Calcisticamente parlando, uno dei mesi più attesi dell’anno è senza dubbio luglio. Questo per vari motivi, principalmente perché dà ufficialmente il via al calciomercato e ai tanto amati “sogni di mezza estate”, con quei colpi che fanno brillare gli occhi ai tifosi, ma anche con quelli che fanno piangere. Il secondo motivo è che, finalmente, si ritorna al calcio giocato. I raduni, le prime amichevoli, le tournée in giro per il mondo. Insomma, la preseason è uno dei momenti più attesi perché pone fine alla breve quanto dura e infinita pausa estiva e ci riporta sui campi al seguito delle nostre squadre.

Poco fa ho citato solo alcuni degli appuntamenti estivi delle squadre. Ce ne sono molti altri, tra cui i ritiri. In particolare, vorrei soffermarmi su questo aspetto. Ogni anno le squadre organizzano ritiri per potersi focalizzare sulla forma fisica dei giocatori. Le località più gettonate sono quelle prettamente montane. Come noto, l’aria di montagna, le temperature non troppo calde e i campi in perfette condizioni sono l’ideale per mettere benzina nelle gambe dei calciatori. Però, come specificato, queste sono cose che grosso modo tutti sanno oggigiorno. Un aspetto che, invece, viene spesso trascurato è l’impatto che questi ritiri hanno, specialmente in campo economico.

Questo perché ritiri estivi possono davvero giovare alle economie locali. Di anno in anno sono sempre in continuo aumento i numeri che riguardano i tifosi al seguito della propria squadra del cuore. Con una situazione economica generale non eccelsa, sempre meno famiglie possono permettersi lunghe vacanze, indipendentemente che esse siano in patria o all’estero. Dunque, in molti valutano sempre di più l’ipotesi di passare qualche giorno al fresco in montagna, respirare un po’ di aria buona, specialmente chi vive nelle grandi città, e seguire i propri beniamini nei loro primi calci della nuova stagione.

Questo grande e continuo afflusso di tifosi nelle località montane, come anticipato, può giovare e non poco alle suddette. I primi aspetti che vengono in mente sono senza dubbio l’alloggio, quindi alberghi e ostelli, e il settore ristorazione. Tuttavia, ci sono tanti altri elementi secondari che portano a un importante incremento delle entrate per tutte le attività locali. E come prevedibile questo notevole sviluppo non è sfuggito all’attenzione delle province e delle regioni. Infatti gli enti locali hanno iniziato, negli ultimi anni, a investire ingenti somme nello sviluppo dei “camp” a margine dei ritiri delle società e in tutte le infrastrutture e servizi gettonati dai tanti tifosi. Così facendo, sono riusciti a dare un ulteriore impulso al cosiddetto “turismo calcistico”.

Tra le tante regioni montane bazzicate da società calcistiche, la più gettonata è senza dubbio il Trentino-Alto Adige. In particolare, molte si focalizzano nella Provincia autonoma di Trento, che questa estate conterà ben sei squadre di serie A, sette di B e quattro di lega Pro. Con un continuo e stabile afflusso dovuto alle società e ai relativi tifosi, la Provincia è riuscita a creare un vero e proprio business e, allo stesso tempo, un importante strumento di marketing per il territorio, con il logo “Trentino” che campeggia in tutti gli eventi e nelle strutture intorno ai ritiri.

Questo è solo un esempio per far comprendere il fulcro del discorso. Con il grande afflusso che un semplice ritiro può generare, tutte le attività locali, dalle più grandi alle più piccole, possono trarre enormi vantaggi economici che difficilmente otterrebbero in altri modi. Dunque anche voi immergetevi nel verde delle montagne nostrane al seguito della vostra squadra del cuore e dei vostri beniamini!

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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