Il Milan parte come meglio non poteva e nelle prime tre partite di campionato mette a segno tre vittorie che permettono agli uomini di Pioli di dare continuità alla scorsa stagione, dove i rossoneri si erano piazzati secondi in classifica ottenendo la qualificazione per la Champions League.

Le 3 vittorie dimostrano come il Milan non abbia perso brillantezza e, anzi, è sulla buona strada per disputare un’altra annata da protagonista, che guarda caso coincide proprio con quella del ritorno della squadra nella Champions League, competizione con la quale il Diavolo ha decisamente un buon feeling. Seppur siamo solo all’inizio, verrebbe da dire che il Milan di quest’anno sia addirittura più forte di quello di anno scorso, la squadra rispetto ad un anno fa ha maggiori convinzioni nei propri mezzi ed è consapevole di potersela giocare con chiunque, anche in Europa, dove gli avversari sono di grande livello ma non per questo i rossoneri devono spaventarsi o pensare di aver perso in partenza.

Milan-Lazio 2-0, test di maturità superato

Ieri la vittoria con la Lazio per 2-0 ha certificato la crescita della squadra in termini di maturità. La squadra di Sarri è stata tatticamente annullata dal Milan che è riuscita a non far emergere i giocatori chiave della formazione biancoceleste come Luis Alberto, Milinkovic-Savic e Immobile. I gol di Leao e Ibrahimovic in particolare sono frutto di ottime giocate della squadra, azioni che hanno dimostrato la giusta intesa e sintonia tra i giocatori che poi hanno portato a siglare le due reti decisive per la vittoria. E il fatto che i 3 punti siano arrivati contro un’altra squadra di valore ha un peso importante. Una prestazione simile contro un avversario di spessore premiata con una vittoria per 2-0 aggiunge ulteriore consapevolezza a società, Pioli e i giocatori.

Mercato del Milan promosso, ci sono più soluzioni

Il mercato estivo rossonero è stato poi particolarmente intelligente, ora Pioli potrà contare su maggiori rotazioni e soprattutto su riserve che garantiscono affidabilità e sicurezza. Ad esempio ieri è partito dalla panchina Saelemaekers, un giocatore che nel corso della stagione sarà diverse volte titolare. Giroud, che ha segnato una doppietta contro il Cagliari alla seconda giornata, addirittura ieri non era convocato visto che si era negativizzato da poco dal Covid-19 e Pioli ha preferito tenerlo a riposo in vista della Champions. Lo stesso Ibra è subentrato nella ripresa mentre nel corso della stagione altri giocatori come Rebic e Leao potranno essere delle preziose pedine da sfruttare nel secondo tempo.

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Il centrocampo si è potenziato con l’arrivo (o meglio, ritorno) di Bakayoko, che già conosce l’ambiente, mentre sulle fasce Pioli potrà contare su Florenzi come jolly, il quale può essere schierato sia come esterno d’attacco (come accaduto ieri) o come terzino in modo da far rifiatare Calabria e Theo oppure sostituirli in caso di loro indisponibilità. Da non dimenticare Ballo-Toure, arrivato in estate dal Monaco ed entrato ieri nel secondo tempo. L’impressione è che durante la stagione non sarà solo una semplice riserva da inserire una volta ogni tanto.

Giocatori più continui e responsabilizzati

Ibrahimovic sarà un elemento fondamentale per tenere alta la concentrazione e aiutare i compagni nei momenti più delicati della stagione ma un altro segnale positivo arriva dal fatto che molti giocatori si stiano sempre di più responsabilizzando e capiscono l’importanza di indossare una maglia così prestigiosa. Ad esempio Tonali, che anno scorso è stato contestato forse anche troppo, in queste prime uscite di stagione ha dimostrato di essere più sicuro e il suo apporto alla squadra comincia ad essere di livello. Giocatori come Leao e Rebic che spesso sono stati discontinui ora sono più presenti e costanti. Specie nel reparto offensivo dove Pioli può godere di più soluzioni, la concorrenza c’è ed è di qualità, per cui per meritarsi il posto dal primo minuto o comunque per avere uno spazio considerevole durante i 90 minuti servirà dimostrarlo in allenamento e in partita.

La qualificazione in Champions per i rossoneri deve diventare di nuovo l’abitudine

Con l’addio di Calhanoglu, inevitabilmente il Milan farà più affidamento su Brahim Diaz e il trequartista ha accolto con gradimento questo aumento di responsabilità all’interno della squadra. Le prestazioni dello spagnolo fin qui sono state più che buone, tra l’altro è stato il primo marcatore rossonero del campionato in quanto decisivo nella vittoria all’esordio contro la Sampdoria per 1-0. Mercoledì il Milan sarà atteso da un impegno affascinante ma che dovrà vivere con la consapevolezza di far (ri)diventare un’abitudine partite di questo calibro. Parliamo ovviamente della prima partita del girone di Champions, dove i rossoneri affronteranno un avversario non casuale, cioè il Liverpool. Ad Atene nel 2007 il Milan vinse la sua ultima Champions proprio contro gli inglesi, due anni dopo la clamorosa e storica sconfitta ai calci di rigore sempre contro il Liverpool (i rossoneri nei tempi regolamentari si fecero recuperare un vantaggio di 3-0). Il Milan non vuole e non deve vivere la competizione solo da partecipante ma proverà a giocarsela in un girone di certo non abbordabile. Oltre alla squadra di Kloop, i rossoneri dovranno sfidare l’Atletico Madrid e il Porto. Saranno tutte sfide prestigiose ma il Milan, seppur non sia facile, ha le carte in regola per provare a infastidire le rivali e guadagnarsi un posto per gli ottavi.

La stagione è appena iniziata ma entra subito nel vivo, e il Milan è proiettato verso un’altra stagione di livello dopo quella passata. La Champions rappresenta uno stimolo in più, le prime tre partite di campionato hanno raccontato di un Milan già ben rodato e con una rosa completa capace di offrire tante e valide soluzioni. E quindi sì, l’impressione è proprio quella di una squadra più forte e con maggiori certezze rispetto a quella di anno scorso.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo