In un calcio sempre più in fase di modernizzazione tra VAR e goal-line technology esiste ancora una parte del nostro sport inchiodata nel passato. Stiamo parlando delle conferenze stampa, carrellata delle banalità e della retorico per la maggior parte di casi che con l’avvento dei social sta perdendo di visibilità e utilità.

Migliorare le conferenze stampa

Qua non si tratta di voler un calcio “poco umano” bensì di ottimizzare uno strumento che sta perdendo valore. Le varie comunicazioni importanti dei club vengono puntualmente pubblicate tramite note sui vari profili ufficiati così come i convocati e i report allenamenti che quotidianamente aggiornano sul lavoro svolto e su quali giocatori si sono allenati a parte causa problemi fisici. Per quanto riguarda le scelte dell’allenatore o notizie di mercato, spesso entrambe mistificate dai tecnici stessi, ci sono le varie probabili formazioni in giro per il web così come aggiornamenti sul calciomercato. Ma quindi a chi interessa fare le conferenze stampa? I tifosi spesso preferiscono vedere gli estratti da due/tre minuti, gli allenatori farebbero volentieri a meno di mille domande mentre i giornalisti vanno lì quasi rassegnati visto che non avranno quasi mai una risposta chiara alle loro domanda.

Soluzioni per ottimizzare

Sparare sentenze senza proporre soluzione è pressoché inutile. Come giusto che sia proverò ad offrire alcuni spunti da cui si potrebbe ripartire. La cosa fondamentale è il giusto uso dei social. Molti ragazzi studiano i metodi migliori per comunicare attraverso piattaforme come Twitter e Instagram. Per questo motivo, sostituire ore di conferenze stampa con un breve video e un elenco dei cinque punti fondamentali sulla settimana trascorsa potrebbe essere un’idea positiva, l’affluenza crescerebbe così come l’impatto delle notizie stesse. Un altro punto è il rapporto tra giornalisti e allenatori. Eliminando le classiche conferenze stampa si evitano ogni tipo di discussioni e polemiche limitando le interazioni tra queste due figure ad interviste funzionali e mirate, senza divagare troppo in modo da mantenere vivo il rapporto allenatore-giornalista.

Sarà mai possibile?

Questa è la classica domanda da un milione di dollari. Tenendo conto della cultura del nostro Paese, le chiacchiere sono sempre gradite, all’ordine del giorno e difficilmente ci staccheremo da queste abitudini. D’altro canto era impensabile qualche anno fa pensare alla moviola in campo mentre ora siamo quasi tutti convinti che il VAR abbia migliorato il calcio. In un modo sempre più orientato verso uno stile di comunicazione semplice, chiara e diretta potrebbe essere questo un grosso passo avanti. Rare volte l’Italia ha fatto da pioniere verso rivoluzione radicali, probabilmente dovremmo aspettare che la Premier League o altri campionati diano il via a questa idea all’apparenza assurda ma concretamente utile per eliminare un’usanza ormai obsoleta.

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