MARCO RAZZINI – 5 modi con cui la proprietà cinese sta rivoluzionando e rilanciando il Milan

Marco Razzini

Ormai da qualche mese la dirigenza con a capo Yonghong Li si è insediata negli uffici di Casa Milan e ha iniziato il suo corso, proprio come fatto da Zhang Jindong all’incirca, mese più mese meno, un anno fa con l’Inter. In entrambi i casi le voci le crescenti voci hanno alimentato numerosi dubbi. «Ma chi sono?» «Hanno davvero tutti quei soldi o sono dei truffatori?» e, soprattutto nel passaggio del Milan dalle mani di Berlusconi a Yonghong Li, «Ma esistono davvero?». Eppure, tra tutti questi dubbi e anche alcune critiche, entrambe le dirigenze cinesi si sono mosse puntando un unico obiettivo: il rilancio del club. Per quanto riguarda i nerazzurri, oltre ai risultati prettamente legati al campo, sono arrivati riscontri positivi sotto più aspetti. Tuttavia, oggi voglio soffermarmi sui rossonera. In particolare, voglio analizzare 5 modi con cui la nuova dirigenza del Milan, con particolare attenzione all’operato di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, sta rivoluzionando e rilanciando il club.

  1. L’acquisto del Milan. Può sembrare una banalità, ma non lo è, anzi è proprio la questione principale. Perché la cordata cinese, acquistando il club, ha preso carico di una situazione debitoria tragica, con debiti per oltre 200 milioni di euro, portando un ossigeno che da tempo mancava.
  2. Rivoluzione societaria. Fin dallo sbarco a Casa Milan è stata rivoluzionata tutta la struttura societaria, portando all’inserimento nell’organigramma di gente nuova, per così dire “fresca”, con idee diverse e capaci di fare la differenza anche nelle piccole cose. Su tutti, ovviamente, il duo Marco Fassone – Massimiliano Mirabelli, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo, capaci di portare grande entusiasmo, ma di questo ne parleremo dopo. Fondamentale è il ritorno di tante bandiere rossonere. Infatti una delle principali volontà, fin dall’inizio, è stata quella di ricreare la cultura Milan, che a parere generale si era un po’ persa negli ultimi anni. Per fare ciò la dirigenza ha optato per far tornare in società persone che hanno vissuto il grande Milan, calcisticamente e culturalmente parlando. I primi innesti in questo senso, sono stati Christian Abbiati, team manager, e Gennaro Gattuso, allenatore della primavera.
  3. Chiarezza e trasparenza. Arriviamo anche a parlare di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli. Da quando hanno iniziato a tutti gli effetti il loro mandato, si sono sempre basati e incentrati su due principi fondamentali: chiarezza e trasparenza. Tutte le mosse, da quelle societarie a quelle di mercato, sono sempre state fatte alla luce del sole, senza nascondere nulla. Tutti gli annunci, positivi e non, sono stati fatti di persona direttamente dai due dirigenti, sempre insieme, a simboleggiare la grande unità della dirigenza, e senza mai ricorrere a terze parti e/o comunicati. E per fare ciò, hanno fatto grande uso dei social network, mezzo per avvicinarsi ulteriormente ai tifosi. Complessivamente, per come sono state gestite tutte le situazioni fin qui Fassone e Mirabelli hanno stupito e impressionato quasi tutto l’ambiente, ridando vitalità ed entusiasmo ai tifosi.
  4. Programmazione. Fattore di primissima importanza. Negli ultimi anni della gestione Berlusconi, vuoi le poche disponibilità economiche e le tante scommesse perse, la programmazione era sostanzialmente diventata un sogno d’altri tempi. Invece la nuova dirigenza, operativa già nei mesi antecedenti il tanto atteso closing, ha stilato un piano specifico e dettagliato di obiettivi presenti e futuri. In queste prime settimane la programmazione è stata fondamentale nelle mosse di mercato. Infatti fin da subito Fassone ha chiarito che l’intenzione era quella di consegnare a Vincenzo Montella una rosa completa almeno per i 2/3 in vista della nuova stagione. I tanti colpi portati a termine in pochi giorni dimostrano che c’è davvero una programmazione precisa dietro, cosa che da anni non si vedeva nel mercato del Milan.
  5. Investimenti. Chiudiamo con quello che può essere ritenuto l’elemento senza cui io non sarei qua a scrivere della dirigenza rossonera, ovvero gli investimenti. La cordata cinese, oltre alla cospicua somma utilizzata per portare a termine il passaggio di proprietà, ha investito ulteriori e importanti quantità di denaro per far tornare grande il Milan, e per farlo subito. A questo scopo, tra le altre cose, risulterà determinante anche il tanto discusso ingresso del club nel mercato borsistico asiatico, ancora da definire nelle tempistiche. Come è stato e come è tutt’ora per l’Inter, il grandissimo mercato asiatico sarà determinante anche per il Milan per aumentare gli introiti in vari settori, soprattutto nel merchandising.

Non è la prima volta che parlo del Milan e della nuova dirigenza. Tuttavia, questi cinque modi di operare spesso mi riportano a parlarne a riguardo. Sostanzialmente perché gli ultimi anni dei rossoneri non sono stati esaltanti, sia nei risultati in campo sia nelle mosse societarie. Mentre la nuova dirigenza, Fassone e Mirabelli in primis, come detto, hanno risvegliato i tifosi, hanno portato grande entusiasmo, e non mi sorprenderei di vedere molta più gente al raduno del prossimo 4 luglio a Milanello. L’esaltazione e l’eccitazione dell’ambiente rossonero è palpabile anche da chi guarda da fuori, e con ancora qualche grande colpo il Milan potrebbe tornare dove gli compete.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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