MARCO RAZZINI – Perdite record: l’illusione dell’infinita ricchezza della Premier League

Marco Razzini

Ormai da tempo la Premier League si è ampiamente affermata come campionato top europeo. Questo per vari motivi: la passione dei tifosi, i fantastici stadi (sia quelli moderni sia quelli più antichi), il grande amore per il calcio in generale. Ma un altro elemento, forse il più importante, per cui il campionato inglese è diventato il più ambito è la grande quantità di denaro disponibile. Infatti la Premier League è il campionato più ricco del mondo. E se da una parte i ricavi crescono in maniera decisa anno dopo anno, dall’altra si può dire che nel suo complesso l’economia del calcio inglese è di tutt’altro tenore. Questo cosa significa, significa che i risultati netti di fine periodo non sono positivi come i ricavi, bensì sono, in alcuni casi, estremamente negativi.

Per capire cosa dico, basta analizzare pochi numeri estrapolati dal report diffuso dal centro studi inglese Vysyble. Secondo tale resoconto, dal 2008 al 2016 sono stati generati 21,4 miliardi di sterline di ricavi (all’incirca 24 miliardi di euro). Cifra davvero esorbitante, ma che scompare se confrontata con i costi, pari a poco più di 23 miliardi di sterline (oltre 26 miliardi di euro). In totale, dunque, dal 2008 al 2016 è stata registrata un’importante perdita di quasi 2 miliardi di sterline.

La domanda sorge spontanea: questo cosa può comportare? A mio parere, nel breve periodo ciò farà poca differenza. I veri effetti si vedranno nel lungo periodo. Sostanzialmente, la Premier League è riuscita a dare un grande slancio ai ricavi e da questo punto di vista tutte le squadre ne hanno giovato. Tuttavia, la mancanza di risultati positivi alla lunga rischia di incidere in modo negativo.

Dal mio punto di vista, ciò che è necessario per risanare quanto possibile questa situazione è migliorare i risultati a livello continentale. I risultati scarsi degli ultimi anni (solo quattro trofei vinti da squadre inglesi negli ultimi 10 anni, due Champions e due Europa League), nel lungo periodo stanno manifestando i loro effetti, e sono chiaramente negativi. Questo perché ogni anno le squadre al vertice, principalmente ma non solo, investono grandissime cifre nel mercato e negli stipendi. Ciò nonostante, spesso non riescono a rientrare delle spese fatte, e il risultato negativo è dietro l’angolo.

Il discorso potrebbe essere molto più ampio, ma nono voglio annoiarvi troppo con numeri e termini tecnici. Il concetto che voglio esporre è semplicemente uno: se i club inglesi non torneranno a fare la differenza a livello europeo, questa complicata situazione economica rischia di peggiorare ulteriormente. E in questo caso, il rischio più grande è quello di perdere quotazioni a livello di campionato. Ovviamente è un discorso complesso e che va considerato nel lungo periodo però, per come corrono queste cose al giorno d’oggi, la questione va presa in mano fin da subito, perché potrebbero servire solo pochi anni prima dell’esplosione.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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