiuti, di amori consolidati, anche se apparentemente. Ultimo Gigio Donnarumma, ormai, da sicuro partente rossonero destinazione Juventus a pilastro della rifondazione rossonera con un contratto faraonico. Prima di lui chi non ricorda il caso di Nedved che rifiutò le avances di Jose Mourinho all’Inter, preferendo prima una Juventus in piena rifondazione e poi un ritiro inaspettato.

Insomma sono tanti i calciatori che si sono macchiati di questo sacrilegio, e non saranno i soli, c’è gente che giura che Bernardeschi, erede designato di Roberto Baggio alla Viola voglia copiare pedissequamente il suo idolo, andando anche lui ai rivali della Juventus, o che Donnarumma sia già promesso sposo di Real Madrid o Juventus.

Noi non lo sappiamo chi sarà il prossimo, ciò che possiamo affermare è che sicuro ci sarà un prossima Giuda, perchè in un mondo del calcio in continuo divenire non è difficili aspettarsi una mossa o una strategia che stravolga l’ordine prestabilito.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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