«E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà. Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, il domani come tutto se ne andrà».

Cantava così, nel 1968, uno dei più grandi cantautori della storia italiana, Francesco Guccini. «Il domani come tutto se ne andrà», ciò non si può dire per le parole di Piero Ausilio, destinate a rimbalzare di giorno in giorno per le prossime settimane. In breve, il ds dell’Inter ha riservato alla società e alla squadra dichiarazioni che, per chiarire, non tendono a elogiare nessuna delle due parti appena citate. Non vorrei riportare quello che ha detto (QUI le dichiarazioni integrali), piuttosto vorrei soffermarmi sulla durezza di tali parole e sulla tempistica con cui sono arrivate. Allora, partiamo dal presupposto che l’Inter, anche se dopo l’ultima sconfitta con minor probabilità, è ancora in corsa per il 6° posto, che varrebbe la qualificazione ai preliminari di Europa League. Non è ben chiaro se i nerazzurri preferiscano tornare in Europa, anche se dall’ultima porta, o prendere parte a una più economicamente remunerativa tournée in Cina; ciò nonostante sono ancora in corsa. L’impressione generale è che in quel di Appiano Gentile regnasse la confusione più totale, e la conferma è arrivata con l’insensato (essendo a una manciata di giornate dalla fine del campionato) esonero di Stefano Pioli, con la squadra assegnata, come fu qualche mese fa, al tappabuchi Stefano Vecchi. Le ultime due sconfitte, rispettivamente contro Genoa e Sassuolo, hanno quasi posto fine alla fallimentare stagione nerazzurra. E in tutta questa situazione, la ciliegina sulla torta: Piero Ausilio. Quello che mi chiedo io, e penso molti altri, è piuttosto semplice: perché? Perché rilasciare queste dichiarazioni in questo momento disastroso? A mio parere è come buttare ulteriore benzina sul fuoco, specialmente se queste parole arrivano dal direttore sportivo. Non vedo come questo possa giovare all’ambiente. Certo, magari può servire a, come si suol dire, “dare una svegliata”, ma il messaggio poteva essere espresso un numerosi altri modi.

Tema più recente, di poche ore, è la presentazione della nuova maglia del Milan. Nel progettarla, l’ispirazione è stat presa dalle prime, e storiche, maglie dell’era Berlusconi, e dunque la divisa è composta da “sole” undici righe rossonere, senza nessun particolare effetto e sfumatura. Uno stile rétro che, personalmente, apprezzo molto. Ciò posto, la presentazione di oggi è un altro passo verso la nuova era cinese, con la nuova dirigenza che ormai da settimane si è insediata negli uffici di Casa Milan, ma che prenderà a tutti gli effetti vita con l’arrivo della nuova stagione. Come spesso accade, per presentare le nuove divise si improvvisano modelli per un giorno i giocatori più rappresentativi della squadra con l’aggiunta di qualche “sorpresa”, riferito a quelli che non sono i giocatori più rappresentativi. In questo caso è toccato a Riccardo Montolivo, capitano del Milan, Gianluigi Donnarumma, puro gioiello e (per la speranza dei tifosi) futura bandiera rossonera, e Giacomo Bonaventura, uno dei simboli della passata stagione e di quella attuale prima dell’infortunio. A loro tre sono stati aggiunti Juraj Kucka e Gianluca Lapadula. Visto alcune assenze, le voci di mercato, come sempre succede, non si sono sprecate. In primis riguardanti Carlos Bacca, sempre più lontano da Milanello, la cui assenza dalla campagna pubblicitaria ha riacceso quelle voci di mercato che per qualche giorno si erano placate. Quale sarà il futuro di questa rosa del Milan non possiamo saperlo, invece ciò che sappiamo è che il Milan ripartirà a luglio iniziando ufficialmente l’era di Yonghong Li & Co, con una divisa ispirata sulla storia del predecessore, nella speranza di replicarne vittorie e trofei.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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