Momenti difficili capitano a tutti o quasi nel corso della vita, non c’è da disperarsi e l’opzione di arrendersi non è nemmeno da prendere in considerazione. Chi ha lavorato duro, raggiungendo traguardi gloriosi e vincendo alcuni dei trofei più ambiti a livello internazionale, avrà per forza di cose modo di dimostrare il suo valore, perché un infortunio o un momento negativo sono cose che possono intaccare la vita professionale di un atleta esemplare, ma non comprometterla del tutto. La differenza la fa spesso la testa, il carattere, la determinazione.

Tutti fattori che incarnano a meraviglia uno dei bomber più prolifici e affidabili degli anni 2000 della realtà calcistica nostrana, ossia Alberto Gilardino, attaccante che a suon di gol si è fatto apprezzare in tutte le piazze in cui ha giocato, lasciando un ottimo ricordo nel cuore dei tifosi che lo hanno sostenuto nel corso degli anni.

Dopo tanti anni passati a segnare a raffica e a festeggiare mimando il suono del violino, un gesto divenuto in poco tempo un suo tratto caratteristico, il centravanti di Biella ha vissuto un’annata – quella conclusasi da poche settimane – piuttosto complicata. Dopo una più che positiva stagione al Palermo (11 reti in 34 presenze tra campionato e Coppa Italia e contributo fondamentale in ottica salvezza), la scorsa estate Gilardino aveva scelto di ripartire dall’Empoli, che sembrava essere la squadra giusta per l’attaccante campione del mondo nel 2006, sia in termini di bontà del progetto che di efficacia della struttura societaria. Sembrava già tutto apparecchiato e il menù proponeva una salvezza tranquilla grazie al buon bottino di reti del Gila, proprio come avvenuto l’anno precedente in maglia rosanero: purtroppo per lui, però, qualcosa è andato storto in Toscana, con il tecnico Martusciello che non l’ha mai preso seriamente in considerazione e l’astinenza dal gol che non ha fatto altro che acuire un senso di malessere e frustrazione che il classe ’82 non provava da tempo.

In sei mesi arriva appena un gol in 16 partite, messo a segno nella gara di Coppa Italia persa 2-1 tra le mura amiche contro il Cesena. Numeri infelici per un giocatore che fino ad oggi è riuscito a segnare la bellezza di 188 reti in Serie A e 267 in carriera, con l’ormai annunciata separazione dall’Empoli che si consuma nella sessione di mercato invernale, in cui trova l’accordo fino a fine stagione col Pescara dell’amico Oddo. Il suo innesto regala una prima punta di gran livello al Delfino e la sua voglia di riscatto sembra rappresentare l’ingrediente giusto per dare una significativa sterzata all’annata degli abruzzesi. Le cose, però, non migliorano, abbondano le sconfitte e Oddo viene esonerato in favore di Zeman, con Gilardino che si infortuna e riesce a mettere insieme appena tre presenze con il Pescara, che retrocede in Serie B da ultimo in classifica.

Gilardino chiude così un’annata tutt’altro che indelebile nell’album dei ricordi del violinista del calcio italiano, che ha un feeling speciale col gol e in carriera aveva sempre segnato almeno due reti in una stagione di Serie A. L’unico centro stagionale è arrivato in Coppa Italia e nella classifica dei marcatori della massima serie il suo nome non compare. Gettare la spugna e alzare bandiera bianca, però, non fa parte dei piani del Gila: del resto, non sarebbe da lui fare una cosa del genere. Ecco dunque che il bomber sta già pensando al suo futuro imminente, con tante squadre tra Serie A, Serie B e Lega Pro pronte ad accaparrarselo. In massima serie potrebbe tornare comodo a squadre di medio-bassa classifica che puntano a una salvezza tranquilla o alle contendenti per non retrocedere, mentre in cadetteria e in Serie C potrebbe tranquillamente indossare (da titolare) la maglia dei club più forti dei rispettivi tornei. Tante piste percorribili dunque per Alberto Gilardino, tra ipotesi concrete e affascinanti suggestioni di mercato.

Non dovrebbero esserci dubbi circa il gran contributo che Gilardino potrebbe dare a innumerevoli squadre di Serie A, tra cui in particolar modo le varie Chievo, Udinese, Bologna, Genoa e Crotone, senza dimenticare le tre neopromosse Hellas Verona (in cui già militò giovanissimo dal 2002 al 2004, siglando sei reti in 43 presenze), SPAL e Benevento, con queste ultime due società che avrebbero particolare necessità di un nome d’esperienza per puntare a mantenere la categoria. Qualora il futuro del quasi 35enne, invece, non dovesse essere in Serie A (dove potrebbe continuare a inseguire il traguardo dei 200 gol, distante appena dodici centri), Gilardino potrebbe decidere di tuffarsi in un’esperienza già sperimentata da tanti bomber che hanno lasciato il segno nel calcio italiano, ossia giocare in Serie B, magari in una squadra di vertice che possa puntare alla promozione a prescindere dal suo arrivo: oltre a Frosinone, Perugia, Carpi, Spezia, Frosinone, Cittadella e Novara, ci sarebbe la pista Cremonese, che ha grandi obiettivi per la stagione che verrà ed è pronta a mettere sotto contratto un giocatore del suo calibro.

Da tenere in forte considerazione, inoltre, l’ipotesi Parma, che rappresenterebbe un romantico ritorno nella città che contribuì a far affermare nel calcio che conta Gilardino, il quale con la maglia dei ducali si mise in mostra a suon di reti, totalizzando 56 reti in 116 presenze tra campionato e coppe dal 2002 al 2005 e risultando il terminale offensivo ideale per la squadra guidata da Cesare Prandelli, meritandosi così la chiamata del Milan di Carlo Ancelotti. Con gli emiliani che sono riusciti a tornare in cadetteria dopo essere stati declassati in Serie D appena due anni fa, il ritorno di Gilardino nella “sua” Parma è una possibilità tutt’altro che utopistica.

Insomma, il centravanti campione del mondo nel 2006 è pronto a rilanciare le sue quotazioni e a tornare a fare quello che gli riesce meglio, segnare gol a raffica e risultare fondamentale per la sua squadra. Farlo in un gruppo che possa ridargli gli stimoli giusti sarebbe il top per un giocatore che alla soglia dei 35 anni ha ancora tanto da dare, è tutt’altro che bollito ed è pronto a dimostrarlo sin da subito.

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